Stati Uniti: la resa dei conti

L’omicidio di George Floyd, ennesimo nero ucciso dalla polizia, ha innescato negli Stati Uniti una rivolta sociale violenta e diffusa i cui protagonisti sono i perdenti della società, ulteriormente impoveriti dalla pandemia di Covid-19. Questa volta, insieme, neri e bianchi. Se è la “resa dei conti” saranno i prossimi mesi a dirlo.

Il nesso tra razzismo ed economia

Pur senza schiacciare il razzismo alla mera funzione di sfruttamento, molti dati mostrano un solido nesso tra esso e l’economia. Non a caso molti studiosi hanno messo in rilievo che il razzismo moderno si è affermato a partire dall’espansione coloniale che ha sorretto l’emersione del capitalismo europeo.

Ommini da viení, séte fottuti

Siamo alle soglie di un nuovo ciclo per il quale siamo del tutto impreparati: non abbiamo le chiavi per aprire la porta. Può anche essere che dietro quella porta ci sia il nulla. Stretti tra il racconto edificante dei media e il ressentiment populista viviamo l'”età della rabbia” in cui il vittimismo ha un “fascino incendiario”.

Torino, è quasi Natale. Un rumeno, sotto casa

«Mi dica una cosa, ma gli italiani sono razzisti?», «Sinceramente, sì, siete razzisti soprattutto qui al nord. Nei confronti di tutti anche non neri. È aumentato il razzismo in questi anni, si nota. È anche vero però che molti stranieri rubano». «Anche i giovani sono razzisti?», «Soprattutto i vecchi. Ma i giovani non sono educati».

Quando la destra si tinge di nero

In Italia e in tutta Europa la destra si colora sempre più di nero, assumendo tratti esplicitamente fascisti e razzisti, ed esce fuori dai confini della Costituzione e dalla legalità internazionale delineata nelle convenzioni sui diritti umani. Così si ripropone un dramma storico che abbiamo già vissuto, con altre modalità, nel secolo scorso.