Giovanni Vighetti vive a Bussoleno ed è esponente del Movimento No Tav

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Elezioni: non andare al mare, nonostante tutto

I rischi sono grandi e non si vedono nel Paese lotte in grado di garantire, più del voto, progressi sul piano dei diritti e delle libertà. La scelta per il meno peggio non ha mai prodotto esiti utili e anche per questo non credo possano esserci, per la sinistra, indicazioni di voto (che, del resto, non saprei dare). Ma un voto antifascista è necessario: a ciascuno trovare la strada migliore.

Il fallimento del M5S e le incognite del futuro

Nel 2018 il M5S sparigliò i giochi, vinse le elezioni e si propose come motore di un radicale cambiamento del sistema politico. Non è andata così: per le sue contraddizioni e incapacità e per la lotta senza esclusione di colpi riservatagli dall’establishment. Oggi che quella meteora è passata il primo obiettivo è impedire che il Paese cada in mano a un partito neofascista.

Alcune domande sulla guerra in Ucraina

In tempo di guerra è difficile garantire spazio alle varie analisi e ai diversi punti di vista. Ma non c’è alternativa: bisogna porre domande scomode per capire cosa sta davvero accadendo e per definire le politiche necessarie. L’origine della guerra in Ucraina la conosciamo bene ma ciò non basta se non si dà risposta ad alcune domande riguardanti il ruolo degli Stati Uniti e della NATO.

I “putiniani”, come inventare una categoria per eliminare la complessità

La responsabilità della Russia per avere scatenato la guerra in Ucraina è evidente. Ciò, peraltro, non può esimere dall’analisi delle politiche della NATO, dell’Europa e della stessa Ucraina che hanno preceduto l’invasione. Ma l’establishment cerca di impedirlo inventando la categoria dei “putiniani” per rinchiudervi, criminalizzandolo, chiunque voglia approfondire.

L’ultimo affronto: Berlusconi dalla P2 al Quirinale

I tempi sono, per la nostra politica, assai tristi. Ma la proposta, avanzata senza suscitare sdegno, di una candidatura di Silvio Berlusconi alla Presidenza della Repubblica è, a dir poco, surreale. Non solo per i suoi trascorsi giudiziari (in parte ancora pendenti) ma perché aprire porte girevoli tra loggia P2 e Quirinale sarebbe uno sfregio decisivo per la democrazia.

Contro il nucleare: non bastano i referendum

Si ritorna a parlare di centrali nucleari, nonostante la loro conclamata pericolosità e la loro bocciatura in ben due consultazioni popolari. Ma i referendum, se non sono accompagnati da una convinta mobilitazione, sono solo tappe di un percorso che può essere rovesciato. Per questo occorre mobilitarsi da subito, seguendo l’esempio del movimento No Tav.

L’armadio della vergogna

Periodicamente riemergono nel Paese le ombre delle stragi di Stato e delle responsabilità dei Servizi. Per dissiparle occorrerebbe riandare alla mancata epurazione dei fascisti dalle istituzioni e ai connessi insabbiamenti. Magari a partire dall’armadio della vergogna della Procura militare di Roma in cui i relativi fascicoli vennero nascosti per decenni.