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Giovanni Vighetti vive a Bussoleno ed è esponente del Movimento No Tav

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L’armadio della vergogna

Periodicamente riemergono nel Paese le ombre delle stragi di Stato e delle responsabilità dei Servizi. Per dissiparle occorrerebbe riandare alla mancata epurazione dei fascisti dalle istituzioni e ai connessi insabbiamenti. Magari a partire dall’armadio della vergogna della Procura militare di Roma in cui i relativi fascicoli vennero nascosti per decenni.

Nebbia in Val Susa: tra sassi e manganelli

La notte del 12 aprile polizia e carabinieri in assetto da guerra hanno occupato l’area di San Didero destinata ad autoporto bloccando gli accessi e tentando di sgombrare il presidio No TAV. I valsusini accorsi sono stati respinti con lacrimogeni e manganelli. Ma politici e media mainstream deprecano la violenza dei No TAV.

Uno spiraglio sulle stragi nere

Che l’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 sia una «strage di Stato» lo afferma, oggi, anche una sentenza della magistratura. È la conferma di un giudizio storico ormai definitivo: le stragi degli anni ’70 e ’80 non furono fatti isolati ma tessere di una strategia unitaria neofascista avallata (se non ideata) dai nostri Servizi segreti.

L’Italia dei golpe

Tra il 1964 e i primi anni ’70 l’Italia ha conosciuto tre tentativi di colpo di Stato: il «piano Solo» del generale De Lorenzo, il golpe bianco di Edgardo Sogno e quello di Junio Valerio Borghese. Impropriamente sono stati declassati a operette. Ma senza fare i conti con quegli eventi non si capisce un periodo decisivo della storia del Paese.

Autostrade, privatizzazioni, politica

La vicenda di Autostrade e i suoi deludenti sviluppi hanno svelato i disastri delle privatizzazioni. È sempre più chiaro che privato è bello solo per l’interesse finanziario dei grandi gruppi economici. Ma è improbabile che lo colgano forze politiche dimostratesi in questi anni imprevidenti e subalterne alle lobbies economiche.

Torino. Dedicare una via a Valletta?

Il sito del “Corriere della Sera” ha lanciato una campagna per intitolare una via di Torino a Vittorio Valletta, presidente della Fiat nel secondo dopoguerra e autore di una dura repressione antioperaia. È un’altra tappa, dopo lo smantellamento di Fiat-Mirafiori, per dare a Torino una nuova identità rimuovendo il protagonismo delle tute blu.

Una storia rimossa nella Corea del Sud

«È vero che gli uomini sono fondamentalmente crudeli?». La domanda è il filo conduttore del drammatico e intenso romanzo “Atti umani” della sud coreana Han Kang: uno squarcio di luce sulle dittature militari del suo Paese e sul massacro di Gwangju, una strage a lungo negata, di cui ricorre in questi giorni il quarantennale.