C’è un’urgenza: modificare i nostri stili di vita

Va bene preoccuparsi per le disuguaglianze, per le derive autoritarie, per i migranti ma, a monte di tutto, ci sta il nostro adagiarci su uno stile di vita incompatibile con l’orbe terracqueo. Detto in parole povere, a monte di tutti i problemi c’è uno stile di vita che depreda, che inquina, che costringe a migrare, e di ciò siamo tutti totalmente partecipi: vittime e carnefici.

Stare nei territori, ma anche ridefinire un progetto

Stare nei territori e costruire reti è fondamentale ma non basta. È necessario, insieme, definire un progetto alternativo di società, senza il quale i tanti movimenti settoriali non possono produrre cambiamento. Per gran parte del secolo scorso quel progetto è stato il socialismo. Poi è calato il silenzio. Oggi occorre recuperare progettualità e memoria.

Costruire la società della cura

Come costruire un’alternativa all’esistente? Uscendo dalla logica della riduzione del danno, costruendo e mettendo in comune esperienze e pratiche che sedimentino dentro ogni territorio suggestioni di una società diversa, il cui nucleo forte sia il prendersi cura. È un percorso inedito e non scontato ma possibile come si è dimostrato anche durante la pandemia.

Volere la Luna: che fare? Un confronto aperto

Volere la Luna ha superato i tre anni. La sua analisi di partenza (l’inutilità di perseguire “il meno peggio” e la necessità, per una nuova fase politica, di un cambiamento radicale di modi di essere, di pensare, agire, cooperare e aggregarsi) è stata ampiamente confermata dai fatti. Ma che fare, oggi? Confrontarsi! Tra di noi, con i nostri interlocutori abituali e con chi ci guarda con interesse.