Pasqua 2020/1. Giovedì Santo: l’umanità tutta intera

Pasqua 2020/1. Giovedì Santo: l’umanità tutta intera

Giovedì Santo. Gesù lava i piedi dei discepoli, di ogni ospite. Oggi i medici e gli infermieri delle rianimazioni non scelgono: non mettono in gioco la propria vita per coloro che amano. Lo fanno per degli sconosciuti: si chinano a lavare i piedi a chi bussa alla porta dei loro reparti.
Spegnere la tivù

Spegnere la tivù

Solo chi ha un’opinione sventata, apodittica, non argomentata, è il benvenuto nei talk-show; chi invece procede in modo dubitativo, o facendo leva su un ragionamento complesso, viene gentilmente accompagnato alla porta. L’esito ultimo, neanche a dirlo, è manicomiale. Che fare, dunque? Prima di tutto spegnere la tivù.
Quando la ragione è dalla parte del torto

Quando la ragione è dalla parte del torto

Oggi, guardandoci attorno, cogliamo la realtà di un mondo diseguale, ingiusto, inquinato, violento, tutt’altro che democratico. Ciò impone di mettere in discussione le certezze di cui sinora ci siamo acriticamente beati. L’ultimo libro di Tomaso Montanari è un guida straordinariamente attuale in questo percorso.
Il vecchio e la bambina

Il vecchio e la bambina

Le strade, a Firenze, sono quasi deserte. Silenzio, una pulizia nuova dell'aria: una meraviglia e, insieme, un'angoscia di fondo che entra nell'anima. La sensazione limpida dell'assenza. Del lutto. Resta, come collegamento con la vita, il rapporto diretto con la mia nipotina e quello, indiretto ma intenso, con i miei ex studenti.
C’è una sola soluzione: la giustizia ecologica e sociale

C’è una sola soluzione: la giustizia ecologica e sociale

L’epidemia ci sta facendo toccare con mano che la vita nel pianeta, di cui siamo parte, evolve non attraverso la competizione esasperata ma grazie alla cooperazione e alla solidarietà. È sempre più chiaro che il futuro sarà vivibile solo se saprà coniugare giustizia ecologica e giustizia sociale.
Coronavirus, chi pensa ai bambini?

Coronavirus, chi pensa ai bambini?

L’epidemia in atto e le connesse restrizioni hanno stravolto le vite di bambini e ragazzi. In questa intervista il pedagogista Raffaele Mantegazza segnala i rischi della situazione e le condizioni per una ripresa positiva, soffermandosi anche sulla controversa questione dell’“ora d’aria” per i bambini.

commenti

Coronavirus. Ci stiamo giocando la democrazia

La fase 2 della sospensione delle nostre libertà, si apprende, inizierà prima dalle fabbriche, e solo dopo dalle persone. Inizia una fase delicatissima. Per questo occorre il massimo della pubblicità e della trasparenza. Guai se passasse l’idea che la democrazia è una zavorra che ora non ci possiamo permettere.

A volte ritornano

controcanto

Niente DOVRA’ ESSERE più come prima

Non è vero che “niente sarà più come prima”. Sarà “come prima”, forse “più di prima”: più ingiustizia, più stupidità di chi comanda, più gestione dissennata delle risorse, se non sapremo alzare la voce per dire che cambiare si deve. In troppi sono già al lavoro perché niente cambi: aziende che scalpitano per riaprire, SI TAV per rilanciare tutto, demagoghi in pista.

Draghi, lupi, faine e sciacalli

Preparare il “dopo-virus”

Immaginari pandemici

Rilanciare un modello sociale che guardi alla redistribuzione, ripensare i nostri stili e i nostri ritmi di vita, presidiare i nostri spazi di libertà: sono questioni che non possono restare sospese nel limbo della quarantena. Pensare e discutere, per quanto difficile, si può fare anche restando in casa.

Insegnare a distanza?

Qualche settimana fa la figlia quindicenne di una mia amica, parlando delle lezioni on line, mi ha detto: «Ma io per potere imparare ho bisogno di avere davanti a me la mia professoressa e che lei mi possa guardare negli occhi per vedere se ho capito». L’avrei abbracciata! Non scambiamo l’attuale “supplenza” con la vita!

Calcio. Come ti trasformo il Coronavirus in un alibi

Le boccheggianti società di calcio, travolte da perdite miliardarie per capricci di mercato (tipo l’acquisto di Ronaldo), chiedono ora, per superare la crisi prodotta dal Coronavirus, l’abrogazione del divieto di pubblicità delle aziende di scommesse. L’obiettivo è quello di stipulare lucrosi contratti con i broker dell’azzardo.

Superare il capitalismo

Il virus ha svelato l’insostenibilità del nostro sistema economico. Non è solo lo Stato assistenziale azzoppato che viene chiamato in causa, ma anche i rapporti di produzione, il rapporto perverso tra accumulazione capitalistica e distruzione dell’ambiente, l’illusione dell’estrazione infinita di valore dai beni finanziari.

Legislazione e lavoro al tempo del Coronavirus

Le disposizioni lavoristiche della legislazione relativa al Covid 19 sono ambigue e, in qualche misura, sperimentali. Totalmente irrisolta resta, in ogni caso, la questione dei lavoratori senza tutele, quelli emarginati, somministrati, precari, in cui la paga è strettamente legata alla prestazione.

Il carcere, Nicoletta e gli altri

Da ieri, dopo tre lunghi mesi, Nicoletta è uscita dal carcere. È in detenzione domiciliare e con molti vincoli ma è a casa. C’è voluta l’epidemia per raggiungere questo risultato! Ora sono necessari – lo chiede per prima Nicoletta – provvedimenti per assicurare la scarcerazione di un più ampio numero di detenuti. Subito!

La distanza sociale e l’agire collettivo

Il distanziamento sociale può essere una trappola mortale per l’azione collettiva. Pensiamo a tre movimenti messi in standby dall’emergenza Coronavirus: i NO TAV, le Sardine e lo sciopero per il clima. Eppure l’agire collettivo è oggi più importante che mai: per vigilare sul presente e per progettare un futuro diverso.

Memoranda/La casa (nel tempo del Coronavirus)

Una riflessione antropologica sulla casa quando il virus ci impone di “ritirarvici”, scritta in una terra, la Calabria, di migrazioni, abbandoni, ritorni, restanze… Dovremmo, da oggi, pensare a un nuovo senso dell’abitare e di rigenerare i luoghi, le comunità, noi stessi; dovremmo pensare al pianeta come a una grande Casa, dove ci sia posto, dignità, vita per tutti.

Libertà e buona sorte

Di fronte alle molte restrizioni di questi giorni risuona forte la domanda «è necessario?», che rimanda agli interrogativi di sempre sulla libertà di ciascuno e sui suoi limiti. Per le risposte soccorrono i poeti, a cominciare da Walt Whitman e dal suo “Canto della strada aperta”, magnifico inno alla vita e alla libertà.

E i morti per inquinamento?

Il Coronavirus uccide. Ma uccide anche l’inquinamento. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente nella sola Italia muoiono ogni anno per le polveri sottili circa 80.000 persone. Quando il virus sarà debellato (e sperando che non ritorni) ci occuperemo anche di loro? O resteranno nel dimenticatoio?

L’Italia non è più un porto sicuro?

Davvero in epoca di Coronavirus l’Italia non è più un porto sicuro? Lo dichiara un decreto interministeriale che vieta l’approdo in Italia dei migranti salvati in mare da navi straniere perché «comprometterebbe il contenimento della diffusione del contagio». In sordina e senza esibizioni muscolari ha vinto la linea Salvini.

Appello per la sanatoria dei migranti irregolari ai tempi del Covid-19

I migranti irregolari sono, in Italia, oltre 500.000 destinati ad aumentare in conseguenza dei decreti sicurezza. La situazione è insostenibile, a maggior ragione con l’epidemia in atto. Non c’è che una soluzione: una immediata sanatoria generalizzata e la previsione per il futuro di una regolarizzazione individuale a regime.

Milano. Piccoli segni di comunità

Nel condominio milanese dove abito è arrivata una famiglia cinese. Ieri ho trovato nella cassetta delle lettere un foglio A4 con ai bordi dello scotch che permette di chiudere il foglio a busta. Sul fronte, una scritta: «Forza Italia e Cina»; nella busta, tre mascherine azzurre. Non nascondo che mi sono commosso.

Portogallo. Il Covid-19 fa regolarizzare i migranti

In Portogallo il Covid-19 ha inciso favorevolmente, seppur in via provvisoria, sullo status e i diritti dei migranti. Gli stranieri che hanno presentato domanda di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno prima del 18 marzo, infatti, sono considerati a tutti gli effetti regolari.

Ungheria. Attenti a Orban!

Viktor Orban ha ottenuto dal Parlamento ungherese i pieni poteri per combattere l’epidemia di Coronavirus. È una sorta di “golpe bianco” che ricorda esperienze autoritarie del secolo scorso. Non è il primo “strappo” di Orban alle regole democratiche. E ancora una volta c’è, anche in Italia, chi lo sostiene.

rimbalzi

La vita nuda tra Immunitas e Communitas

Un lungo percorso di ricerca militante alla prova del virus. Se Covid 19 ci sbatte in faccia un futuro senza avvenire con una solitudine da Immunitas, il mettersi in comune porta invece a riscoprire quello che l’arroganza della disintermediazione e dell’individualismo proprietario voleva cancellare. La forza della comunità di cura che si fa comunità operosa.

materiali

L’emergenza, i rischi, le prospettive

La gestione dell’emergenza pone gravi rischi per l’ordinata convivenza costituzionale. Per questo, nonostante le restrizioni, i cittadini devono essere messi in condizione di partecipare criticamente alle decisioni e alle scelte con gli strumenti della democrazia diretta e con l’uso di forme di consultazione anche telematica.

Appello per evitare il contagio