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Colombia: Petro ha vinto!

La Colombia è il terzo paese del Sud America per abitanti, non ha mai avuto un governo di sinistra, è il paese con le maggiori diseguaglianze dopo il Brasile, ha 7 basi militari statunitensi e una violenza criminale in simbiosi con tanta parte della politica. Per questo la vittoria elettorale di Petro, espressione di una vasta alleanza di organizzazioni politiche e di movimenti sociali, è un “giro histórico”.

commenti

Per una vera transizione ecologica bisogna cambiare strada (e ministro)

L’emergenza climatica globale e le conseguenze della guerra richiedono interventi radicali. Ma il governo e i poteri forti dell’economia preannunciano nucleare, trivelle, carbone e idrogeno pur di non mettere in dubbio il sistema economico e il modello di crescita infinita. Se vogliamo evitare il tracollo c’è una sola strada: cambiare strada (e ministro).

Dopo i referendum

Piano di pace cercasi

controcanto

Draghi prigioniero di Putin

L’invio di armi all’Ucraina è più che un errore. È accettare la logica dell’aggressore, porsi sul suo stesso piano, restare prigionieri della guerra e delle armi. Nessuno può vincere. La vittoria non c’è più. Occorre aiutare chi è aggredito ma mettere in campo interventi non violenti (tutt’altro che sconosciuti) capaci di capovolgere la logica della guerra. Altrimenti ci sono solo morte e distruzione.

Il colonialismo e il fascismo glorificati nelle vie e nelle piazze

Vie, piazze, ponti, lapidi, busti, palazzi a Roma e nel Lazio sono intitolati a personaggi e eventi del nostro passato coloniale. Soltanto nella capitale ne sono censiti 150. Due appelli chiedono a sindaco e presidente della Regione di rimuoverli. Estendere l’iniziativa a livello nazionale sarebbe un’occasione importante per non dimenticare il nostro colonialismo (fascista e non solo).

L’estrema destra nell’Europa centro-orientale

Nell’Europa centro-orientale (Ungheria, Polonia, Cechia, Slovacchia, Bielorussia, Ucraina e anche Russia) l’estrema destra estende il suo peso culturale e contribuisce a creare un’altra immagine di Europa, intesa come comunità spirituale fondata sulla famiglia, lo Stato nazionale e il cristianesimo. Un report del CBEES di Stoccolma, antecedente all’invasione dell’Ucraina, lancia l’allarme.

Le aree interne: dall’abbandono alla scommessa di “restanza”

Ormea è un borgo di mezza montagna tra il Piemonte e la Liguria le cui frazioni, un tempo povere ma piene di vita, sono state gradualmente abbandonate. Come tanti borghi del mondo dei vinti descritto da Nuto Revelli. Un appassionato racconto di Fabio Balocco ripercorre quella storia e anticipa la scommessa del ritorno (o della “restanza”): unica speranza per i “troppo vuoti” delle aree interne.

Il calcio in fuga dalla borsa

Alla fine del secolo scorso sembrò aprirsi, per le società di calcio, una nuova strada: quella della quotazione in borsa. La seguirono Lazio, Roma e Juventus. Ma, nonostante le apparenze, i risultati sono stati fallimentari. Oggi è iniziata una provvidenziale marcia indietro, salvo forse per la Juventus (perché negli interessi degli Elkann & Agnelli il calcio è solo uno dei tanti addendi).

Italia, un paese di infedeli…

Secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate «sono 19 milioni le persone che hanno debiti con il fisco». L’ammontare complessivo di tutti i debiti da riscuotere (non solo tasse ma anche multe stradali etc.) è di 1.100 miliardi di euro. In media si tratta di oltre 57 mila euro a testa. Ma le medie – si sa – hanno solo valore statistico. In concreto, grazie anche all’evasione, crescono le disuguaglianze.

Chi ha dubbi sul salario minimo?

Ho in studio un gruppetto di lavoratori che mi mostrano la loro busta paga: 4,6 euro netti all’ora, circa 700 euro al mese per 38 ore settimanali. Non sono dipendenti di una fantomatica cooperativa, ma di una Srl nel settore dell’assemblaggio di materiale ferroso che applica un contratto collettivo nazionale. Ci vuol altro per motivare la necessità di una legge sul salario minimo?

Una crepa nell’alleanza tra TELT e Università

L’alleanza tra Università e TELT si è incrinata e l’accordo previsto per il monitoraggio dell’ambiente sociale intorno al TAV non ha trovato nel Consiglio del dipartimento interessato la maggioranza necessaria. Libertà di ricerca non vuol dire mettersi al servizio di qualsiasi soggetto: questa consapevolezza ha prodotto una bella pagina per l’Università e una pesante sconfitta per TELT.

Te lo do io il TAV!

Il TAV Torino-Lione è parcheggiato su un binario morto, anche se, per non perdere i finanziamenti europei, di tanto in tanto viene assegnato qualche appalto e vengono eseguiti alcuni lavori preliminari. Intanto diventa chiaro anche il forte impatto climatico dell’opera e le ragioni per abbandonarla definitivamente sono più forti rispetto a quelle di trent’anni fa.

Alcune domande sulla guerra in Ucraina

In tempo di guerra è difficile garantire spazio alle varie analisi e ai diversi punti di vista. Ma non c’è alternativa: bisogna porre domande scomode per capire cosa sta davvero accadendo e per definire le politiche necessarie. L’origine della guerra in Ucraina la conosciamo bene ma ciò non basta se non si dà risposta ad alcune domande riguardanti il ruolo degli Stati Uniti e della NATO.

Rispunta l’autonomia differenziata

Il testo del disegno di legge sulla cosiddetta autonomia differenziata è finalmente noto. Ed è peggiore delle previsioni più nere: prevede il trasferimento di tutte le materie richieste dalle Regioni ed esautora il Parlamento da ogni potere al riguardo. Di qui la necessità di una serie di iniziative di opposizione lanciate dal Tavolo per il NO all’Autonomia Differenziata.

Tiziano Terzani e le “Lettere contro la guerra”

«La guerra viene usata oggi per la militarizzazione delle nostre società: opponiamoci! Non votiamo per chi appoggia questa politica, controlliamo dove abbiamo messo i nostri risparmi e togliamoli da qualsiasi società che abbia anche lontanamente a che fare con l’industria bellica. Diciamo quello che pensiamo, quello che sentiamo essere vero: ammazzare è, in ogni circostanza, un assassinio».

Sorella acqua e il suo spreco

Ormai lo sappiamo tutti: l’acqua si sta riducendo drasticamente per le dispersioni, per la siccità e per il cambiamento climatico che porta alla scomparsa dei ghiacciai. E conosciamo anche gli interventi necessari: dal razionamento alla riduzione dei consumi alla necessità di evitare grandi opere inutili che distruggono le sorgenti. Ma la politica continua a comportarsi come se nulla fosse.

Torino preferisce le armi (e la sinistra “pacifista” si defila)

Torino si appresta a diventare capitale delle armi. Il Consiglio comunale vara una mozione in cui si chiede che la città diventi sede del cosiddetto “acceleratore” NATO per l’innovazione della difesa. Come foglia di fico, approva parallelamente un documento di intenti contro gli armamenti nucleari. E la sinistra sedicente pacifista si defila.

La guerra in Ucraina vista dal Brasile

La guerra in Ucraina non ha suscitato in Brasile particolari reazioni: per la distanza, per ragioni culturali ma anche per ragioni politiche di opposto segno. Per Bolsonaro e l’estrema destra, infatti, Putin è un punto di riferimento fondamentale, mentre per Lula e per la sinistra entra in gioco un forte riflesso condizionato di antiamericanismo.

La guerra in casa – Il tradimento/3

L’Ucraina vissuta, infinitamente diversa dall’Ucraina madiatizzata, raccontata per Volere la luna da un imprenditore che lì ha lavorato per oltre trent’anni, dalla caotica transizione post-sovietica fino alle ultime settimane che hanno preceduto l’invasione russa. Una testimonianza preziosa per chi vuol capire, fuori da schemi ideologici e tifoserie di schieramento.

Ucraina: sempre più una “guerra di attrito”

Il conflitto in Ucraina sta diventando una guerra di posizione. Proseguendo con questo ritmo, ci saranno nei prossimi mesi decine di migliaia di morti e feriti da entrambe le parti. La prima guerra mondiale ha insegnato che in conflitti di questo genere non c’è “vittoria” e che l’unico futuro è liberare l’umanità dall’orrore di tutte le guerre. Ma la coazione a ripetere gli stessi errori sembra insuperabile.

rimbalzi

Assange: colpirne uno per educarne cento

Il linguaggio della guerra è entrato nella comune sintassi e la verità esiste a corrente alternata. Julian Assange deve essere estradato e condannato a una pena esemplare perché colpevole di aver svelato alcuni dei misfatti degli Stati Uniti sulla scena internazionale. È il vecchio motto “colpirne uno per educarne 100”. Anche per questo occorre una grande mobilitazione internazionale contro la sua estradizione.

materiali

34° Rapporto Italia

La crisi è profonda e articolata. Il PNNR prova a dare delle risposte. Intanto cresce la consapevolezza del necessario spostamento del pendolo del rapporto tra Stato e mercato a favore del primo, che deve riacquistare il ruolo di soggetto primario, promotore di un nuovo sviluppo sostenibile sul piano economico, ambientale e sociale. A questo intreccio di problemi è dedicato il34° Rapporto Italia dell’Eurispes.

Disuguitalia 2022

Il carcere visto da dentro