Contenuti e incongruenze di una legge incostituzionale

La legge elettorale della destra, approvata in via definitiva l’8 ottobre, è tesa a impedire la vittoria della parte avversa ed è guidata dall’idea che le elezioni devono servire a eleggere non il Parlamento, ma il Governo, dotandolo di una maggioranza assoluta non scalfibile. A questo vizio di fondo si aggiungono numerosi profili di irrazionalità, incongruenze e incostituzionalità.

Frammenti di un discorso su “Naza”

Frammenti di un discorso. Come quelli di Barthes sull’amore. Per lo stesso identico motivo. Anche per Gaza si può parlare ormai solo per frammenti, come di fronte all’indicibile. Perché le parole cedono di fronte all’estremo e scrivere diventa un gesto impossibile e necessario. Gaza è per me l’amore di oggi. Questi frammenti d’un discorso sono suscitati dalla visione del documentario “Naza”.

“Naza” ovvero la banalità del male

“Naza” non è un film sul genocidio ma su chi lo giustifica. 24 soldati, appartenenti a unità d’élite, descrivono la routine della macchina di morte azionata a Gaza, un adempimento burocratico o poco più. Uccidendo e dando fuoco a tutto, anche ai ricordi, alle foto, ai libri. Renderlo esplicito ha suscitato, in Israele, un’ondata di isteria collettiva. Perché ha fatto cadere la maschera: per Israele e per noi.

Diritto all’abitare, occupazioni, movimenti

Il diritto all’abitare sta mobilitando le piazze d’Europa, da Berlino a Madrid. La situazione è drammatica anche in Italia, dove i primi beneficiari degli investimenti pubblici sono i proprietari fondiari mentre mutui e affitti raggiungono il 30-40 per cento dei redditi da lavoro. Per questo le occupazioni, come quella dello Spin Time, devono essere lo stimolo e l’avanguardia di una politica fondata su una diversa idea dell’abitare.

Elezioni in Brasile: un bivio

Le elezioni in Brasile hanno mostrato, con il sorpasso di Bolsonaro su Lula, un paese inatteso, in cui ha vinto l’estrema destra, sostenuta dalla rete delle chiese neopentecostali e dalle interferenze degli Stati Uniti. Un giudizio definitivo sarà possibile solo all’esito del secondo turno, ma, intanto, la destra ha conquistato una consistente maggioranza al Senato e ben 20 Stati. Il Brasile, e con lui l’America Latina, è a un bivio.

Se la presidente del Consiglio non sa cos’è lo spread

Quando a maggio 2025 lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi era sceso sotto 100 punti base, la presidente del Consiglio era intervenuta alla Camera affermando, nell’imbarazzo del ministro dell’economia, che «i nostri titoli di Stato erano diventati più sicuri di quelli tedeschi». Oggi, che lo spread è risalito sopra la soglia di 100 punti base, con tutte le conseguenze del caso, tace. E non è l’unico silenzio…

Le primarie impraticabili e la possibile via d’uscita

Se la riforma elettorale in discussione diventerà legge, la prima conseguenza sarà che le coalizioni dovranno scegliere il candidato premier prima dell’esito elettorale. Per il campo largo le primarie sarebbero un suicidio. Ma una via d’uscita esiste, coerente con l’obiettivo fondamentale di difendere la Costituzione: affidare la leadership a Enrico Grosso, protagonista della vittoria dei No al referendum.

Meglio le primarie che gli ottimati

“No, le primarie no!” è il grido stentoreo che si leva dalle pagine di “Repubblica”. Verrebbe voglia di essere d’accordo, avendo sempre guardato con diffidenza a questo strumento plebiscitario, quasi cesaristico, che sancisce la morte definitiva dei partiti politici. Ma, nonostante ritrosie e perplessità, non c’è alternativa. O Conte o Schlein: tertium non datur. E, dunque, si vada alle primarie e si decida prima che sia troppo tardi!

Citare a vanvera la Carta per piegarla alla guerra

Le parole della segretaria dei Giovani democratici («Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori») hanno provocato, da più parti, reazioni inconsulte e improbabili lezioni di diritto costituzionale. In realtà nessuna disposizione costituzionale legittima la guerra. Non l’articolo 52 e, men che meno, l’articolo 11.

Val di Susa: un campo largo dal basso

I no Tav sono tornati a contarsi nella partita truccata delle grandi opere inutili. E hanno proposto un campo largo diverso: senza primarie, senza alchimie, senza sondaggi che agitano mostri in ascesa e moribondi in caduta libera, senza prime donne alla ricerca di consensi anche tra i no Tav ma solo in vista delle elezioni, senza i TG che rovinano la cena, senza corse al riarmo. Riusciremo a trasporre il metodo in politica?

L’Italia, il riarmo e i falsi amici dell’Ucraina

Il programma dell’Alleanza di centro-sinistra è un po’ come l’araba fenice, tutti ne parlano ma nessuno sa cosa sia. La ragione principale sta nella spaccatura tra chi vuole realmente la pace e chi, disattendendo le richieste dei popoli (dell’Ucraina e della Russia come dell’Italia), persegue il riarmo e con esso, di fatto, la guerra. Un scelta è indifferibile: per noi e per la stessa Ucraina, i cui falsi amici sono, in realtà, i suoi veri carnefici.

Francesco e la pace. Il lupo, i ladroni, il sultano

A 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, il rischio è ricordarlo nel modo più innocuo: come il santo da calendario, il san Francesco degli uccelli e dei fioretti. Ma il Francesco più interessante è l’uomo di pace scomodo, fermo nel rifiuto della violenza anche contro le convenienze, che emerge da episodi come quelli del lupo di Gubbio, dei ladroni di Borgo San Sepolcro e della missione presso il sultano al-Malik al-Kamil.

Le sconfitte di Trump e il suo asso nella manica

Da ultimo Trump sta inanellando sconfitte su sconfitte (sia dalla Suprema Corte che dal sistema dei media) e la sua popolarità è in calo verticale. Ma non per questo si può dare per scontata una vittoria democratica nelle elezioni di metà mandato. I sondaggi riguardano, infatti, i dati nazionali e non considerano le modalità di votazione che Trump sta continuando a manipolare e a delegittimare in vista di un’eventuale sconfitta.

Non è tradimento chiedere la pace

L’Europa sta imparando a pensare alla guerra come a un orizzonte normale, e alla pace come a una parola sospetta. In questo contesto, pretendere che il negoziato resti sul tavolo non è ingenuità né tradimento: è l’esercizio di un diritto e di un dovere: quello di poter dire, senza essere etichettati come nemici interni, che la pace merita di essere cercata con la stessa serietà e la stessa urgenza con cui si organizza la guerra.

“Roma si trasforma”, ma come? Una lettera al sindaco Gialtieri

“Roma si trasforma” proclama il sindaco di Roma. È ivero. Ma in questa straordinaria (e scomposta) trasformazione c’è qualcosa che non va. La città non si è trasformata a favore dei cittadini ma a favore dei fondi immobiliari e degli immobiliaristi. È diventata una luccicante vetrina che ha peggiorato la vita di molti cittadini, dei più disagiati, con vantaggio di quelli più ricchi. Non è quel che ci aspettavamo.

Focus – La legge elettorale della destra

Contenuti e incongruenze di una legge incostituzionale

La legge elettorale della destra, approvata in via definitiva l’8 ottobre, è tesa a impedire la vittoria della parte avversa ed è guidata dall’idea che le elezioni devono servire a eleggere non il Parlamento, ma il Governo, dotandolo di una maggioranza assoluta non scalfibile. A questo vizio di fondo si aggiungono numerosi profili di irrazionalità, incongruenze e incostituzionalità.