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Autonomia delle regioni e sistema dei diritti: un equilibrio a rischio

L’impianto costituzionale della Repubblica impone che il rapporto tra uniformità e differenziazione non sia sbilanciato a vantaggio di istanze di maggiore autonomia. La rottura di quell’equilibrio – evidente nella bozza di autonomia regionale differenziata presentata dal ministro Calderoli – mette a rischio la tenuta del sistema, che può essere regionale nell’articolazione, ma che resta nazionale nei principi.

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L’eterna bufala del Ponte sullo Stretto

Da mezzo secolo a questa parte ad ogni cambio di stagione viene riproposta la bufala del Ponte sullo Stretto di Messina. Come se la massima autorità tecnica competente non avesse messo nero su bianco che tutti i diversi progetti sono semplicemente irrealizzabili dal punto di vista tecnico. Ma la politica amante delle parole in libertà e alla ricerca di facili consensi finge di ignorarlo ed elude la domanda: il Ponte è utile?

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La famiglia secondo Meloni: un mix di perbenismo e autoritarismo

Che cos’è la famiglia a cui Meloni si appella? Una costruzione spuntata da un mondo che non c’è più. Una cosa che non esiste se non è istituzionalizzata, un contratto che dà diritto a dei benefits (un tanto a figlio, come una raccolta punti). Ma non è, come sembra, una concezione anacronistica. È una costruzione che descrive una società che non c’è per nascondere la società che c’è.

Per non fare afflosciare il soufflé. Spunti per un nuovo soggetto della sinistra

Dopo tante occasioni perdute si ripropone la necessità di costruire un soggetto politico di sinistra. Ci vuole un processo costituente che, peraltro, non può partire né dal Pd, né dal M5Stelle, né dai frammentati, seppur talora vitali, movimenti di lotta. Occorre creare le precondizioni di quel processo: la convergenza su alcuni punti programmatici comuni e, soprattutto, il superamento della separazione tra politica e cultura.

Psicopatologia del sistema neoliberista

È una lezione che viene anche dalla pandemia: le malattie mentali non sono semplici problemi biologici ma condizioni dipendenti da variabili sociali, economiche, politiche, culturali. Non può esistere salute mentale senza una salute pubblica, comunitaria e universale, senza diritti sindacali, diritto allo studio, diritto alla casa, giustizia ambientale, abbattimento delle barriere, contrasto della violenza e dell’impunità.

Legge di bilancio: come favorire ricchi ed evasori

Innalzamento del tetto del contante a 5.000 euro, aumento (da 30 a 60 euro) per i negozianti della soglia per l’obbligo di consentire il pagamento con bancomat, condono per le cartelle esattoriali fino a 1.000 euro emesse dal 2000 al 2015, incremento del tetto di reddito per l’applicazione della flat tax al 15% per i soli lavoratori autonomi e molto altro ancora: ricchi ed evasori ringraziano.

La destra vince in Svezia e ferma l’alta velocità

Mentre in Italia il nuovo Governo prepara un’offensiva generalizzata sulle grandi opere, in Europa anche a destra è in corso un ripensamento. È il caso della Svezia dove la nuova maggioranza ferma i lavori di una linea ad alta velocità osservando, tra l’altro: «Puntare sull’alta velocità rischia di compromettere altri investimenti necessari. Gli investimenti nella rete ferroviaria devono privilegiare i treni pendolari».

Autonomia differenziata, unità della Repubblica e uguaglianza dei diritti

La proposta di autonomia differenziata del ministro Calderoli incombe. All’orizzonte si profilano 20 signorie con servizi – ma anche diritti e garanzie – diseguali e, dunque, con cittadini e cittadine di serie A, B e persino Z. E con il rischio che sia definitivamente liquidato ciò che è “pubblico” e finalizzato all’interesse generale.

Il programma della destra e l’inganno del presidenzialismo

La coalizione di Governo ha nel suo programma il presidenzialismo, considerato produttivo di un sistema politico bipolare e di una solida maggioranza parlamentare. Non è, in realtà, così, come dimostra l’involuzione dei due principali modelli di riferimento: quello degli Stati Uniti e quello francese, entrambi in profonda crisi, sia sul piano della governabilità che su quello della rappresentanza.

“Niente di nuovo sul fronte occidentale”

“Niente di nuovo sul fronte occidentale” del regista Edward Berger (terzo adattamento cinematografico del romanzo di Remarque), in questi giorni nelle sale, ci dice della stupida follia delle guerre. E ci parla della pace della natura. Peccato che la guerra sia anche nei confronti della natura. Siamo dentro la terza guerra mondiale, quella contro l’ambiente. Nessuno, uomo, animale o pianta, può dirsi tranquillo.

Il diritto all’aria pulita approda in Tribunale

Sarà il Tribunale di Torino a decidere l’adeguatezza, o meno, degli interventi pubblici diretti ad assicurare la qualità dell’aria. Una madre, infatti, ha citato in giudizio la Regione Piemonte chiedendo il risarcimento dei danni cagionati alla salute del figlio dall’inquinamento atmosferico. È un’iniziativa di interesse generale ché tale inquinamento è, in Italia, il principale fattore di rischio ambientale per la salute.

Il fronte del porto e un Governo senza vergogna

Il Governo ostacola le operazioni di salvataggio dei naufraghi raccolti in mare dalle navi di alcune ONG consentendo lo sbarco esclusivamente ai “fragili”. Solo dopo il richiamo dell’UE e una serie di ricorsi ai tribunali fa marcia indietro ricorrendo, per salvare la faccia, a un escamotage. È una scelta miope e illegittima. Un’altra politica è possibile a partire da un’analisi non demagogica dei flussi migratori.

Occupazione di immobili e residenza: c’è, a Roma, qualcosa di nuovo

In forza di una legge del 2014 chi occupa abusivamente un immobile non può avere la residenza ed è escluso dalla fruizione di diritti civili e sociali fondamentali. A ciò pone (parziale) rimedio una delibera del Comune di Roma che, utilizzando uno spiraglio della legge, riconosce il diritto alla residenza agli occupanti “minorenni o meritevoli di tutela”, tra cui anziani, fragili, sfrattati e richiedenti asilo.

Il Comune di Torino, il debito per derivati e il coraggio di don Abbondio

Il Comune di Torino paga tuttora, ogni anno, 15 milioni di euro per contratti derivati stipulati nei primi anni 2000. Oggi una sentenza del Tribunale di Londra, emessa con riferimento al Comune di Venezia, apre la possibilità di una trattativa, specie con Intesa San Paolo, per rivedere i derivati ancora in essere. Avrà il sindaco Lo Russo il coraggio di avviarla? È improbabile, ma staremo a vedere.

Quando diritti e libertà non valgono: l’Occidente e il genocidio dei kurdi

Mentre l’Occidente si indigna e si commuove (giustamente) per i bombardamenti sull’Ucraina e invia armi a Kiev, in Siria e in Iraq si consuma il tentativo di annientamento del popolo kurdo da parte di Turchia e Iran. Il silenzio delle cancellerie di Europa e Stati Uniti mostra l’ipocrisia della proclamata intangibilità di diritti e libertà che o valgono per tutti o, semplicemente, non esistono.

Se le Assemblee parlamentari chiamano alla guerra

Il 23 novembre il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che definisce la Russia «Stato sostenitore del terrorismo e che fa uso di mezzi terroristici». Vero il fatto, ché ogni guerra è una forma di terrorismo alla massima potenza, la risoluzione, mai adottata in casi analoghi, è, in realtà, una forzatura politica perché allontana ogni possibilità di un’intesa di pace (impossibile con uno “Stato terrorista”).

rimbalzi

Jocelyn Bell, come rendere invisibile il lavoro femminile nella ricerca

Nella notte del 28 novembre 1967 Jocelyn Bell, ventiquattrenne dottoranda irlandese, scoprì la prima pulsar (una stella di neutroni che invia segnali radio a intervalli regolari). Nel 1974 quella scoperta fruttò il Nobel, ma per il suo professore Antony Hewish e per Martin Ryle. Bell fu “derubricata” e per anni – racconta – visse con la “sindrome dell’impostore”, cioè con l’incapacità di interiorizzare i propri successi.

materiali

Sei per la Pace, Sei per Mille

I nostri nemici sono la povertà, la disoccupazione, la dispersione scolastica, la malasanità, la crisi climatica, il degrado ambientale, l’evasione fiscale. Le risorse che forniamo allo Stato devono servire per risolvere questi problemi, non per alimentare i conflitti tra gli Stati e le fabbriche d’armi. Per questo proponiamo di versare il 6 per mille della nostra imposta IRPEF a realtà che perseguano finalità coerenti con la difesa civile non armata e non violenta.