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25 settembre, il rimosso e gli spettri

La campagna elettorale appena conclusa è stata caratterizzata dalla rimozione di elementi decisivi: la posta in gioco reale della guerra in Ucraina, la fine degli assetti ideologici e geopolitici novecenteschi, le trasformazioni indotte dalla pandemia nella politica e nell’immaginario collettivo. Sono rimozioni che la probabile deriva verso il peggio ci impedirà di eludere.

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Poteva andare anche peggio. No

L’esito elettorale non lascia spazio a interpretazioni. La destra ha vinto e dispone, oggi, di 112 seggi su 200 al Senato e di 235 su 400 alla Camera. Il prossimo Governo sarà guidato da Giorgia Meloni e vedrà, verosimilmente, Salvini al ministero dell’Interno. La sinistra non c’è più. Ed è difficile persino individuare i soggetti che potrebbero concorrere a ricostruirla. Ma occorre ripartire: senza ripetere i vecchi errori.

Ancora sul voto utile

controcanto

L’Italia va a fuoco o sott’acqua: non è il destino cinico e baro

I disastri ambientali che si susseguono (ultimo quello delle Marche) sono prevedibili e previsti. I responsabili istituzionali si indignano. Dopo, e senza pudore. Tacendo omissioni, ritardi, sprechi e speculazioni. I giovani in gran parte disertano le urne e, quando si mobilitano, vengono irrisi. E se chi ha antiche reminiscenze di sinistra provasse ad ascoltarli?

Dopo la sconfitta, ricostruire la sinistra

La vittoria della destra è stata schiacciante, tanto quanto la sconfitta della sinistra, che, dispersa e senza progetto, rischia di restare solo nell’anima e nella ragione di tanti cittadini. Per invertire la tendenza occorre ricostruire un tessuto civile, politico, culturale, sociale comune. Non sarà facile e dovrà coinvolgere tutte le forze che alla sinistra in qualche modo si richiamano.

Camminare l’antifascismo

Camminare nei luoghi della resistenza e delle stragi, sui sentieri dei partigiani, tra Monte Sole e Sant’Anna di Stazzema, sulla montagna fra l’Emilia e la Toscana non è solo coltivare la memoria. È un’esplorazione, uno scavo nelle profondità della storia, un’occasione per ripensare ciò che chiamiamo antifascismo, al fine di renderlo più vivo, cioè all’altezza dei tempi.

Il prezzo del lavoro e della salute

Salute e lavoro sono sempre più marginalizzati. Se si vuole invertire la rotta serve anche la matita elettorale, per premiare le forze che sostengono la sanità pubblica, la scuola pubblica, l’acqua pubblica, la riduzione dell’orario di lavoro, le fonti di energia rinnovabili etc. Ma, a fianco, è necessaria una lotta che dia un chiaro segnale di inversione di rotta che ci veda “resistenti” più che “resilienti”.

Si fa presto a dire flat tax

La flat tax, lungi dall’essere strumento di uguaglianza come sostiene la destra, avrebbe l’effetto opposto come già avviene con la sua applicazione ai redditi d’impresa, produttiva di grande disparità di trattamento tra lavoratori autonomi e dipendenti. Di più, una sua estensione generalizzata provocherebbe, secondo stime autorevoli, un’insostenibile diminuzione di 58 miliardi di euro delle entrate fiscali dovute.

Il gas naturale al Casinò di Amsterdam

L’aumento a dismisura del prezzo del gas naturale è inevitabile? No. È, piuttosto, l’effetto della scelta di attribuire a una Borsa la fissazione di tale prezzo a livello comunitario. Non è stato sempre così: un tempo il prezzo era appannaggio degli Stati e fissato mediante accordi bilaterali. Non c’è alternativa. Ci vuole una marcia indietro che modifichi strutturalmente l’attuale meccanismo di formazione del prezzo.

Cambiare la Costituzione, eterno sogno delle destre

Cominciamo male. Chiuse le urne già si parla di riforme costituzionali. Nel mirino della destra c’è la figura del presidente della Repubblica, che si vorrebbe eletto direttamente dai cittadini. Senza un rigo di spiegazione e dimenticando che si tratta dell’istituzione che ha meglio funzionato. A dimostrazione che quel che si vuole non è perfezionare ma sovvertire il sistema costituzionale.

Per una cultura della pace

Per Hegel e Croce, la guerra rinnova l’acqua stagnante. Per i futuristi è igiene del mondo! In realtà, la guerra è la morte del mondo umano! Ad essa non va contrapposto un semplice, generico rifiuto ma una nonviolenza attiva. I conflitti non vanno negati né esorcizzati ma gestiti con azioni resistenti alla violenza e, per questo, costruttive di giustizia.

La crisi climatica ha un’unica soluzione: uscire dal capitalismo

Dopo che anche la classe operaia è stata conquistata dalle logiche del capitale, è venuto meno il soggetto in grado di promuovere la fuoruscita dal capitalismo. Eppure tale fuoruscita è imposta dalla crisi ambientale, coessenziale al capitalismo e risolvibile esclusivamente con il suo superamento. Ma solo la teoria della decrescita lo coglie.

Recosol: fare rete nei territori

A Polizzi, nel cuore del parco della Madonia, di nuovo, dopo 18 anni, l’assemblea della Rete dei Comuni Solidali. Sono arrivati da tutt’Italia: amministratori, operatori, associazioni, cittadini. Per confrontarsi e raccontare le proprie esperienze sul territorio finalizzate all’accoglienza e alla solidarietà. Con cento progetti di rigenerazione umana e urbana.

Brasile. Bolsonaro e le elezioni, tra farsa e tragedia

Le elezioni in Brasile sono prossime e Bolsonaro, in evidente difficoltà, sta tentando una sorta di golpe delegittimando preventivamente le istituzioni e il voto e basandosi su tre pilastri: l’esercito, settori della polizia militare e le famigerate milicias. Si tratterà comunque di elezioni tese e turbolente su cui occorre vigilare.

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Non-voto e degenerazione oligarchica

Il non-voto è, nel nostro Paese, la prima forza politica. Le sue ragioni strutturali sono la fuga dei partiti dal territorio, la scomparsa di una visione di futuro per cui mobilitarsi, la trasformazione della politica in ordinaria amministrazione. E i suoi principali protagonisti sono i più poveri e i meno istruiti. Con una degenerazione oligarchica che segna la nostra democrazia.

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Suicidi in carcere. Oltre i numeri. Persone, vite, storie

La realtà documentata dal dossier di Antigone sui suicidi in carcere nel 2022 è senza precedenti. Nei primi otto mesi, 59 persone si sono tolte la vita. Più di una ogni quattro giorni. Da inizio anno il fenomeno è stato ingente, fino a raggiungere l’impressionante cifra di 15 suicidi nel mese di agosto, uno ogni due giorni.

La calda estate delle carceri