La svolta razzista

La svolta razzista

I numeri, anche quelli provenienti dal Ministero degli interni, mostrano che le politiche di rifiuto e di allontanamento dei diversi rilanciate dal ministro Salvini non hanno alcuna seria base nell’entità dei flussi migratori, ma sono frutto di una vera e propria svolta razzista. Saperlo non è la soluzione del problema ma un punto di partenza necessario.
Prima che gridino le pietre!

Prima che gridino le pietre!

Il vecchio continente ha perso la sua umanità! I nostri nipoti diranno di noi quello che noi oggi diciamo dei nazisti. Lo dico a voi, giovani. Vi consegniamo un mondo malato. Tocca a voi gridare, urlare, protestare. Decidetevi per favore, prima che gridino le pietre!
Il ministro della paura

Il ministro della paura

Il panico sociale genera mostri e introduce politiche autoritarie. Basta cavalcarlo per costruire capri espiatori e nemici (interni ed esterni) contro cui indirizzare la rabbia sociale prodotta dalla crisi. È questa l’opzione della destra del nuovo millennio. In Italia il principale interprete ne è Salvini, il “ministro della paura”.
Navi senza porto, frontiere, democrazia

Navi senza porto, frontiere, democrazia

Le posizioni di Salvini non si discostano dalle strategie europee, imperniate sul rimpatrio dei cd. migranti economici e sulla esternalizzazione delle frontiere nei Paesi di provenienza o di transito (spesso caratterizzati da regimi autoritari). Sono queste politiche, non i migranti, che minano la democrazia.
Salvini e la retorica della razza

Salvini e la retorica della razza

Per battere la strategia della paura e la sorveglianza sui corpi cui Matteo Salvini ha piegato il discorso della politica, abbiamo bisogno di altre figure, di altre parole, di altri pensieri. Ne abbiamo bisogno ora.
Nel nome dei figli

Nel nome dei figli

Ci rendiamo conto che le costanti, scientifiche campagne di odio condotte da una politica che vuole il consenso della paura hanno in qualche modo sradicato il sentimento naturale, istintivo che fa di ogni essere umano il fratello, il soccorritore del suo simile.
Mamma gli zingari!

Mamma gli zingari!

L'odio per gli zingari è una prova di imbecillità senza limiti. Quasi nessuno di coloro che agitano lo spettro dei Rom e dei Sinti conosce la loro Storia, né le loro storie.

commenti

Prevalenza del disumano

Occorre dire che, siccis oculis, stiamo assistendo al naufragio di una nazione. La maggioranza di quelli che si oppongono al governo faticosamente nato dopo le elezioni di marzo non hanno né crediti né titolo per parlare, e infatti balbettano sciocchezze.

controcanto

Quale legittima difesa?

Dice Salvini, e con lui il programma di governo: «non dovrà più esistere l’eccesso di legittima difesa» e «se un delinquente entra nella mia proprietà ho diritto di difendermi comunque e lui deve sapere che, se è entrato in piedi, può uscirne steso».

Attenti al lupo! Le bufale del Tav

Addio al “profeta” Pierre Carniti

È morto Pierre Carniti, protagonista principe della pagina più straordinaria del sindacato italiano del Novecento: una pagina carica di una promessa di trasformazione radicale della società e di liberazione del lavoro, una scalata al cielo. Il fatto che essa sia stata sconfitta, non ne cancella la storia.

Dal basso, nel buio

Negli ultimi decenni non si è soltanto chiuso un ciclo, ma una vera e propria era, quella degli ultimi tre secoli, grosso modo, e noi viviamo ancora inconsapevoli di tutto ciò che questo passaggio comporta. Ci mancano parole, categorie, visione. Nell’incendio che dilaga, dovremmo imparare a “fare la parte del colibrì”.

Il balletto dello spread. La politica nelle mani della finanza

Lo spread è tornato a dominare i titoli dei giornali. Il giudizio dei mercati sul suo andamento spesso detta l’agenda e i tempi alla politica. Ma in pratica come viene determinato? E perché varia tanto rapidamente?

Il contratto di governo e la parodia dell’uguaglianza

Lungi dal contrastare povertà e disuguaglianza, il contratto di governo, per quanto riguarda le politiche sociali, si pone in continuità con le misure che hanno determinato la crisi e lascia inalterati i meccanismi che dilatano le disuguaglianze.

In ricordo di Stefano Rodotà

Stefano Rodotà è mancato un anno fa, il 23 giugno 2017. La riproposizione dell’orazione funebre, letta tre giorni dopo nel funerale laico celebrato alla Sapienza di Roma, serve a ricordarci, con Lui, uno stile di approccio ai problemi della vita e della politica sempre più raro ma a cui non vogliamo rinunciare.

La fine dello sviluppo che molti rifiutano

Bisogna riconoscerlo, sin dalle origini il rapporto tra la sinistra e l’ambiente non è stato facile. E forse in modo particolare nel nostro Paese. Un conflitto per così dire fondativo ha contrapposto il lavoro alla natura, l’umana operosità alle ragioni del mondo vivente, il movimento operaio agli equilibri degli habitat naturali.

L’omicidio Soumayla Sacko, il caso Aquarius e il governo fascio-stellato

Il governo attuale, ispirato a un’ideologia demagogica e razzista, sta portando alle estreme conseguenze un processo d’involuzione autoritaria, indirizzando il disagio popolare, acuito dalla crisi e dall’abbandono della sinistra, verso capri espiatori resi sempre più vulnerabili da campagne razziste e leggi persecutorie.

Roma: quelli del Roxy Bar

Alla Romanina c’è chi reagisce, fuori dalla retorica, allo strapotere delle mafie e all’inerzia delle istituzioni. Le periferie non vanno evocate ma abitate e animate: per cominciare basta aprire dei confronti con i cittadini e gli studenti.

Germania: il governo delle frontiere divide anche la sinistra

Come in Italia, anche nella Repubblica federale tedesca, la controversia sul governo delle frontiere occupa il centro della scena in questa tarda primavera; un confronto aspro non solo nella grande coalizione al potere, ma anche nella sinistra di opposizione.

rimbalzi

Il giorno di Alexis Tsipras

Una serie di articoli sul giorno in cui la Grecia di Alexis Tsipras esce dalla gabbia del Memorandum con la testa alta. Dal Manifesto, Repubblica, Sole 24 Ore e altri media. Oggi nessuno può negare il successo di un grande politico di sinistra.

Un altro Sessantotto

materiali

Fermare l’invasione, quella vera!

L’invasione non è quella dei profughi ma quella del grande capitale multinazionale che spolpa di risorse l’Africa e il Medio Oriente. E l’obiettivo delle attuali politiche migratorie non è fermare i flussi ma selezionare lavoratori destinati al supersfruttamento.