Primo Piano

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Gaza. Giustizia, non pietà

«Sono indignato di sedere davanti a lei in questa confortevole sala conferenze mentre la mia famiglia attende disperatamente notizie su un cessate il fuoco, al buio, affamata e nelle tende, nel timore che l’esercito israeliano li uccida da un momento all’altro. In un mondo dignitoso, chiederei giustizia, non pietà»: queste le parole del medico Rajaie Batniji, mio collega, al segretario di Stato Antony Blinken.

commenti

La separazione tra pubblici ministeri e giudici: un problema politico, non tecnico

Sotto il profilo sistematico la separazione delle carriere e la discrezionalità dell’azione penale possono essere praticabili. Ma, purtroppo, non viviamo nel migliore dei mondi possibile. Se l’insofferenza della politica (e dell’amministrazione) a controlli e regole permane, l’unicità delle carriere e l’obbligatorietà dell’azione penale restano presidi indispensabili del sistema.

Lo strano caso di Marco Tarquinio

controcanto

Redditometro? Sì, anzi no

Se per il Governo Meloni «le tasse sono un pizzo di Stato», è ovvio che ogni strumento utile a individuare gli evasori sia considerato “il grande fratello” fiscale. Dunque, il redditometro non s’ha da fare, soprattutto a un mese dal voto. Anche perché vale sempre la promessa iniziale fatta dalla presidente del Consiglio subito dopo l’insediamento a Palazzo Chigi: «Non disturberemo chi vuol fare».

Gli italiani e i “migranti” nella Legione straniera

Mentre le guerre attraversano il mondo e l’Italia raggiunge il non invidiabile record del 10% di abitanti in povertà assoluta, il Parlamento discute dei nostri concittadini (soprattutto altoatesini) arruolatisi negli anni ‘50 nella Legione straniera e andati a combattere in Indocina. Il tema è la mancanza di onorificenze da parte della ingrata Francia e il dilemma se si trattò o meno di “migranti economici”. Incredibile ma vero!

Il caso Toti e la sudditanza della politica all’economia

La corruzione a volte – l’ultimo scandalo ligure insegna – si sostanzia in serate a Montecarlo, borse firmate, orologi e via elencando. Ma quel che è ancora più grave è la corruzione endemica e penalmente irrilevante, cioè la sudditanza della politica all’economia che produce decisioni improvvide e inutili solo per ingraziarsi questo o quel gruppo economico e acquisire così consenso e voti. Ed è, purtroppo, la regola.

Elezioni europee: lo strano caso della lista “Pace Terra Dignità”

L’ammissione alle elezioni europee della lista “Pace Terra e Dignità” è stata assai contrastata: prima con un decreto-legge che le ha imposto le firme di presentazione, poi con un formalismo interpretativo sulle modalità di autenticazione delle stesse. Eppure, in democrazia, agli elettori va offerta la più ampia scelta tra le opzioni politiche.

E mo’, per chi votiamo? Dialogo immaginario fra tre militanti di sinistra

«Ogni volta che ci piombano addosso le elezioni ci arriviamo impreparati e siamo costretti a votare tappandoci il naso. La stessa solfa da trent’anni». In un dialogo immaginario tra una studentessa ventenne, un’insegnante di 45 anni e un tecnico specializzato intorno ai 60, si intrecciano massimalismo, speranze, delusioni, aperture…

Sepolti in carcere i difensori di Kobane: nel silenzio dell’Occidente

Violazione dei diritti di difesa, polizia in aula, arresto del presidente del tribunale, testimonianze segrete: così Selahattin Demirtas e Figen Yuksegdag, già co-presidenti del partito della sinistra kurda e turca HDP, sono stati condannati a 42 e 30 anni di carcere per avere incitato alla difesa di Kobane dall’Isis. Nel disinterese dell’Occidente.

Sì, è un genocidio!

Sì, a Gaza è in atto un genocidio. È difficile e doloroso ammetterlo, ma è così. Gli israeliani pensano che, per essere considerato tale, un genocidio debba assomigliare all’Olocausto. Ma è un errore. Il genocidio può essere originato da cause diverse, anche da intento di autodifesa. E si è già verificato: nella ex Jugoslavia, in Ruanda, in Myanmar, in Armenia, in Namibia e contro le popolazioni indigene del Nord America.

Elogio della speranza

Quello di oggi non è il migliore dei mondi possibili, ma solo pensando che sia migliorabile si può partecipare alla vita sociale e politica del paese. La speranza, l’entusiasmo, l’utopia sono le precondizioni di ogni cambiamento e aiutano a parlare, oltre che alla ragione, ai sentimenti delle persone. È tempo che la sinistra ne prenda atto, esca dal ripiegamento su se stessa e riprenda l’utopia di un mondo più giusto.

Un Papa al G7

La partecipazione di Papa Francesco ai lavori del prossimo G7, nella sezione dedicata all’intelligenza artificiale (oggetto di risalente attenzione da parte della Chiesa cattolica), pone un interrogativo radicale: è lecito rivendicare un’etica per l’intelligenza artificiale a partire da una posizione di forza che nega o omette di occuparsi di un’etica concreta del pluralismo religioso?

Comunità dell’energia rinnovabile: essere o non essere?

L’energia in cui siamo immersi è più che sufficiente a soddisfare il nostro fabbisogno. Metterci insieme localmente per condividere i costi degli impianti per la conversione e la redistribuzione dell’energia è un’operazione di evidente buon senso. Ma l’establishment politico, invece di promuovere, cerca di contenere questa prospettiva.

Mario Carrara, professore antifascista: un’iniziativa per ricordarlo

Mentre il Governo dedica, vergognosamente, un francobollo commemorativo a Giovanni Gentile, ideatore del giuramento di fedeltà al regime, un gruppo di torinesi ha organizzato una serie di iniziative in ricordo di Mario Carrara, uno dei 12 docenti universitari che quel giuramento rifiutarono. Si comincia il 2 giugno.

Torino. Bilancio 2023: radiografia di una crisi rinviata

In un’aula semivuota il Consiglio comunale di Torino ha approvato a maggioranza, in poco meno di due ore, il bilancio consuntivo 2023. Gli aiuti dello Stato (362milioni negli ultimi 3 anni più 113 previsti nel 2024) e gli investimenti del Pnrr (420milioni) hanno determinato il ritorno in positivo della cassa. Ma, se non si interverrà sui nodi strutturali del debito, ci ritroveremo, già nel 2026, con la melma alla gola.

Biennale Donna. Altre storie tra arte e parola

La Biennale Donne si svolge a Ferrara dal 1984, quando Ansalda Siroli, presidente dell’UDI, lanciò l’idea di un “un 8 marzo diverso”, che mettesse in luce la presenza delle donne sulla scena artistica e mantenesse la memoria delle loro lotte. Quest’anno sono esposte, tra le altre, opere di Muna Mussie sul tema dell’Oblio, esemplari dell'”arte postale” di Amelia Etlinger, taccuini di Bracha L. Ettinger e molto altro.

Rimbalzi

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Lo sterminio di Gaza e la grande frattura che attraversa il pianeta

Lo sterminio di Gaza sta cambiando il mondo. Negli Stati Uniti da un lato ha spaccato la comunità ebraica e alimentato un nuovo pacifismo e un giornalismo critico, dall’altro ha sdoganato il peggior autoritarismo ed estremismo non solo a sostegno del teorema della guerra giusta ma anche contro il sistema delle libertà e dei diritti.

Invece del Ponte

A Messina abbiamo sempre convissuto, insieme con lo spettro del terremoto, con quello del ponte. E ora che si ricomincia a parlare di cantieri siamo tornati in piazza, contro l’ennesima grande opera inutile imposta da una mentalità coloniale: perché una città piena di edifici fantasma non ha bisogno anche di cantieri fantasma e per dire cosa vogliamo invece del Ponte.

Libraria

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Massimo De Nardo e Gio Pistone, Se un coccodrillo bussasse alla vostra porta (Rrose Sélavy, 2024)

Che cosa succederebbe se un coccodrillo bussasse alla vostra porta chiedendovi un po’ di rosmarino? Un quesito e una delle “ipotesi fantastiche” del maestro Gianni Rodari accende l’immaginazione di Massimo De Nardo e ci regala un nuovo “Quaderno quadrone”, raffinata collana per giovani lettori e lettrici nel catalogo Rrose Sélavy.

Materiali

Mobilità sostenibile e lavoro alleati nella transizione

La domanda è cruciale: è possibile salvaguardare l’occupazione, e crearne di nuova, all’interno del processo di transizione alla mobilità sostenibile ed elettrica? Ad essa risponde un recente Report di Alleanza Clima Lavoro sostenendo che si tratta non solo di un obiettivo possibile ma anche di una leva strategica per trasformare il sistema produttivo italiano nel segno della sostenibilità e della giustizia.

Andiamo al cinema

“Una spiegazione per tutto” e l’Ungheria di Orbàn

“Una spiegazione per tutto” del regista ungherese Gábor Reisz è stato presentato, in modo improprio, come una riflessione politica sull’Ungheria di oggi. Molto meglio, per apprezzare le qualità del film, è considerarlo una riflessione generale sulla ricostruzione e la reinvenzione dei fatti (nel caso la verosimile bocciatura di uno studente) da parte di un giornalismo aggressivo e spregiudicato.