25 aprile – “Quando siamo ridiventati uomini”

25 aprile – “Quando siamo ridiventati uomini”

Il 25 aprile è stato la vittoria dell’Umano sull’Inumano. L’affermazione di un umanesimo testimoniato col sacrificio personale sulla disumanizzazione ostentata da regimi ed eserciti che marciavano sotto le bandiere della distruzione dell’Umano. Per questo è meglio che Salvini e quelli come lui ne stiano alla larga.
Come dare senso, oggi, al 25 aprile

Come dare senso, oggi, al 25 aprile

Non è tempo di celebrazioni formali ma di una rivoluzione della “giustizia sociale”. Il consenso a Salvini e ai nuovi fascismi si combatte solo con una cultura e una politica che diano «ad ogni uomo la dignità di uomo». E il 25 aprile si salva se diventa la bandiera di una nuova età di eguaglianza e inclusione.
La nostra identità nazionale è antifascista

La nostra identità nazionale è antifascista

Il 25 aprile è la festa degli italiani. Perché gli italiani sono una comunità nazionale definita dalla Costituzione repubblicana frutto della Liberazione. Chi, come il ministro dell’interno, non intende festeggiarla ignora cosa sono stati il fascismo e la Resistenza e ha, a dir poco, le idee confuse sulla propria identità nazionale.
Il mio 25 aprile e la grande utopia della Resistenza

Il mio 25 aprile e la grande utopia della Resistenza

La fine del mese di aprile del 1945 fu per me un insieme di giorni meravigliosi. Ricordo quei giorni tra i più belli che abbia vissuto. C’era un grande entusiasmo e coltivavamo l’utopia di un mondo libero e giusto. I fatti, poi, ci hanno in parte deluso. Ma quell’utopia è entrata stabilmente nella Costituzione.
Osservatorio settimanale

Osservatorio settimanale

Nella decima settimana del processo, più breve per la scadenza elettorale che vede candidati gli imputati detenuti Jordi Sánchez e Oriol Junqueras, l’accusa ridefinisce la fattispecie del delitto di ribellione: non come sollevazione in armi ma come violenza di tipo ambientale.
Un apartheid in versione italiana

Un apartheid in versione italiana

Nei giorni scorsi, il ministro dell’interno ha ordinato alle forze armate di controllare l’opera di salvataggio in mare della nave “Mare Jonio” e attribuito ai prefetti la possibilità di istituire “zone rosse” nelle città scavalcando i sindaci. È un progetto autoritario che credevamo definitivamente archiviato il 25 aprile 1945.
Droghe. Un segnale contro l’illusione repressiva

Droghe. Un segnale contro l’illusione repressiva

Mentre l’orizzonte della politica continua a essere l’illusione repressiva, un segnale in controtendenza viene dalla Corte costituzionale. È la dichiarazione di incostituzionalità della norma che prevede la pena minima di otto anni per la detenzione di “droghe pesanti”. È solo un segnale ma, di questi tempi, non è poco.

commenti

Oddio si sono ristrette le madamine

Sabato 6 aprile a Torino è andato in scena il declino della città. Un corteo triste, striminzito, con pochi operai e pochi padroni uniti nella questua. E nella ritirata di una società estenuata l’unico utilizzatore finale della manifestazione PRO TAV è stata la politica – da Maria Elena Boschi a Fratelli d’Italia –, in una campagna elettorale senza idee e passioni.

controcanto

Firenze al tempo della Lega

A Firenze il plauso bipartisan all’ordinanza prefettizia che prevede l’allontanamento da diciassette «zone rosse» dei denunciati per alcuni reati non è soltanto il frutto di una scarsa sensibilità sociale e costituzionale. È anche la sintesi dei comuni interessi di centro-sinistra e destra, occultati dietro la repressione dei poveri cristi.

Viaggio nell’Italia che spara

L’Italia che spara è un Paese segnato da povertà e disuguaglianze crescenti e da una criminalità organizzata che su di esse prospera. Non per caso ma perché lì dove mancano politica e diritti, si insediano rimedi che nulla hanno a che fare con la sicurezza, la legalità e, tanto meno, la giustizia sociale. 

Flat tax: non è solo questione di soldi

Si avvicinano le elezioni e si torna a parlare di tasse. Non per ricordare che il sistema fiscale dovrebbe ridurre le disuguaglianze ma per rilanciare la flat tax, che quelle disuguaglianze aumenta, con l’ulteriore effetto di erodere, senza alcuna valida ragione economica, la fiducia dei cittadini e la coesione sociale.

La trappola del reddito di cittadinanza all’italiana

Il reddito di cittadinanza all’italiana è un dispositivo confuso e contraddittorio. Unisce in modo improprio misure volte all’inserimento lavorativo e interventi di sostegno al reddito che, insieme, non possono funzionare. Per di più colpevolizza i poveri con effetti boomerang anche sotto il profilo politico e sociale.

Non fare il TAV fa bene alla democrazia

C’è, oltre a quelle ambientali ed economiche, una ragione politica a sostegno dell’abbandono della Torino-Lione: restituire ai cittadini della Val Susa e a tutto il Paese un minimo di fiducia nella democrazia e nella politica. Anche per questo il movimento di opposizione al TAV deve vincere.

Il “cuore di tenebra” dei nostri giorni

A commento della Via Crucis con Papa Francesco Magdi Allam ha scritto un commento su Facebook che costituisce una sintesi dell’odio e dell’intolleranza contemporanea, resa più terribile dai post dei suoi lettori. Ritornano in mente le ultime parole di Kurtz, il misterioso demone di Cuore di tenebra, che muore dicendo: “L’orrore, l’orrore…”

Il tragico romanzo dell’Italia occulta

Cosa è accaduto in Italia tra il 1978 e il 1980, quando la nostra Repubblica fu esposta a rischi di involuzione eversiva? Giuliano Turone ce lo racconta in “Italia occulta” (ed. Chiarelettere) con la curiosità del giudice istruttore e la brillantezza dello storico.

Latte sardo, madamine, sigarette e crescita infelice

Crescita infinita su un pianeta finito: è questa la lungimiranza delle imprese e degli organi di informazione nelle loro mani. La politica a rimorchio. Ormai inutile orpello di una finta democrazia chiamata a registrare decisioni prese altrove. Una macchina infernale in corsa verso un destino che la porterà a sbattere.

Questa cosa la devo troppo raccontare…

Prende la parola Pietro Bartolo, medico a Lampedusa: «Questa foto sembra una fossa comune. Non è finta. L’ho fatta io. Ma non ve la mostrano nei telegiornali. Sono morti lì, di asfissia. Quando li abbiamo puliti ho trovato alcuni di loro con pezzi di legno conficcati nelle mani, con le dita rotte. Cercavano di uscire»…

Il Valsusa Filmfest ai blocchi di partenza

Il Valsusa Filmfest è giunto alla XXIII edizione e si presenta con un programma ampio e articolato ispirato al libro di Bruno Arpaia “Qualcosa, là fuori”. Tra i primi eventi l’incontro tra la comunità valsusina e Vandana Shiva che ha lanciato un forte messaggio per la vita di tutti e contro le grandi opere.

Stati Uniti: una sentenza apre uno spiraglio sui diritti dei lavoratori

Da 30 anni, negli Stati Uniti, la previsione dell’arbitrato obbligatorio come meccanismo di risoluzione delle controversie sul lavoro ha privato i lavoratori di ogni tutela. A gennaio, peraltro, una pronuncia della Suprema Corte ha riaperto, per alcune categorie, la possibilità di rivendicare i propri diritti davanti ai giudici.

rimbalzi

Migranti. Quei prigionieri senza colpa

L’internamento dei migranti che non hanno commesso alcun reato è diventato normalità. Ormai si è giunti a credere che sia ovvio, normale, legittimo internare uno straniero, solo perché straniero. Un’eredità inquietante del più buio Novecento europeo e delle sue scellerate politiche di ecologia della nazione, di pulizia etnica, di detenzione abusiva di esseri umani.

materiali

Le zone rosse e l’illusione della sicurezza

La sempre più frequente adozione di Daspo urbani mina le fondamenta dello Stato di diritto, limitando pesantemente la libertà di movimento dei cittadini, al di fuori del controllo del giudice. Inoltre, anziché rendere più coesa e solidale la collettività, tende a dividerla aumentando il senso di insicurezza dei cittadini.