La truffa del TAV: anche l’Europa lo sa

Ora lo scrivono anche i consulenti della Corte dei Conti europea: i dati e le previsioni utilizzati dai proponenti la Torino-Lione per sostenere l’opera sono stati sistematicamente gonfiati al fine di convincere i vertici istituzionali e l’opinione pubblica. Di più, «come un tunnel ferroviario, sia pure di 54 km, possa avere gli effetti indicati sull’insieme dei traffici è un mistero».

Ha vinto il Sì. Viva il No!

La vittoria del Sì nel referendum è stata netta, anche se il No ha dimostrato di non essere marginale nel Paese. Che fare ora, nel nuovo assetto istituzionale caratterizzato da una virata maggioritaria? Ragionare su nuove strade. Con due obiettivi prioritari: riunificare il campo che si è diviso nel referendum e aggiornare il modo di fare politica.

Le favole, Draghi e il Pd

Draghi ha scelto l’assise di Comunione e Liberazione per esporre la sua ricetta. Niente di nuovo, ahinoi. La parola d’ordine è una crescita acritica in cui la stella polare è la conservazione degli attuali rapporti di forza. Non a caso i termini “uguaglianza” e “giustizia sociale” non compaiono nel suo intervento. E Zingaretti si accoda…

I buchi neri nel nostro futuro

La Corte dei Conti Europea ha bocciato il TAV Torino-Lione su tutti i fronti: i tempi di attuazione, i flussi di traffico, l’impatto ambientale. E tuttavia il “paradigma” prevalente fondato sull’identificazione “Grandi Opere- Sviluppo-Progresso” resiste e ritorna in Europa come in Italia. Se non lo si respinge con fermezza, il nostro futuro sarà irrimediabilmente compromesso.

Conte e il fantasma del ponte

Ritorna il fantasma del Ponte sullo Stretto: un’opera costosissima, inutile e dannosa come il TAV in Val di Susa. Un cenno di Giuseppe Conte l’ha riesumato e subito i soliti spolpatori del bene pubblico ci si sono buttati, da Confindustria a Matteo Renzi passando per Berlusconi. Cancelliamolo subito: altrimenti il post-Covid ne sarebbe ipotecato gravemente.