Sardine, ovvero l’innocenza necessaria

Le piazze piene di gente – fitta “come sardine” – che hanno sottratto a Salvini e alla sua macchina dell’odio il monopolio dell’immagine del “popolo” potevano essere convocate solo da una generazione di “innocenti”: da chi non ha condiviso nessuna delle responsabilità del degrado della politica nell’ultimo quarto di secolo e da questo trae una forza che nessun altro ha.

Ilva: No alla licenza di uccidere

Lo “scudo penale” che pretende ArcelorMittal, è un’aberrazione giuridica inaccettabile in un ordinamento moderno, chiesta da parte di un gruppo industriale che in sovrappiù pretende la testa di 5000 operai. Padroni così è meglio perderli che trovarli. Nazionalizzare, bonificare, riconvertire sono le soluzioni.

Governo: ricominciare da tre

Oggi festeggiamo il licenziamento di Salvini, ma il nuovo governo è più la conferma che non la soluzione di una crisi di sistema. Difficilmente forze politiche in piena mutazione potranno sanare le ferite del Paese. Tre cose consideriamo essenziali: una legge elettorale proporzionale pura, la modifica radicale del decreto sicurezza, e la durata fino al febbraio ’22.

Morto un Salvini se ne fa un altro?

Salvini seppellito al Senato potrebbe rinascere nel Paese. Per ciò la prospettiva di un “voto subito” appare sconsiderata. Questa non è una crisi di governo, è una crisi di sistema. Ci pensi bene chi oggi sale al Colle: nessuno potrebbe perdonare chi consegnasse il Paese a una maggioranza weimariana che ne devasterebbe l’assetto Costituzionale