Agli italiani non far sapere…

Si preannuncia una campagna elettorale in cui i due poli contrapposti si affronteranno, sul piano della collocazione internazionale del Paese, lanciandosi accuse reciproche di putinismo e rivendicando ciascuno per sé i galloni della maggior fedeltà atlantica. Senza alcun barlume di indipendenza e senza alcuna capacità critica (pur nel quadro delle alleanze date). E, soprattutto, espellendo chi manifesta qualche dubbio.

La politica e il barometro dei sondaggi

Con l’avvicinarsi del voto tornano le scintillanti bolle di sapone delle promesse elettorali. Colpa di una classe politica mediocre ma anche nostra: se non altro per il fatto di abboccare, rendendole redditizie, a mirabolanti promesse da imbonitori. Con effetti anche sul dopo elezioni, allorché è facile prevedere che nessun Governo riesce a dispiegare il proprio programma per l’intera legislatura.

A proposito dei due mandati parlamentari

Alla fine il M5S terrà fermo il limite dei due mandati parlamentari. La ragione originaria di tale previsione (realizzare la democrazia diretta) è, nel tempo, venuta meno. Ma ciò basta a travolgere l’idea di limitare il numero dei mandati? Non necessariamente ché l’esigenza di svecchiare la rappresentanza è incontestabile. Non è detto, peraltro, che sia questo l’unico, o il più efficace, strumento.

5 novembre, Roma: Non per noi ma per tutte e tutti!

C’è, nel Paese, un problema strutturale di povertà, disuguaglianza e sfacelo ambientale. I cambi di Governo non incidono su questa situazione. La politica si parla addosso e non risponde ai bisogni reali delle persone. Non c’è alternativa: bisogna costruire una imponente mobilitazione dal basso. Per questo scendono in campo centinaia di movimenti e realtà territoriali: a Roma, il 5 novembre.

Dopo di me il diluvio

Draghi è caduto vittima del suo orgoglio e del suo sentirsi superiore alle regole della democrazia. Ha trasformato in tragedia il dissenso di una parte delle forze che lo sostenevano, si è dimesso pur avendo ottenuto la fiducia con una maggioranza assoluta ed è tornato in Senato per ottenere una incoronazione trionfale. Così è caduto nella trappola, che non si sarebbe mai aspettato, tesagli dal centrodestra.

Lo stigma del pacifismo e l’insostenibile concretezza delle armi

L’eterogeneità delle critiche rivolte ai “pacifisti” rivela che la contraddizione è negli occhi di chi guarda: di chi si lava la coscienza chiedendo armi che altri useranno. Noi, la “sinistra occidentale”, sappiamo poco dell’Europa dell’est; ma conosciamo bene il nostro mondo e il suo assolutismo amorale che pretende di dominare sull’intero globo con l’unica concretezza che conosce: quella del denaro, e delle armi.

Tacciano le armi, negoziato subito!

Tacciano le armi, negoziato subito! Verso una conferenza internazionale di pace. Queste le parole d’ordine dell’appello lanciato dalla Rete italiana Pace e Disarmo insieme a una ampia coalizione di reti, movimenti, associazioni, sindacati, studenti e giovani per la giornata nazionale di mobilitazione per la pace in tutte le città italiane promossa per il 23 luglio.

Italia, colonia Usa “a sua insaputa”

L’interesse dell’Italia e degli italiani è che la guerra in Ucraina finisca al più presto. Perché, dunque, vi partecipiamo? Non per motivi ideali se, parallelamente, stringiamo accordi con un dittatore sanguinario come Erdogan. Forse solo perché siamo sostanzialmente un satellite, o una colonia, degli USA che alla prosecuzione della guerra hanno un interesse geopolitico.