Etica e politica alla prova del Coronavirus

Restiamo a casa, certo. Facciamo la nostra parte, perché i virus si spostano con noi e più riduciamo i contatti meno è possibile la trasmissione degli agenti patogeni. Ma attenzione a non spoliticizzare una questione che non è esclusivamente demandabile al sapere di medici e scienziati e alle buone condotte dei cittadini.

Obbedienza e libertà

Se ubbidisco al “distanziamento sociale” è perché gli riconosco un fondamento morale. Perché serve a proteggere l’altro. Ma per favore evitiamoci la lode della segregazione, evitiamo di scoprire la bellezza e la bontà del distanziamento. Non c’è bisogno, vi pare? Almeno la libertà morale conserviamola.

Il Covid-19 e la democrazia

In situazioni di emergenza occorrono, per definizione, provvedimenti urgenti. Ma proprio l’eccezionalità impone un controllo più attento che mai sull’azione di governo. Azione che, in questi giorni, lascia molto a desiderare in termini di chiarezza, aderenza al dettato costituzionale e razionalità operativa.

L’ora più buia

Non era mai accaduto che venissero chiuse tutte le scuole, che venissero chiusi tutti i bar, che venissero chiuse tutte le chiese, che un regime di isolamento simile agli arresti domiciliari venisse imposto a tutta la popolazione italiana. Ciò ci costringe a confrontarci con l’insostenibilità dei miti che ci hanno reso così fragili.