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Guerra in Ucraina: negoziare ora!

Dopo più di due anni la guerra in Ucraina è in situazione di stallo mentre continuano, incessanti, le perdite di vite umane. È chiaro che nessuna delle parti raggiungerà gli obiettivi originari. Ciò impone, a maggior ragione, l’apertura di un negoziato su cessate il fuoco, fornitura di armi e integrità territoriale. Tocca anche ai cittadini europei chiederlo, con iniziative appropriate, nella campagna elettorale in corso.

La Corte penale internazionale, i crimini di Netanyahu, l’ipocrisia dell’Occidente

Il Procuratore presso la Corte penale internazionale ha chiesto l’arresto dei leader di Hamas, di Netanyahu e del suo Ministro della difesa Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Le indagini della Corte illuminano quello che era sotto gli occhi di tutti ma che le cancellerie occidentali hanno finto (e ancora fingono) di non vedere. Per non diventare complici dobbiamo esigere almeno il cessate il fuoco immediato.

«Ti voto solo se asfalti la strada di fronte a casa mia»

Il divorzio tra governanti e governati è ormai una caratteristica costante delle democrazie, con i primi proiettati in un narcisismo acritico spesso conflittuale anche con i partiti di riferimento e i secondi privi del supporto di corpi intermedi in grado d’intrattenere rapporti non strumentali o personalistici con la politica. L’obiettivo di ciascuno diventa così il puro perseguimento di interessi individuali.

Sì, è un genocidio!

Sì, a Gaza è in atto un genocidio. È difficile e doloroso ammetterlo, ma è così. Gli israeliani pensano che, per essere considerato tale, un genocidio debba assomigliare all’Olocausto. Ma è un errore. Il genocidio può essere originato da cause diverse, anche da intento di autodifesa. E si è già verificato storicamente: nella ex Jugoslavia, in Ruanda, in Myanmar, in Armenia, in Namibia e contro le popolazioni indigene del Nord America.

Dall’hard al soft: strategia della tensione 2.0

Le proteste contro la guerra fanno tremare le classi dirigenti dell’Occidente. Da qui una versione aggiornata della strategia della tensione: i media producono e diffondono, a partire alle manifestazioni pro-Palestina, un senso di panico, dipingendo i dimostranti, seppur senza fondamento, come intolleranti, violenti, potenziali terroristi. E la criminalizzazione del dissenso favorisce l’irrigidimento autoritario del sistema.

Non solo Toti: la corruzione come questione politica

Lo scandalo che ha travolto la giunta regionale ligure, tutt’altro che inatteso, rimanda a questioni politiche risalenti e irrisolte: la permeabilità dei partiti agli interessi economici, l’elusione della questione morale da parte di una classe politica interessata a “comandare” anziché a governare rispettando le regole e l’equilibrio dei poteri, il primato del mercato sullo Stato.

Il divorzio tra rappresentanza e democrazia

Il giudizio di Valentina Pazé (“I non rappresentati. Esclusi, arrabbiati, disillusi”, Edizioni Gruppo Abele) è netto: tra rappresentanza e democrazia è in corso un divorzio. Non solo, ma si sta tornando a modelli predemocratici: coloro che oggi sembrano non volere essere rappresentati corrispondono a coloro a cui un tempo la partecipazione era negata di diritto. C’è di che riflettere a fondo per la politica.

Difendere il lavoro a colpi di referendum

Il 25 aprile, la Cgil ha iniziato la raccolta delle firme per quattro referendum abrogativi in materia di lavoro (in particolare sulle questioni della precarietà e della sicurezza). L’iniziativa travalica i confini tradizionali dell’intervento sindacale ma una risposta forte anche in termini politici era necessaria stante l’accelerazione dell’ormai trentennale attacco ai diritti dei lavoratori.

Fermiamo la corsa alle armi

Molti governi moltiplicano forsennatamente le spese militari. Si parla apertamente di una possibile guerra atomica. Il tutto favorito dall’immensa e scellerata pressione esercitata dai fabbricanti di armi di tutto il mondo, Italia in testa. Un importate strumento per la ricostruzione e la comprensione di questo drammatico scenario è offerto da Sbilanciamoci! e Greenpeace con l’e-book “L’economia a mano armata”.