Bologna. Per una diversa politica abitativa

A Bologna negli ultimi anni il disagio abitativo (non solo studentesco) è aumentato anche per la crescita incontrollata di affitti di camere o alloggi per brevi periodi da parte di piattaforme come Airbnb. Per contrastare il fenomeno è nato il comitato “Pensare Urbano”, una piattaforma sociale che dimostra come si può resistere sul territorio ai colossi multinazionali.

Veneto. Zaia, protettore dei bambini

Non è uno scherzo, è una reale vicenda tragicomica. Le città del Veneto saranno attraversate da una mostra itinerante organizzata della Regione con il titolo “#AndràTuttoBene”, con i disegni indirizzati dai “bimbi veneti” al presidente Zaia, “una figura di grande valore simbolico e protettivo a cui i bambini delle varie fasce d’età hanno fatto riferimento costante”. Incredibile ma vero!

Il debito di Torino: se 3,9 miliardi vi sembran pochi

Torino, come tutte le grandi città del Paese, è in condizioni di grave degrado: la manutenzione degli edifici pubblici e delle scuole è in ritardo, il territorio è pieno di buche, spesso le strisce pedonali sono cancellate, molte piste ciclabili sono solo disegnate e via elencando. Mancano le risorse. Ma perché? E come rimediare (se è ancora possibile)?

Firenze. Ricordando Enzo Mazzi

Sono passati dieci anni dalla morte di Enzo Mazzi. Il suo ricordo ci rimanda alla Firenze dell’accoglienza e della solidarietà impegnata nella costruzione di “un altro mondo possibile”. E scorrono le immagini della comunità dell’Isolotto, della lotta contro il razzismo, della difesa delle minoranze e dei Rom, dei Social Forum.

Le amministrative a Roma: una sfida surreale

A meno di un mese dal voto la situazione romana è, a dir poco, surreale. I candidati con qualche chance di successo sembrano personaggi di Crozza assai più che potenziali amministratori di una città sempre più disastrata. E il clima che si respira tra la gente è quello della fuga dal voto accompagnata dalla convinzione che Roma sia irredimibile.

Voghera. Spezzare il silenzio

Sull’uccisione di Youns El Boussetaoui con un colpo di pistola esploso dall’assessore alla sicurezza di Voghera è calato il silenzio: nei media, nella città, nelle istituzioni. È il tentativo di rimuovere le responsabilità culturali e politiche di chi, in questi anni ha diffuso a piene mani, razzismo, intolleranza, rifiuto delle diversità, esclusione sociale.