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I trattori trattano ma i mercati maltrattano

“La rivolta dei trattori” segnala le contraddizioni del modello di sviluppo neoliberista. Per questo le pur doverose azioni di tamponamento (tassazioni, dazi, politiche creditizie, sovvenzioni ecc.) non bastano e sono solo un pannicello caldo. Le vere questioni a cui si dovrà por mano sono il tipo di agricoltura a cui si guarda e chi deve pagare la non più rinviabile transizione ecologica.

Il “caso Moro”: un noir italiano

Tra i gialli, i noir e i thriller che costeggiano la nostra storia recente un posto di rilievo occupano il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro, che, nell’immaginario collettivo, rimandano alla responsabilità esclusiva delle Brigate Rosse. In realtà molteplici ipotesi risultano ancora aperte in uno scenario in cui si sovrappongono e si intrecciano minacce americane, servizi segreti, loggia P2 e molto altro

Sulle orme di Felice Besostri: abrogare il Rosatellum

Il Rosatellum è una legge ingiusta e incostituzionale perché disattende sotto vari profili la volontà degli elettori e produce gravi torsioni degli esiti del voto. Per questo, sotto l’impulso di Felice Besostri, sono stati promossi ricorsi ai tribunali e alle Giunta delle elezioni, eccezioni di costituzionalità e via seguitando. In mancanza di riscontri positivi è ora in corso la preparazione di un referendum abrogativo della legge.

Napolitano, l’ultimo “vero” comunista-stalinista

Nella sua lunga presidenza della Repubblica Giorgio Napolitano ha rappresentato, aldilà delle apparenze, l’ultimo comunista-stalinista, sopravvissuto alla scomparsa del suo partito. Dimenticata ogni idealità egualitaria e diagnosticata l’impossibilità della rivoluzione, Napolitano si è identificato con gli apparati istituzionali, dei quali s’è eretto a garante “senza se e senza ma”. Ma questa non è solo una storia personale…

Il nuovo fascismo e l’anticorpo della memoria

Il fascismo si ripresenta talora accompagnato da una presa di distanza dal regime e con un recupero del carattere di movimento “rivoluzionario”, portatore di un taglio netto con il passato e di una richiesta di profondo rinnovamento. Ma non v’è, in ciò, nulla di nuovo ché questi due aspetti coesistevano anche nel fascismo storico. Da qui l’esigenza di usare come anticorpo la memoria.

La guerra e quell’eterno “fine che giustifica i mezzi”

A luglio il presidente Biden ha autorizzato l’invio in Ucraina di bombe a grappolo, pur messe al bando dall’Onu fin dal 1 agosto 2010. Il dibattito pubblico che ne è seguito ha evocato la vecchia categoria del “fine che giustifica i mezzi”. Ciò aumenta la probabilità che la scelta sia digerita in modo indolore dalla popolazione ma elude la questione (pur cruciale) della congruità dei mezzi rispetto al fine.

L’eredità della pandemia

Il Covid non circola più o comunque non è più così letale. Ma l’eredità che ha lasciato è estremamente pesante. “Niente sarà più come prima”, si diceva. Forse. Ma oggi è peggio di prima. Passata la grande paura è diventato impossibile chiedere comportamenti virtuosi, più consoni con Madre Natura. La massima a cui adeguarsi sembra essere l’antico adagio “chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”.

Social o sociale?

Postiamo di tutto, ogni atto che compiamo, i momenti di gioia, di dolore, ciò che mangiamo, pensiamo, senza ormai alcun filtro, discutiamo animatamente, non di rado senza alcun rispetto, con persone che poi dal vivo non salutiamo nemmeno. È questa la vita che ci attende all’epoca del distanziamento sociale? Ma, soprattutto, è questa la vita?

Firenze, città operatrice di pace: che fare oggi?

Sono passati più di 30 anni da quando il Consiglio comunale dichiarò Firenze “città operatrice di pace”. Cosa resta di quella stagione? E, soprattutto, che fare oggi? Alcune idee: programmare un Forum permanente per la Pace e, per intanto, organizzare un incontro internazionale per riproporre con forza il cessate il fuoco in Ucraina. All’insegna delle parole di padre Balducci: “Se vuoi la pace, prepara la pace”.