PD e maggioritario: il suicidio annunciato

C’è, oggi, una sola certezza: la vittoria, nelle prossime elezioni, della destra eversiva. Una modifica della legge elettorale in senso maggioritario aggiungerebbe alla vittoria un congruo regalo di seggi, blindando così ogni riforma costituzionale. Eppure il Partito democratico insiste: “Viva il maggioritario!”. Se non è un suicidio, poco ci manca.

Quando la destra si tinge di nero

In Italia e in tutta Europa la destra si colora sempre più di nero, assumendo tratti esplicitamente fascisti e razzisti, ed esce fuori dai confini della Costituzione e dalla legalità internazionale delineata nelle convenzioni sui diritti umani. Così si ripropone un dramma storico che abbiamo già vissuto, con altre modalità, nel secolo scorso.

«Non voglio vederlo!»

Di fronte alla disumanità inenarrabile che emerge in Kurdistan come di fronte a Lampedusa, risuonano le parole di Federico Garcia Lorca, il poeta ucciso dai fascisti spagnoli: «Non voglio vedere il sangue d’Ignazio!». E intanto un appello di donne ci ammonisce tutti: «Non parlateci più di valori occidentali. Non parlateci più di niente se non avete il coraggio di reagire. State zitti!».

Friday for Future, e poi?

È passata una settimana dal Friday for Future che ha visto una marea di ragazze e ragazzi riempire le piazze e le strade del mondo per contrastare riscaldamento globale e cambiamenti climatici. Che fare ora? Come passare dalla prospettiva generale alla definizione, qui e ora, di obiettivi intermedi e concreti? Il primo passo è l’apertura di un dialogo e di un’interlocuzione, rispettosi e non strumentali, con il movimento.

Votare o non votare?

La crisi è finalmente aperta anche in modo formale e, mentre si compie il rito delle consultazioni, tutti parlano di una nuova maggioranza possibile senza indicare i contenuti dell’azione di governo. Eppure quello è il punto ché, senza un progetto alternativo a quello dell’esecutivo gialloverde, è meglio andare al voto.