Il piffero di Rignano

Come i pifferi di montagna che andarono per suonare e furono suonati, Renzi si è fatto del male: a sé, e a tutti noi. Perché? Perché è fatto così: incarna quello che Benjamin chiamò il “carattere del distruttore”. E perché la crisi della sovranità nazionale esaspera la narrazione narcisistica e cannibalica di chi alla Rappresentanza ha sostituito la Rappresentazione

American tragedy

Dicevano di voler “Fare l’America Grande”, in un pomeriggio di follia l’hanno ridotta a una “Repubblica delle banane”. Il 6 gennaio testimonia dello stato comatoso della democrazia americana, punto d’approdo di una lunga caduta che ha disgregato società e lavoro, prodotto un esercito di “spostati”, e creato lo zoccolo duro su cui prosperano i populismi.

Sul ponte sventola bandiera bianca…

La “seconda ondata” è stata devastante, eppure era stata ampiamente prevista. Erano state persino decise misure forti con relativo finanziamento, ma sono rimaste lettera morta. Pesa la folle estate del “liberi tutti”. Ma paghiamo soprattutto il buco nero delle Regioni e l’incapacità del Governo di far seguire alle decisioni l’esecuzione.

Cosa succede nella magistratura?

La magistratura progressista si divide: c’è chi sceglie Area per la giustizia e lascia Magistratura democratica. La cosa avviene in un momento di crisi profonda della giustizia. Una crisi di contenuti trascurata dalla maggioranza dei magistrati. Chissà che la scissione non favorisca una presa di coscienza e comportamenti coerenti.