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Tomaso Montanari insegna Storia dell’arte moderna all’Università per stranieri di Siena. Prende parte al discorso pubblico sulla democrazia e i beni comuni e, nell’estate 2017, ha promosso, con Anna Falcone l’esperienza di Alleanza popolare (o del “Brancaccio”, dal nome del teatro in cui si è svolta l’assemblea costitutiva). Collabora con numerosi quotidiani e riviste. Tra i suoi ultimi libri Privati del patrimonio (Einaudi, 2015), La libertà di Bernini. La sovranità dell’artista e le regole del potere (Einaudi, 2016), Cassandra muta. Intellettuali e potere nell’Italia senza verità (Edizioni Gruppo Abele, 2017) e Contro le mostre (con Vincenzo Trione, Einaudi, 2017)

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Ripartire all’insegna del cemento?

La parola d’ordine è «ripartire comunque». Così, dietro l’angolo c’è il progetto di rovesciare sulla natura nuove colate di cemento. Nessuna forza politica propone di rilanciare l’economia con un piano neokeynesiano di messa in sicurezza del suolo (pur promesso al tempo delle elezioni da qualche smemorato ex ambientalista).

Fase 2: il Governo Conte declina vita e salute

La fase 2 non è cominciata bene. È bastato che l’Italia rischiasse di essere esclusa dai corridoi del turismo estivo, ed ecco che tutto sembra cambiato. Tra la borsa e la vita, il Governo, dopo avere scelto (giustamente) la vita, sembra ora aver scelto la borsa. Non sarebbe stata opportuna una maggior prudenza e diversificazione?

1° maggio a Firenze

La Colonna della Giustizia si trova in piazza Santa Trìnita dal 27 settembre 1563, Da allora parla ai fiorentini di giustizia. Questa mattina, 1° maggio, alla base della Colonna era affisso un miniscolo manifesto che annunciava lo sciopero dei riders. Non c’è un modo più alto e più degno per usare il patrimonio culturale.

Questo 25 aprile

Oggi festeggiamo la sconfitta dei fascisti. Ora i loro eredi, i nuovi fascisti, sembrano oscurati dalla pandemia. Ma è una illusione ottica: sono sempre lì, ad aspettare come sciacalli nell’ombra. Se ne usciremo peggiori – più ingiusti e diseguali, più schiavi del bisogno, più ignoranti – i nuovi fascisti guadagneranno terreno, torneranno al governo anche da noi.

Conte, i “discorsi del re” e la democrazia

La conferenze stampa del presidente del Consiglio sono sempre più, per la forma e per le circostanze, dei “discorsi alla nazione”. Se così è, non è quella la sede per sbugiardare un’opposizione che mente e gioca sporco. Il presidente del Consiglio ha mille altri luoghi per farlo. Senza forzare le regole e creare precedenti pericolosi.