Tomaso Montanari insegna Storia dell’arte moderna all’Università per stranieri di Siena. Prende parte al discorso pubblico sulla democrazia e i beni comuni e, nell’estate 2017, ha promosso, con Anna Falcone l’esperienza di Alleanza popolare (o del “Brancaccio”, dal nome del teatro in cui si è svolta l’assemblea costitutiva). Collabora con numerosi quotidiani e riviste. Tra i suoi ultimi libri Privati del patrimonio (Einaudi, 2015), La libertà di Bernini. La sovranità dell’artista e le regole del potere (Einaudi, 2016), Cassandra muta. Intellettuali e potere nell’Italia senza verità (Edizioni Gruppo Abele, 2017) e Contro le mostre (con Vincenzo Trione, Einaudi, 2017)

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Il nostro 25 aprile in due libri

Giorno dopo giorno, la matrice fascista del partito di maggioranza e della cultura politica della presidente del Consiglio diventa più chiara. Perché sempre meno dissimulabile, ma anche sempre meno dissimulata. Due libri recenti, di Luca Casarotti e di Gastone Cottino, ce lo segnalano con precisione mettendoci in guardia contro i pericoli che sono alle porte e ricordandoci che il 25 aprile è un giorno di scelte.

Difendere l’università dal potere, non dagli studenti

Politici e media lo gridano all’unisono: gli “eccessi” studenteschi minano il ruolo dell’università. Ma a mettere in pericolo quel ruolo non sono gli studenti bensì il potere economico e politico. L’università fa il suo mestiere quando alimenta dubbi, ricerca, discute, argomenta: non quando maledice, o interdice. E soprattutto non quando obbedisce ai governi, o peggio quando ne diventa un docile strumento.

Ma è proprio vero che i russi non si ribellano?

Nel 2023, 5.024 soldati russi sono stati processati per diserzione. Dal 2022 al gennaio di quest’anno sono stati aperti procedimenti penali contro 1.082 dissenzienti politici. E, a fianco di chi viene arrestare e processato, sono in molti a praticare una quotidiana resistenza culturale e morale. Un libro recente indaga questa importante area che intercorre fra consenso e rivoluzione, fra silenzio e rivolta.

Israele e Palestina: con la lingua dell’altro

Dopo il massacro palestinese perpetrato il 7 ottobre scorso e la smisurata rappresaglia israeliana tuttora in corso, le parole della pace sono diventate impronunciabili e sembra impossibile trovare una lingua comune tra israeliani e palestinesi (e non solo). Eppure è necessario, almeno per chi vuole la pace. Un aiuto in questa direzione viene da due recenti e importanti traduzioni, una dall’inglese e una dall’ebraico.

Un’altra memoria: quella delle vittime dell’occupazione coloniale italiana

Il 19 febbraio è una giornata di memoria, seppur non istituzionalizzata: quella delle vittime africane della occupazione coloniale italiana, stimate ben sopra le 500.000. Occorre partire da quella strage rimossa per decolonizzare, per sciogliere l’intreccio di potere e conoscenza che fa di ciò che chiamiamo cultura anche un luogo di dominio di alcuni su altri. È questo il compito della scuola e dell’Università.

Fascismo: il potere delle immagini

Vedere centinaia di camicie nere schierarsi a Roma, la destra tesa nel saluto romano, ha reso difficile negare che l’Italia abbia un problema attuale e concreto col fascismo. Per di più, nella cecità generale, sono i fascisti a parlare chiaro e a rivendicare la continuità con il passato. Il loro disegno è abbattere la Costituzione antifascista. Se il domani apparterrà davvero a loro, sappiamo già come sarà quel domani. Dobbiamo esserne consapevoli.

2023-2024: tra guerre e fascismo incombente, non essere ciechi al futuro

Sull’orlo di questo anno terribile che si chiude, mentre se ne apre un altro che si annuncia non meno tremendo, penso che almeno una cosa dobbiamo fare: non distogliere lo sguardo dalla realtà. Provare ad ascoltare quel che accade, a non ignorare sintomi e segnali di pericolo è l’unico modo di onorare insieme il sacrificio dei nostri padri e di amare davvero i nostri figli. Potremmo non avere molto tempo, per farlo.