Tomaso Montanari insegna Storia dell’arte moderna all’Università per stranieri di Siena, della quale è anche rettore. Prende parte da sempre al discorso pubblico sulla democrazia e i beni comuni. Collabora con numerosi quotidiani e riviste. Tra i suoi ultimi libri: "Le statue giuste", Laterza, 2024; "La terza ora d'arte", Einaudi, 2024; "Libera università", Einaudi, 2025; "Per Gaza", con disegni di Marco Sauro, Feltrinelli, 2025; "La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista", Feltrinelli, 2026.

Contenuti:

“La scuola è aperta a tutti”, senza differenze

“La scuola è aperta a tutti”: in questa direzione, voluta dall’articolo 34 della Costituzione, si muove il nostro sistema scolastico, nel quale i 931mila studenti con cittadinanza non italiana (l’11,6% del totale) hanno livelli di apprendimento assolutamente adeguati. Per migliorarli ulteriormente non servono quote o discorsi propagandistici, serve potenziare la presenza di docenti d’italiano.

Antisemitismo, Israele e inquisizione

Il disegno di legge sull’antisemitismo in discussione alla Camera non tutela gli ebrei ma lo Stato di Israele, la cui deriva etnico-nazionalista è il pericolo più grave per gli stessi ebrei. L’approvazione avrebbe il doppio effetto di rafforzare Netanyahu e la sua politica genocida e di introdurre nel nostro Paese una nuova inquisizione, la trasformazione della cultura e della ricerca in ignoranza e in propaganda, e un ulteriore attacco alla libertà di manifestare.

La donna che non doveva chiedere mai

La plateale umiliazione ricevuta da Donald Trump è il segnale dell’irrilevanza e del ridicolo in cui Giorgia Meloni ha precipitato il nostro Paese, che ora cerca di trascinare nella propria débâcle. Eppure è stata lei, non l’Italia, a praticare il più smaccato servilismo nei confronti di Trump e a sposarne il razzismo e il bellicismo. Ora, se avesse un po’ di decenza, dovrebbe solo chiedere scusa.

Gli Uffizi ridotti a succursale di palazzo Chigi

Gli Uffizi hanno un nuovo Consiglio d’amministrazione, voluto da Alessandro Giuli, il “ministro per caso” (come ama presentarsi) più organico di ogni altro al Governo in carica. È un trionfo di incompetenza, subalternità alla politica e conflitto di interessi che trasforma la Galleria fiorentina in succursale di palazzo Chigi. Per questo ho rassegnato le dimissioni dal comitato scientifico. Restare significherebbe essere complici.

È festa d’aprile

La grande festa d’aprile ci riconsegna intatta, ogni anno, la gioia e la fatica della Liberazione. Oggi intorno a noi crescono il razzismo, l’odio per la diversità, la pretesa della superiorità della propria cultura, l’egoismo sociale. Ma non dobbiamo arrenderci. La storia della Repubblica è appena incominciata, e tanto lavoro ci resta da fare. Continuiamo a camminare sulla strada della Liberazione e della Costituzione.

Genocidio a Gaza, farisei a Roma

Il Governo di Israele impedisce al Patriarca di Gerusalemme di celebrare la messa della domenica della Passione del Signore al Santo sepolcro. I governanti italiani protestano. Ma se lo ‘sdegno’ contro Israele è la reazione a un odioso divieto, cosa avrebbero dovuto dire contro il genocidio? Hanno taciuto perché di quel genocidio sono complici: e le mani sporche di sangue non si lavano difendendo le pietre delle chiese.

Senza limiti

Lo smisurato, illimitato e impunito genocidio di Gaza ha aperto la porta a una guerra senza limiti: morali, giuridici, umanitari. L’insieme di rapporti e l’antropologia del potere emersi, in parallelo, dagli “Epstein Files” ne hanno dimostrato l’intreccio con le politiche interne degli Stati Uniti e non solo. È sempre più evidente come ciò che limita il potere limita anche la guerra. Quella guerra che, appunto, divampa oggi senza limiti.

Gaza e la lezione delle piazze

Nei bordi, nei margini del paese, lontano dai luoghi del potere, si è coagulato un esteso dissenso sulle politiche dell’establishment. A partire dal genocidio di Gaza, ma penetrato nel profondo. È un dissenso trasversale, inclusivo, che attraversa credi, posizioni politiche, età, generazioni, strati sociali, culture. E che ha spazzato via ogni moderatismo all’insegna di una insopprimibile radicalità.