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Ancora dighe. Ma sono davvero necessarie?

Invasi e dighe sono tornati di moda. La giustificazione è la necessità, conseguente all’aumento delle temperature e alla siccità, di accumulare acqua a fini idropotabili e irrigui. Incontestabile la necessità, ma vecchia, sbagliata e di grande impatto ambientale la risposta. Non servono nuove grandi opere ma occorre risparmiare sulla risorsa acqua, tappare le (enormi) falle e modificare le politiche alimentari.

Ponte di Messina, dalla commedia alla farsa

Sembra una commedia di Plauto. Ministri e politici vari resuscitano, dopo 10 anni, il progetto, bocciato in tutte le sedi, di un ponte ad unica campata, a doppio impalcato, lungo 3,3 km, sorretto da due torri di 400 metri di altezza, da realizzare in una delle aree a maggior rischio sismico e di turbolenza per i venti del Mediterraneo. Naturalmente a esclusivo beneficio di società private.

La crisi climatica, le nonne, i giudici

Nei giorni scorsi la CEDU ha stabilito che il Governo svizzero ha violato i diritti umani di un gruppo di cittadine riunite nell’associazione “Anziane per il clima”. È la prima volta che la Corte annovera il diritto a un clima stabile tra i diritti umani. Ed è significativo che lo abbia fatto decidendo sul ricorso di un gruppo di anziane signore: una integrazione del “mondo salvato ai ragazzini”.

L’acqua: bene comune sprecato

Che l’acqua sia un bene prezioso ma non infinito è cosa nota. Eppure, nel nostro Paese, lo spreco sembra essere la regola e, complice la mancanza di piogge determinata dai cambiamenti climatici, gli effetti cominciano a farsi sentire drammaticamente, nonostante la ricchezza delle fonti idriche. Le aziende e gli enti virtuosi non mancano, ma è l’intervento dello Stato ad essere gravemente carente.

Il grido della Lega (e non solo): liberalizziamo la caccia!

Sparare sette giorni su sette, sparare anche di notte, divieto di impugnativa al TAR dei calendari venatori sono solo alcune delle chicche contenute nella proposta di legge leghista di liberalizzazione della caccia. Con i tempi che corrono, probabilmente passerà. Non solo per conservare i voti della lobby dei cacciatori, ma perché la caccia sembra essere il paradigma di una società egoista e schiacciata sull’oggi.

Il sogno di Renzo

Nel momento in cui si assiste alla presa di coscienza da parte delle nuove generazioni della necessità di impegnarsi in difesa della natura, è fondamentale riandare alla figura di Renzo Videsott, protagonista della salvezza dello stambecco, direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso e figura chiave nella costruzione dell’ambientalismo moderno, in cui il naturalismo è integrato dall’impegno sociale e politico.

La lezione della rivolta dei trattori: l’ecologia sarà contadina e popolare o non sarà

L’ecologia sarà contadina e popolare o non sarà. È la lezione che viene dalla rabbia del mondo agricolo. E, a fronte della brutalità degli sconvolgimenti ecologici e dei vincoli economici e normativi che strozzano i contadini, non bastano mance e sgravi fiscali. Occorrono cambiamenti strutturali dell’attuale modello agro-alimentare.

Città, aree verdi e salute

Se fino a qualche tempo fa il verde in città veniva considerato un fatto prevalentemente estetico, oggi è finalmente diffusa la consapevolezza della sua importanza decisiva per la salute dei cittadini. La regola, per l’Europa, dovrebbe essere quella del 3-30-300: ogni cittadino deve poter vedere dalla sua finestra 3 alberi, circondato dal 30% di aree verdi, entro un raggio di 300 m dalla sua casa…