L’ultima follia: sciare al coperto

Dopo gli sprechi delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, di cui stiamo ancora pagando i danni, l’ultima trovata è quella di uno Ski Dôme interrato lungo 870 metri e largo 60 con due piste per la discesa da realizzare a Cesana per inverno ed estate. Il progetto di sciare sottoterra ancora ci mancava. Intanto si pensa di realizzare in Veneto, per le Olimpiadi di Cortina 2026, un’altra inutile e costosa pista di bob…

Come scoraggiare l’autoproduzione di energia…

Sullo sfondo della transizione energetica è divenuto di attualità il tema delle comunità energetiche rinnovabili cioè di gruppi di utenti che si mettono insieme in un dato contesto territoriale per produrre da sé, da fonti rinnovabili localmente disponibili, l’energia di cui hanno bisogno. Un’idea semplice e rivoluzionaria, ma non gradita agli operatori del settore, che sono subito corsi ai ripari.

Crisi climatica: colorare il Senato per lanciare l’allarme?

Per denunciare l’inerzia delle istituzioni sulla crisi climatica, tre giovani di Ultima Generazione imbrattano con vernice lavabile l’ingresso del Senato. Ne seguono reazioni grottesche, fino all’evocazione di “un attacco al cuore dello Stato”. In una lettera al presidente Mattarella alcuni neuropsichiatri segnalano come la vicenda evochi un vilipendio non della facciata del palazzo ma delle istanze di vita dei giovani.

Autoprodurre l’energia da rinnovabili locali? La legge c’è ma non la fretta…

Un piccolo passo verso la gestione dell’emergenza energentica è stato fatto, in Italia, con il riconoscimento delle comunità dell’energia rinnovabile, aggregazioni di utenti che si uniscono per far fronte ai propri bisogni a partire da risorse rinnovabili reperibili nel luogo in cui vivono. Il riconoscimento è avvenuto con una legge del 2020 che, peraltro, non è ancora in vigore. E già iniziano le speculazioni.

Venezia: il Mo.S.E. non è la soluzione

Le paratoie del Mo.S.E hanno salvato Venezia dalla terza acqua granda di sempre. Tutto bene dunque? Non sembra proprio. A monte rimangono problemi amplificati da chi non ha mai voluto prendersi cura di una laguna che sta morendo e ha puntato tutto sul Mo.S.E. Ma di fronte all’innalzamento del livello del mare e agli eventi catastrofici sempre più frequenti legati all’emergenza climatica il Mo.S.E. sarà impotente.

Il diritto all’aria pulita approda in Tribunale

Sarà il Tribunale di Torino a decidere l’adeguatezza, o meno, degli interventi pubblici diretti ad assicurare la qualità dell’aria. Una madre, infatti, ha citato in giudizio la Regione Piemonte chiedendo il risarcimento dei danni cagionati alla salute del figlio dall’inquinamento atmosferico. È un’iniziativa di interesse generale ché tale inquinamento è, in Italia, il principale fattore di rischio ambientale per la salute.

Le chiacchiere della COP27 e le alternative possibili

Anche la COP27 si sta chiudendo con molte chiacchiere e poca sostanza. Il clima è sparito dall’agenda politica che coglie ogni nuova emergenza per parlare d’altro. Ma su altri fronti arrivano segnali di speranza: ricerca scientifica e crescita prorompente delle energie rinnovabili indicano la strada. Comportamenti virtuosi e scelte politiche coraggiose potrebbero rallentare e fermare la corsa verso il baratro.

Una Montagna Sacra per restituire il senso del limite

Il Parco del Gran Paradiso compie cent’anni. Per celebrare il centenario c’è chi ha proposto di istituire al suo interno una Montagna Sacra, una cima su cui non salire (almeno in termini di consiglio) in omaggio alla grandezza della natura e a ricordo della nostra finitezza. Ottima idea, ovviamente cassata dai soliti esperti. Ma il progetto sta raccogliendo adesioni.

Lotte ambientali, per il lavoro, per i diritti

Fiumi in secca, terreni aridi, ghiacciai che collassano, ondate di calore, alluvioni autunnali: effetti di un riscaldamento globale che non piove dal cielo. Il sistema economico e sociale che devasta il territorio e continua a investire sulle energie fossili per garantire profitti, è lo stesso che precarizza il lavoro, abbassa i salari, calpesta diritti e alimenta le discriminazioni.