ILVA, un precedente degli anni Ottanta

Massa, anni ’80: una vicenda assai simile a quella dell’ILVA. Riguardava un’azienda chimica di proprietà Montedison, la FARMOPLANT, di cui si tentò una conversione produttiva con bonifica dell’area. La cosa non riuscì: perché in situazioni del genere non si può prescindere dal ruolo dello Stato anche attraverso nazionalizzazioni.

“Verde ma non troppo”

Ormai sui grandi media pubblici e privati è una corsa. «Viva i Fridays For Future»: purché mettano giudizio, rinuncino a parole d’ordine antagoniste e capiscano che solo le grandi multinazionali possono guidarci verso un’economia che deve cambiare ma con gradualità. Insomma, “avanti piano!”. Già visto, tante altre volte…

Socotra: un paradiso che non è più tale

Socotra è un’isola dell’Oceano indiano a 300 km dallo Yemen, a cui appartiene. La sua posizione e le condizioni climatiche ne hanno fatto un giardino in terra, tanto che dal 2008 è patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Ma quel paradiso è oggi a rischio di estinzione: effetto collaterale della guerra in atto in Yemen.

Un venerdì per il nostro futuro

Oggi è il giorno del terzo sciopero globale per il clima. È un fatto positivo senza precedenti in questo inizio di millennio. Tutta la politica – o quasi – applaude ma, per lo più, con una adesione di comodo. Perché non ci si fermi qui è necessario ripensare un progetto di società che non si affidi al pilota automatico dell’economia.

L’inganno della green economy

Ormai lo dicono anche le più importanti ricerche internazionali. La cosiddetta “green economy”, fondata sulla scommessa di conciliare gli interessi del capitalismo e della Terra è un grande inganno. Per evitare il crescente, drammatico deficit ecologico c’è solo una strada: consumare meno e ridimensionare molti settori produttivi.

Conte bis: per l’ambiente nessun buon segnale

Sul tema dell’ambiente il programma di governo del Conte bis è ancor più carente del contratto gialloverde. L’acceleratore è sempre, comunque, sul pedale dello sviluppo (con l’immancabile frusto richiamo alla green economy). Insomma, ancora una volta una coalizione con i piedi ben piantati nel cemento e nell’asfalto.