Il pericoloso “patriottismo” di Giorgia Meloni

La numero uno di Fratelli d’Italia invoca un “patriota” alla presidenza della Repubblica e torna all’attacco della Costituzione del 1948 per riscriverla a suo uso e consumo. Nella sua proposta: la derubricazione dei poteri, già compromessi, del Parlamento, l’invio in soffitta di ogni partecipazione popolare e l’elezione a suffragio universale e diretto del presidente della Repubblica.

È gradita la camicia nera

“È gradita la camicia nera. Verona, la città laboratorio dell’estrema destra tra l’Italia e l’Europa”, di Paolo Berizzi, è un libro da leggere. Perché ci mostra le ragioni – la tolleranza e le complicità di poteri e istituzioni – per cui il fascismo sopravvive. E ci ricorda la necessità di reagire prima che i pensosi migliori ci consegnino mani e piedi ai suoi epigoni.

L’antifascismo ai tempi del Covid

La crisi economica, sociale, etica, oltre che sanitaria, morde pesantemente. Un mondo muore ma è difficile intravedere il futuro. Così, negli interstizi della crisi, si sviluppa il tentativo di movimenti neo e postfascisti di egemonizzare le piazze e dividere il mondo del lavoro. Per contrastarlo ci vorrebbero politiche sociali innovative ma non è questa la scelta del Governo e della sua maggioranza.

Le foibe, il fascismo e i politici che scrivono la storia (senza conoscerla)

Carlo Giovanardi, già ministro del secondo Governo Berlusconi, zittisce gli storici che vorrebbero «attenuare le responsabilità dei comunisti» nella vicenda delle foibe. Lo fa citando un documento definito “inedito”. Peccato che confonda i documenti e i fatti. A dimostrazione che la storia, invece di strumentalizzarla, bisognerebbe studiarla.

La Regione Piemonte censura la storia

In prossimità di un incontro con lo storico Eric Gobetti su “Fascismo, guerra e foibe”, Verbania è stata tappezzata, cosa mai accaduta in città, di manifesti di CasaPound. A ciò si è accompagnata la revoca, a poche ore dall’inizio, del sostegno accordato all’iniziativa dal Consiglio regionale. La censura istituzionale finanche della storia è un segnale che non può essere sottovalutato.

Il fascismo nelle vene

L’Italia non si è mai disintossicata dall’infezione del fascismo. Sta lì il brodo di coltura dei movimenti neofascisti, alimentati, da un lato, dalle profonde ingiustizie sociali e, dall’altro, dall’anticomunismo viscerale delle destre parlamentari e dalla loro incapacità di fare i conti col passato. Se non si rimuovono queste condizioni – inutile illudersi – non si arginerà il rinascente fascismo.

La storia falsificata in omaggio all’Italia fascista: il caso di Norma Cossetto

Screditare la Resistenza falsificando la storia è una pratica diffusa ma non innocente. Ne è un esempio la strumentalizzazione della vicenda di Norma Cossetto, studentessa istriana fucilata nel 1943 da partigiani jugoslavi in un’azione contro i fascisti: vittima della guerra e umanamente da rispettare, ma non “martire della nazione”, come si sostiene, facendo torto alle sue stesse idee.

Il fascismo è un pericolo concreto e attuale

Dopo la spedizione squadrista contro la sede della Cgil c’è chi si chiede se siamo di fronte a un reale pericolo fascista o a gesti criminali di frange isolate. La risposta è netta. Il fascismo è un pericolo concreto: per la reiterazione delle sue manifestazioni, per i collegamenti con forze politiche strutturate, per l’acuirsi delle disuguaglianze che alimentano sfiducia e risentimento.