Il colonialismo e il fascismo glorificati nelle vie e nelle piazze

Vie, piazze, ponti, lapidi, busti, palazzi a Roma e nel Lazio sono intitolati a personaggi e eventi del nostro passato coloniale. Soltanto nella capitale ne sono censiti 150. Due appelli chiedono a sindaco e presidente della Regione di rimuoverli. Estendere l’iniziativa a livello nazionale sarebbe un’occasione importante per non dimenticare il nostro colonialismo (fascista e non solo).

L’estrema destra nell’Europa centro-orientale

Nell’Europa centro-orientale (Ungheria, Polonia, Cechia, Slovacchia, Bielorussia, Ucraina e anche Russia) l’estrema destra estende il suo peso culturale e contribuisce a creare un’altra immagine di Europa, intesa come comunità spirituale fondata sulla famiglia, lo Stato nazionale e il cristianesimo. Un report del CBEES di Stoccolma, antecedente all’invasione dell’Ucraina, lancia l’allarme.

Contro il fascismo vecchio e nuovo

Di fronte al dilagare di manifestazioni e movimenti fascisti una risposta democratica ed efficace deve articolarsi su più piani. Va applicato il divieto costituzionale di «riorganizzare, sotto qualsiasi forma, il disciolto partito fascista». Ma non basta. Occorre contrastare il liberismo e costruire una democrazia conflittuale, pluralista e sociale, che è l’unico vero antidoto contro ogni autoritarismo.

Il fascismo e i nemici della democrazia

Negli ultimi anni la violenza fascista si è riaffacciata in Europa. Ciò, come segnala la risoluzione 25 ottobre 2018 del Parlamento europeo, non è un esercizio di libertà ma un attacco alla democrazia e non può essere tollerato, in qualsiasi forma si manifesti. La “questione fascista” è definitivamente chiusa, nel nostro Paese, con la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione.

Il Parlamento, gli alpini, il fascismo

Il 5 aprile il Senato ha approvato, con 189 voti a favore, un astenuto e nessun contrario, la legge istitutiva della “Giornata della memoria e del sacrificio degli alpini”. Peccato che, a simbolo della giornata, sia stata elevata la battaglia di Nikolajewka del 26 gennaio 1943 in cui gli alpini vennero mandati dai nazifascisti a farsi macellare e a macellare in terra russa.

Fascisti a Orbetello: onore al gerarca Italo Balbo!

Nel bel mezzo di una guerra di aggressione nazionalista e imperialista, a chi va a intitolare il suo principale parco pubblico la cittadina maremmana di Orbetello? Al gerarca fascista Italo Balbo, governatore della Libia per conto del Duce e del Re Imperatore. Incredibile ma vero. Ora la parola è alla Prefettura di Grosseto, dove si spera sia disponibile una copia della Costituzione della Repubblica.

Uso politico della memoria e revanscismo fascista: la genesi del Giorno del Ricordo

Il revanscismo fascista, forte di appoggi, mezzi e organizzazioni, strumentalizza con crescente successo le drammatiche vicende del dopoguerra al confine orientale e il Giorno del Ricordo. A ciò un’Università doverosamente antifascista deve contrapporre lo studio e l’approfondimento rigoroso e indipendente dei fatti. Incurante degli attacchi e dei tentativi di indurla al silenzio.

Giorno della memoria 2022: «Meditate che questo è stato»

Il 27 gennaio 1945 caddero i cancelli di Auschwitz. 77 anni dopo, il Giorno della Memoria ci ricorda l’abisso in cui era precipitata l’umanità, ma anche coloro che vi si opposero. Di quella tragedia stanno venendo a mancare anche gli ultimi testimoni, ma resta il dovere di ricordare, spiegare, discutere, accettare tutte le domande, anche le più difficili. Per evitare che quel che è stato si ripeta.

Il fascismo eterno. Un rilettura di Umberto Eco

Mentre i simboli del fascismo tornano a infestare le nostre città, il monito di Umberto Eco sul “fascismo eterno” si mostra particolarmente attuale: «Il fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme ‒ ogni giorno, in ogni parte del mondo. […] Libertà e liberazione sono un compito che non finisce mai».