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Il lavoro oggi: tra romanzo e realtà

È un romanzo, “Per giusta causa”, di Danilo Conte, avvocato del lavoro. Un romanzo straordinariamente politico. Perché non afferma tesi, non è un saggio di diritto. Solo racconta. Il suo personaggio è un po’ quello di un coro greco: assiste, ascolta, non commenta più di tanto. Storie di vita così incredibili da non poter essere che vere. Storie di lavoro sfruttato, di dignità ferita, di vita negata. Umiliazioni. E però anche resistenza.

Il salario minimo alla prova di bagnini ed educatori

Nel regno delle vacanze, in Liguria, una ragazza, bagnina “a chiamata”, viene pagata quattro euro e virgola all’ora. E, d’inverno, fa la cameriera o la barista in nero. Non molto di più guadagnano gli educatori che accompagnano e assistono, con grande professionalità, un gruppo di adulti disabili. Le condizioni di lavoro non sono numeri, ma storie concrete e quotidiane. A quando l’attenzione, almeno, della sinistra?

Il salario minimo è di destra o di sinistra?

A giudicare dalle oscillazioni intervenute negli anni ci sarebbe da chiedersi, con Gaber, se la rivendicazione del salario minimo per legge sia di destra o di sinistra. Da ultimo, finalmente, sembra che la sinistra ne abbia fatta una propria bandiera. O forse, considerando che lo chiede il 75% degli italiani, si deve concludere che, da un punto di vista economico, le persone stanno molto peggio dei politici che le rappresentano…

Dando i numeri sui salari

Le rilevazioni statistiche non lasciano dubbi: i lavoratori italiani hanno i salari più bassi d’Europa. La paga oraria lorda più bassa è di 5,64 euro/ora, quella media di 7,79 euro/ora. La contrattazione è un rimedio? I fatti dicono di no; e, per di più, sono moltissimi i contratti nazionali non rinnovati da anni. Eppure c’è chi non vuole il salario minimo e chi considera eccessiva la sua fissazione in 9 euro/ora

Delitto di sciopero: tutto il mondo è paese

Alzare il costo dei biglietti e abbassare quello del lavoro è la logica delle aziende ferroviarie di là e di qua dell’oceano. E quando i lavoratori protestano i Governi reagiscono negando loro (o limitando) il diritto di sciopero. Lo ha fatto in Italia, il 13 luglio, il ministro Salvini; lo aveva fatto, a dicembre, Biden negli Stati Uniti. È la legge del profitto, che non vuole eccezioni: né a destra né a sinistra.

Amianto e giustizia penale: tra garantismo e impunità dei colletti bianchi

Stephan Schmidheiny, già proprietario di Eternit, è stato condannato a 12 anni per omicidio colposo, in relazione alla morte per patologie correlate all’amianto di 150 lavoratori di Casale Monferrato. La sentenza, unica nel suo genere, ha fatto discutere, ma rappresenta una svolta importante se si vuol evitare che la sanzione penale sia solo uno strumento di repressione del disagio e della devianza.