Dieci spunti sulla questione sindacale

Negli ultimi decenni il sindacato non ha saputo ridefinirsi in modo coerente con le trasformazioni del mondo lavoro e si è trasformato in una struttura elefantiaca sempre più staccata dai lavoratori. Recuperare il terreno perduto è difficile ma occorre provarci, cominciando con l’unione e la semplificazione delle proprie strutture e l’elaborazione di un punto di vista critico sul modo di produrre e su cosa produrre.

Sorpresa: negli Usa i lavoratori si ribellano!

C’è, nel mondo del lavoro statunitense, un fatto straordinario. Con l’uscita dalla pandemia si sta assistendo a una scarsa disponibilità dei lavoratori a riprendere l’attività alle condizioni precedenti, a dimissioni di massa, a scioperi per ottenere condizioni di lavoro più dignitose. È una inversione di tendenza inattesa, che potrebbe rendere la società statunitense finalmente un po’ meno diseguale.

Il futuro del sindacato: burocratizzazione o rinnovamento?

Il sindacato è a un bivio: da un lato c’è una ulteriore burocratizzazione (e marginalizzazione), dall’altro un profondo rinnovamento a partire dal basso e dall’unità di tutti i lavoratori. In varie parti del mondo ci si sta muovendo nella seconda strada. Non in Italia, dove il sindacato vive nella richiesta permanente di un “tavolo” e di servizi assistenziali e di tutela al singolo lavoratore.

La salute del sindacato

Serve ancora il sindacato, nel secondo decennio del terzo millennio dopo Cristo? Seconda domanda: chi rappresenta il sindacato nella stagione della globalizzazione neoliberista, quali figure sociali tutela e quali sono invece abbandonate allo strapotere del turbocapitalismo? Terza domanda: cosa è diventato il sindacato? Domande difficili, su cui un confronto è necessario e urgente.

Si riapre la questione del salario minimo

Sul salario minimo ci sono oggi, in Italia, solo messaggi a distanza per sondare le reazioni dei diversi attori. Non così in Europa, dove l’intervento della legge sul punto è una realtà in molti paesi. In Italia il sindacato è tradizionalmente ostile e punta sulla contrattazione. Ma è tempo di scendere nel merito e verificare il senso della proposta, sotto cui si celano impostazioni opposte.

Imprese, lavoro, diritti: Italia e non solo

In questi giorni è in Italia una delegazione di esperti delle Nazioni Unite per testare lo stato di attuazione dei Principi Guida dell’Onu su imprese e diritti umani. È l’occasione per una riflessione sul livello di protezione adottata dallo Stato, sulla responsabilità delle imprese e sulle misure di riparazione e di accesso alla giustizia per le vittime di abusi.

Fermiamo le delocalizzazioni!

Delocalizzare un’azienda in buona salute per aumentare il profitto degli azionisti, magari dopo aver fruito di interventi pubblici di sostegno, non costituisce libero esercizio dell’iniziativa economica privata, ma un atto in contrasto con il diritto al lavoro. È, dunque, dovere dello Stato intervenire con norme vincolanti per arginare questi abusi.