Luca Tedoldi, professore di filosofia e storia, insegna nel Liceo Banfi di Vimercate.

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“Civil war”: oltre il turbamento

La narrazione fantapolitica di “Civil War”, ultimo film di Alex Garland, non merita l’entusiasmo con cui gli spettatori riempiono le sale. Molti si sono mostrati entusiasti per il fatto che il film sciorina la devastazione bellica non fuori ma all’interno del territorio dell’Impero. Ma davvero basta questo per definirlo un film politico, mentre la guerra sembra tele-vista, congelata in un bel quadro e spettacolarizzata?

Vista sul male

Dal film “Zona d’interesse” all’attualità. La bella famiglia del comandante di Auschwitz si cura dei figli e si gode il suo giardino ricolmo di fiori. Sa cosa sta accadendo al di là del muro, sotto le torrette, ma non avverte il tanfo dei propri privilegi. Qual è, oggi, il nostro muro? Le violenze chiuse nelle carceri, nelle fabbriche, nei cantieri, nel mare aperto, a Gaza sono lontane. Basta accusare di “buonismo” chi le evoca.