Dignità

Salvare la dignità. Piergiorgio Bellocchio e il Diario del Novecento

Piergiorgio Bellocchio (1931-2022) è stato forse il più disincantato degli intellettuali italiani, di sinistra e non solo. In questa sorta di zibaldone o di “contro-giornale” (come lo definisce), colpisce il rigore morale sostenuto da un’acutissima sensibilità per il kitsch, la sgangheratezza delle mode culturali, lo snobismo da quattro soldi che ha contaminato la cultura della sinistra diventata classe media.

Tiziano Terzani e le “Lettere contro la guerra”

«La guerra viene usata oggi per la militarizzazione delle nostre società: opponiamoci! Non votiamo per chi appoggia questa politica, controlliamo dove abbiamo messo i nostri risparmi e togliamoli da qualsiasi società che abbia anche lontanamente a che fare con l’industria bellica. Diciamo quello che pensiamo, quello che sentiamo essere vero: ammazzare è, in ogni circostanza, un assassinio».

Contro la guerra

«Quanto alle genti che restano a casa, si rallegrano di nuovi eccidi, e allorché apprendono che vi sono molti Giapponesi uccisi, ringraziano qualcuno che essi chiamano Dio. E quelli che si astengono da simili manifestazioni, se tentano di far comprendere agli altri la verità, sono considerati come transfughi, traditori; sono minacciati o ingiuriati dalla folla abbrutita».

“Esterno notte”: l’onorevole Moro e la memoria

La morte di Aldo Moro è, in Italia, “la storia” per eccellenza, che riassume in sé molteplici riferimenti e significati. Bellocchio li ripercorre in un film in cui spiccano i sentimenti, le angosce, il disagio delle persone che li hanno vissuti: non con una ricostruzione storica ma con i mezzi artistici di chi fa memoria, e dà spazio alle emozioni dei contemporanei, suggerendo tra gli altri i tratti della pietà.

“I villeggianti” di Valeria Bruni Tedeschi: carcerati di lusso condannati a vita

Sopravvivere, senza volerlo, anche alle perdite più gravi ha un che di drammatico. È questo il filo rosso che domina “I villeggianti”, penultimo film di Valeria Bruni Tedeschi. Una ricca vacanza in una villa sulla Costa Azzurra trasmette in realtà un senso angoscioso di chiusura: più che di una (lussuosa) colonia estiva, sembra quasi trattarsi di una colonia penale.

Ancora

Ancora l’Ucraina

“La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati” scriveva Gramsci. La guerra in Ucraina testimonia di una crisi dell’Europa arresa a un dominio americano che sintetizza il tramonto di un Occidente autoreferenziale e cieco.

Maria Giudice

Straordinaria la vita di Maria Giudice. Socialista, prima segretaria donna della Camera del lavoro di Torino, madre di dieci figli, compagna dei maggiori rivoluzionari di fine Ottocento e dell’inizio del nuovo secolo è, in qualche misura, il simbolo dei ribelli di tutte le epoche: contro ogni potere, anche quello maschile. Oggi la penna intensa e delicata di Maria Rosa Cutrufelli ce ne restituisce l’immagine.

Transizione

Transizione

E’ esagerato pensare che questi di oggi siano soltanto i prodromi del passaggio egemonico da Ovest a Est del pianeta, che dopo più di cinque secoli di Atlantico si stia aprendo l’era del Pacifico? L’indifferenza di tre quarti del globo per la tragedia ucraina sembrerebbe confermarlo. Riflessioni leggendo Chomsky