Memoranda/ Catastrofe

La catastrofe rende impossibile, sempre e comunque, il ritorno a un prima. Ma non bisogna tacere che, purtroppo, anche con questa immane, inedita, inimmaginabile catastrofe ci saranno ceti e gruppi che trarranno profitto e ceti popolari e marginali che diventeranno sempre più deboli, poveri, bisognosi di cure.

Il piacere di capire

Il libro Un seme di umanità, di Piergiorgio Bellocchio, ci dice che cosa leggere, ma soprattutto come leggere. Bellocchio è coltissimo ma non appartiene a scuole, è impegnato ma non è ideologico, è di parte ma non fazioso: ha passione per l’umano e per questo entra nei libri. Per lui, come per Edmund Wilson, “il piacere di capire è ancora più acuto del piacere di avere ragione.”

Il (giovane) vecchio che leggeva romanzi d’amore

“Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” di Luis Sepúlveda non è un libro come tutti gli altri, ma un libro sui libri, e sull’amore, sui libri d’amore e sull’amore per i libri, sugli amanti che si regalano libri e sui libri come regali d’amore. Per questo è una straordinaria occasione: per giovani e vecchi lettori.

Ibsen o dell’impotenza della verità

Dramma estremamente moderno “Un nemico del popolo” di Ibsen. In esso va in scena l’incapacità della verità di affermarsi dinanzi alle forze del contesto sociale in cui si manifesta, forze anche politiche in cui coesistono ambiguamente idealità e retorica, progresso e falsificazione, verità e chiacchiera, libertà e slogan.

Chi ha tradito i territori

Non lasciamo che l’unica voce udibile contro la distruzione dei luoghi sia quella delle retoriche populiste e sovraniste. Come ci mostra un recente libro di Anna Marson, il territorio è ben altro rispetto al valore finanziario dei terreni edificabili. Un principio che troppo spesso le amministrazioni di ogni colore tradiscono.

George Steiner, ultimo umanista

Il necrologio di un grande intellettuale contemporaneo scritto da un amico che ne ha condiviso momenti di vita e pensieri. Con George Steiner se ne va l’ultimo testimone di un tempo che ha visto l'”impotenza della cultura” di fronte all’orrore di cui è capace l’uomo: “un umanista strenuo che in ogni sua pagina denuncia la fine dell’umanesimo”.

Ommini da viení, séte fottuti

Siamo alle soglie di un nuovo ciclo per il quale siamo del tutto impreparati: non abbiamo le chiavi per aprire la porta. Può anche essere che dietro quella porta ci sia il nulla. Stretti tra il racconto edificante dei media e il ressentiment populista viviamo l'”età della rabbia” in cui il vittimismo ha un “fascino incendiario”.