Riace, una storia italiana

In un nuovo libro di Chiara Sasso la ricostruzione, intensa e partecipe, dell’“utopia realizzata” di Riace. Ma, questa volta, la dolcezza del racconto è preceduta dall’amaro dell’attacco potente che lo Stato italiano, la sua burocrazia, i suoi giudici hanno sferrato al microcosmo riacese e al suo sindaco.

Lager in Libia. Una sentenza, un libro

I centri di detenzione per migranti in Libia, una sentenza della Corte d’assise di Milano, un libro. Non si può, in poche righe, riassumere l’orrore che trasmettono le pagine del libro. Al termine della lettura, viene solo da dire: «Leggete questo libro, per favore. Non girate la testa dall’altra parte».

Gli schiavi dell’algoritmo e i superumani elettronici

Recensione dell’ultimo libro di Yuval Noah Harari, storico e sociologo israeliano (antisionista): “21 lezioni per il XXI secolo”. Le tre questioni cruciali trattate sono il collasso ecologico ormai in atto; i rischi di una guerra nucleare tecnologica con cyborg e droni; il momento in cui l’Intelligenza Artificiale si salderà definitivamente con le biotecnologie. Ma soprattutto: come salvarci da un’inedita schiavitù?

I diavoli di Riace

Riace “deve essere abbattuta: troppo pericolosa per chi aspira a disumanizzare la terra”. L’Inquisizione scatenata contro Mimmo Lucano e il suo “modello di accoglienza” testimonia della mutazione antropologica avvenuta sotto i nostri occhi: la colpa che gli attribuisce il potere è di “essersi preso cura” degli altri, grave eresia in tempi di egoismo forzato.

Chi è rifugiato e chi no?

Rifugiati, profughi, migranti economici: chi è rifugiato e chi non lo è? Chi ha il diritto di migrare e chi no? Non si tratta solo di categorie “perverse”, ma anche inutili a capire questo universo in movimento. Di questo parla il libro del grande reporter spagnolo Agus Morales, Non siamo rifugiati.

Sarà un tramezzino che vi seppellirà

Il racconto di un gesto che vale più di cento proclami. Come si pratica con semplicità la solidarietà restando umani nella propria attività quotidiana. “In fondo a qualsiasi tunnel, ai tubi catodici, ai titoli dei giornali e dei talkshow ci sono le persone, che sono sempre meglio di come le immaginiamo”.

Prendersi cura del mondo

Ne “La grande Russia portatile” (Salani) Paolo Nori racconta, col solito procedimento divagante, le sue esperienze trentennali in Unione Sovietica: un libro in cui tragedia e umorismo si alternano e da cui viene un monito sul rischio che, “tra le braccia della Storia”, finiamo per fare il nostro lavoro al servizio del male “utili e docili come delle vanghe”.