Memoranda/ La lezione dello sguardo

Il recente saggio di Gianluca Cinelli, Il paese dimenticato, si focalizza sul legame tra Nuto Revelli e la campagna povera cuneese e italiana, con i suoi vinti, la sua crisi e la sua lenta agonia legata a una gestione politica al meglio indifferente quando non scientemente cinica, mettendone in evidenza l’originalità dello sguardo.

Il diavolo di Bose

Enzo Bianchi fondò nel 1963 la comunità di Bose come “associazione privata di fedeli” aperta, cosa inaudita a quei tempi, a uomini e donne, e tale è rimasta anche in seguito. Con tutte le autonomie relative, compresa la presenza, tra monaci e monache, di ortodossi e protestanti. Ora l’inquisitore vaticano gli ha imposto l’allontanamento.

MEMORIA. Un percorso in libreria

Un percorso tra i libri per ricordarci il passato e proiettarci nel presente, come è proprio della Storia. Con un interrogativo inevitabile e drammatico: e se, nonostante la Memoria e le sue celebrazioni, quello che è stato fosse ancora tra di noi? E il pensiero va alla situazione inumana dei migranti in Bosnia e nei lager libici.

Dove si parla di vasi

Il Coronavirus ha scoperchiato di nuovo il vaso di Pandora rendendo evidente la fragilità del sistema globale e il baratro in cui stiamo tutti cadendo, con l’individualismo che ha sostituito la socialità e la diseguaglianza che domina. Ma ci sono anche altri vasi, come quelli delle Sephiroth, che col male lasciano uscire anche il bene. Per questo vale ancora il motto “Non mollare”

Memoranda/ L’altra faccia della luna

L’improvvisa digitalizzazione della cultura prodotta dal virus si accompagna a una sorta di “crisi della presenza” e alla perdita della dimensione sociale: prendere parte agli eventi culturali “in presenza” permette infatti di condividere un’esperienza collettiva da cui derivano lo scambio di idee e opinioni, la solidificazione di relazioni interpersonali, perfino amicizie e relazioni sentimentali.

A cosa serve Leonardo?

C’è stato un tempo in cui le opere d’arte si spostavano come pedine sulla scacchiera della politica, mosse da sovrani, papi e cardinali. Si sperava che, con l’art. 9 della Costituzione, qualcosa fosse cambiato. Il prestito al Louvre dell’“Uomo vitruviano” dimostra che non è così. Un libro descrive le tappe di questo malcostume e i tentativi di resistervi.