“Caro Diario”. La politica in prima persona

Torna in questi giorni al cinema “Caro Diario”, capolavoro di Nanni Moretti. Passano gli anni, altri film che gridavano cose orrende e violentissime si sono imbruttiti e più nessuno (o quasi) li cerca; ma questo film, che già allora diceva cose giuste, è divenuto uno splendido ventisettenne e vale la pena continuare a parlarne.

Arte è liberazione

“Arte è liberazione”, è un libro di splendide immagini e parole nel quale Tomaso Montanari e Andrea Bigalli (rispettivamente storico dell’arte e prete dei poveri e teologo) leggono e interpretano 20 opere d’arte. È un viaggio affascinante, insieme estetico e politico, un’immersione commossa nell’infinito sentimento della dignità dell’uomo.

Fare scuola a casa: tra pragmatismo e antistatalismo

Sono alcune migliaia le famiglie italiane che si occupano direttamente dell’educazione dei figli. La loro estrazione, come segnala un libro recente, è eterogenea (libertari laici e fondamentalisti cristiani, minoranze etniche e religiose, antistatalisti e pedagogisti della descolarizzazione) ma alla base c’è sempre il disconoscimento della dimensione politica dell’esistenza.

1974. Come eravamo

Un nuovo romanzo di Pierluigi Sullo ci porta dal ’68-69 direttamente nel 1974, un anno contraddittorio e terribile, segnato da stragi, tentativi di golpe, derive terroristiche a sinistra, ma anche dal referendum sul divorzio, dal Vietnam, dalla rivoluzione dei garofani in Portogallo. E intanto una generazione cerca nuovi approdi.

«Cosa resta della rivoluzione»

Un film avvincente. Un bilancio dell’eredità ricevuta dalla generazione del ’68, di cui restano – ahimè – solo “libertà e perline colorate”. Un grande vuoto. Non resta nulla della rivoluzione. L’eredità dei padri è stata tradita. Ma da qui nasce una nuova voglia di ribellarsi, prima di tutto alzando la testa e guardando il mondo dritto in faccia.

Il mondo si è ingolfato

La gabbia neoliberista, potenziata dalla rivoluzione elettronica, rivela le sue pulsioni suicide. E sembrerebbe arrivata al capolinea la pretesa di regolare il globo asservendolo a una supposta razionalità del capitale. Ci resta il detto spagnolo Mal de todos consuelo de tontos, tanto più lucido e realistico del nostro Mal comune mezzo gaudio. O, più seriamente, la resilienza.

Accadde a Torino

Chi era quel padre, amato e detestato, che le ha riempito la vita di un vuoto ingombrante? La domanda percorre “Città sommersa” di Marta Barone (Bompiani, 2020): un romanzo emozionante e, insieme, un tassello prezioso per restituire dignità agli anni Settanta, per dire che non sono stati soltanto anni in cui «si sparava per le strade».

Contro la democrazia diretta: un approccio editoriale

L’ultimo libro di Francesco Pallante è una riflessione politica appassionata. Ma si presta anche a un’analisi editoriale. Cosa si richiede a un libro, oggi? Di avere buoni contenuti, ovviamente; ma anche di essere comprensibile, esauriente, approfondito e, ciononostante, succinto. Requisiti che si trovano in “Contro la democrazia diretta”.

Dove andrà la cultura dopo la quarantena?

Dove andrà la cultura? Nel lavoro culturale è sia necessaria sia desiderabile una gigantesca collettiva imprevista mossa del cavallo da parte degli attori che a vario titolo e in diversa forma creano cultura nel senso di produrre umanità: uno strappo collettivo nel vestito che l’opinione dominante vuole cucirci addosso.