Annegare nell’indifferenza

Le morti nel Mediterraneo continuano con un ritmo impressionante. Ma le autorità italiane ritirano nelle acque territoriali i mezzi navali in passato utilizzati per il salvataggio e ostacolano in ogni modo l’intervento delle navi delle organizzazioni umanitarie. La cultura del rifiuto e dell’intolleranza sembra vincente.

L’ordinanza farlocca del presidente Musumeci

Il caldo estivo e un malaccorto protagonismo hanno indotto il presidente della Regione Sicilia Musumeci ad arrogarsi poteri inesistenti e a dare ordini illegittimi ai prefetti e al Ministero degli interni. Il TAR, com’era ovvio, ha immediatamente sospeso la sua ordinanza ma resta il messaggio politico demagogico e razzista.

Un urlo infinito attraversa il Mediterraneo

«Stiamo morendo» è l’urlo che arriva dai barconi alla deriva nel Mediterraneo fra la Libia e la zona SAR maltese e che si smorza nel silenzio della nostra omissione di soccorso. È un urlo straziante ma non è il solo. E resta senza risposta da parte di una politica insensibile e complice. Sia pure con qualche eccezione.

I sommersi e i salvati

L’immagine che ritrae il cadavere di un uomo incastrato tra i tubolari di un gommone, che vaga, rifiutato anche dopo morto, nel Mediterraneo, è l’emblema delle politiche migratorie nel mondo. Anche l’emozione e la rabbia sembrano svanire. Eppure un’alternativa esiste. Ma bisogna gridarla e, soprattutto, essere coerenti.