Un pericoloso criminale

Due giorni fa Emilio Scalzo non è tornato a casa a Bussoleno. È stato arrestato per strada da quattro volanti della polizia in forza di un mandato di arresto finalizzato all’estradizione in Francia: l’accusa è di aver aggredito un gendarme francese durante una manifestazione in favore di migranti al confine fra Clavière e Monginevro. A questo servono i trattati europei?

Afghanistan: oltre le parole

La drammatica situazione in Afghanistan impone all’Italia e all’Unione europea un dovere generalizzato di accogliere le persone in fuga dal paese, di garantire in ogni modo l’ingresso dei cittadini afghani anche in esenzione di visto e di fornire loro tutte le informazioni utili per poter accedere alla richiesta di protezione internazionale.

Immigrazione: la lezione del 1991

Nell’agosto 1991 l’Italia scoprì che poteva essere meta di immigrazione di massa di uomini e donne in fuga. Accadde a Bari e quel cargo mercantile stracolmo di 20.000 corpi senza bagagli provenienti dall’Albania fa parte della memoria nazionale. Trent’anni dopo tutti sappiamo che è stato un fenomeno salutare. Ma le lezioni della storia vengono spesso ignorate.

La Convenzione Onu sui rifugiati ha settant’anni

Sono passati 70 anni dalla firma della Convenzione Onu sui rifugiati: uno strumento di tutela tanto prezioso quanto insufficiente. Alla fine del 2020, infatti, il numero di persone rifugiate o “sfollate” nei propri Paesi, è arrivato a 82,4 milioni, una cifra più che raddoppiata nell’ultimo decennio. Ma i Paesi ricchi girano gli occhi dall’altra parte.

L’altra faccia delle Canarie

Nell’immaginario collettivo le Canarie sono una realtà di turismo, di vacanza e di benessere. In realtà sono anch’esse terre di approdo di migranti, soprattutto senegalesi, dopo mesi di cammino, attraverso il deserto e sotto il ricatto dei trafficanti. E anche qui, come in Italia, essi non trovano accoglienza ma centri di detenzione.

Libia, una benda per non vedere?

​«Noi chiediamo di non alimentare più i carnefici che imprigionano i migranti, le barche che li vanno a ripescare per riportarli nei lager. E chiediamo che le organizzazioni nate per salvare le loro vite non trovino tanti bastoni tra le ruote. Non stiamo chiedendo che il Governo gli salvi la vita. Stiamo chiedendo che il governo non sia complice…».

«Salvati tu che hai un sogno»

Cambiano i Governi ma non le politiche. L’Italia incrementa i fondi per la cosiddetta Guardia costiera libica e rafforza l’assistenza tecnica e militare. Il risultato è l’aumento delle violenze e delle morti nel Mediterraneo (886 dall’inizio dell’anno). E salvarsi diventa sempre più un’avventura, come racconta un intenso romanzo autobiografico di Cherif Karamoko.

Omissione di soccorso

«È il momento della vergogna» ha suggerito il papa di fronte all’ennesima, terribile strage di migranti nel Mediterraneo. Ma l’Italia e l’Europa si sono limitate a parole di circostanza e ad accusare i trafficanti, tacendo sul mancato invio di navi per soccorrere i migranti in balia delle onde pur nella piena consapevolezza della situazione.