Malta, un vertice soprattutto mediatico

L’accordo di Malta per un’accoglienza condivisa dei migranti giunti sulle nostre coste ne prevede una ripartizione assai limitata, riguardando i soli paesi disponibili e i soli naufraghi soccorsi in mare. È, inoltre, una semplice bozza da sottoporre al vertice dei ministri dell’Interno. Ogni ottimismo è, dunque, prematuro.

Quei migranti da aiutare a casa loro

Buona parte dei migranti che tentano la fortuna sui barconi nel Mediterraneo non sono mossi da persecuzioni o guerre, ma dalla invivibilità del loro territorio. Soprattutto per ragioni climatiche. Ma di ciò si preferisce non parlare e spesso gli interventi proposti dai Paesi ricchi non fanno che peggiorare la situazione.

Il rifiuto di Pia

Pia Klemp, capitana delle navi Sea Watch 3 e Iuventa, ha rifiutato l’onorificenza conferitale dalla municipalità di Parigi per la sua attività nel Mediterraneo contestando le pratiche di mancata accoglienza della città nei confronti dei migranti. «Permessi di soggiorno e case per tutte e tutti!», ha aggiunto.

Il credo di Salvini: «Viva la muerte!»

Impedire il salvataggio in mare, come fa il decreto sicurezza bis, ha un effetto evidente: la morte, programmata e imposta come metodo di controllo dei flussi migratori. Si tratta di una vera e propria legge razziale perché esclude dal godimento dei diritti fondamentali alcune categorie di persone individuate di fatto sulla base della razza.