Costruiamo l’Europa dei diritti

«Fermiamo l’Europa dei muri e delle stragi, costruiamo l’Europa dei diritti, ascoltiamo la società civile. Rilanciamo la mobilitazione perché ciò avvenga». Con questo appello, comprensivo di 10 proposte operative, il “Forum per cambiare l’ordine delle cose” chiede ai parlamentari europei e italiani un radicale cambiamento delle politiche migratorie.

Migranti: il fallimento dei decreti flussi

La politica tesa a regolamentare gli ingressi dei migranti in Italia attraverso il sistema delle quote prestabilite è fallito. Per molte ragioni, la più importante delle quali è che le assunzioni a distanza di persone sconosciute (su cui i decreti flussi si fondano) non funziona e non può funzionare. Bisognerebbe puntare su ingressi e permessi di soggiorno in attesa di occupazione, ma il governo preferisce finzioni e demagogia.

Il ritorno della schiavitù

I massacri a Gaza e sul fronte russo ucraino stanno creando un’assuefazione diffusa. Ma la disumanizzazione nelle relazioni internazionali non si arresta agli eventi estremi del genocidio e della guerra. Su molti altri fronti si sperimentano pratiche disumane, inconcepibili fino a qualche tempo fa. La persecuzione del popolo dei migranti e richiedenti asilo ha superato una soglia che ci fa fare un balzo all’indietro di secoli.

I migranti: sempre cittadini di serie B

Se il cittadino per nascita commette un reato ciò non incide, di regola, sul suo status. Ma se il reato ha matrice terroristica e a commetterlo è un cittadino originariamente straniero la cittadinanza gli viene revocata. Il periodo per farlo viene portato, con il disegno di legge-sicurezza, a 10 anni dalla condanna definitiva. Con ulteriore violazione del principio di uguaglianza e del carattere universale della cittadinanza.

Migrazioni: il realismo cinico di Minniti

I “competenti” – Marco Minniti tra loro – si distinguono dalle anime belle per il realismo. Accettano che i migranti muoiano attraversando le frontiere, ma non lo fanno per ostilità bensì perché “non si possono accogliere tutti”. E gli Stati che organizzano campi di detenzione dove i diritti sono strutturalmente violati vanno bene perché i nemici assoluti sono i “trafficanti”. Naturalmente in difesa delle nostre democrazie.

Attenzione: l’obiettivo non sono i migranti, sono i poveri

Percorrendo la rotta dei Balcani ho visto reticolati e muri, squadracce armate, cani aizzati contro disgraziati in fuga, violenze selvagge. E alla fine ho capito: i migranti sono una categoria sperimentale. Dietro di loro si staglia il bersaglio grosso: i poveri, gli esclusi dal grande mercato, i colpevoli del non consumo. Oggi l’Italia è entrata tra i Paesi nazionalisti in prima linea su questo fronte. Ci attendono tempi molto duri.