Recovery fund, freniamo gli entusiasmi

La proposta della Commissione europea per la ripresa dell’economia è finalmente arrivata. Ci sono alcuni elementi positivi di novità. Ma è bene evitare trionfalismi. E non solo perché, se tutto andrà bene e non ci saranno stravolgimenti, le prime risorse saranno disponibili solo tra un anno. In realtà c’è ancora molta strada da fare.

Servono tanti soldi, ma non quelli del MES

Ricorrendo al MES si accede a una linea di credito e un nuovo debito aumenta il rischio di una procedura di sorveglianza rafforzata sui nostri bilanci e di conseguente commissariamento. Il punto non è l’entità del tasso di interesse ma il fatto che un prestito non è un trasferimento unilaterale e un debito non è un versamento a fondo perduto.

Vivere meglio con meno

La crisi innescata dal Coronavirus ha messo in luce le debolezze dell’economia capitalista ossessionata dalla crescita. Il risanamento del sistema e la creazione di una società giusta richiedono un ripensamento a partire da un’idea non superficiale di “decrescita” e dei suoi valori (la sostenibilità, la solidarietà, l’equità e il ben vivere).

Superare il capitalismo

Il virus ha svelato l’insostenibilità del nostro sistema economico. Non è solo lo Stato assistenziale azzoppato che viene chiamato in causa, ma anche i rapporti di produzione, il rapporto perverso tra accumulazione capitalistica e distruzione dell’ambiente, l’illusione dell’estrazione infinita di valore dai beni finanziari.