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Dopo i trattori: un “protezionismo intelligente” per l’agricoltura

L’agricoltura è, per la politica, una cenerentola da far sopravvivere a forza di sussidi. Non recupererà un ruolo primario nel sistema economico senza scelte rigorose in direzione della “sovranità alimentare”, dell’eliminazione del cappio dei prezzi fissi su scala internazionale, dell’avvicinamento dei luoghi di produzione e di quelli di consumo. Quel che occorre, in sintesi, è un “protezionismo intelligente”.

Riforma fiscale: “lasciate che i ricchi vengano a me”

Questa, in sintesi, la riforma fiscale: se sei povero, non hai sconti fiscali; se hai un reddito basso, risparmi di più quando il tuo reddito si avvicina a quello medio; se hai un reddito medio-alto, hai il risparmio maggiore; se hai un reddito alto, lo sconto diminuisce quando hai maggiori spese: se hai un reddito altissimo, hai lo sconto pieno. La domanda è ineludibile: è incapacità o malafede?

Un nuovo favore agli evasori: il concordato preventivo

Il ministero dell’Economia segnala che il 68,5 per cento di lavoratori autonomi e imprenditori evade, in misura maggiore o minore, l’imposta sui redditi. E cosa fanno Governo e Parlamento? Introducono un “concordato preventivo”, cioè una proposta dello Stato che, ove accolta, metterà il destinatario al riparo da controlli per due anni. Una pacchia per gli evasori! E un danno ingente per lo Stato (cioè per tutti noi).

Superbonus edilizio: i pro e i contro

Il superbonus al 110% è stato un intervento ingente e discusso, che ha avuto effetti giudicati positivi dalle agenzie di valutazione sull’aumento del Pil, sull’ambiente, sulle imprese, ma anche sul deficit tendenziale. Su quest’ultimo parametro si scopre che – al contrario di ciò che dicono Meloni e Giorgetti – ha liberato risorse per la prossima legge di bilancio.

Il rating dell’Italia salvato dai pensionati

Il duo Meloni-Giorgetti tira un sospiro di sollievo. L’Italia è passata sotto le forche caudine del rating delle maggiori agenzie sostanzialmente incolume, anzi con qualche miglioramento. Ciò grazie a scelte di bilancio all’insegna dell’austerity, con una particolare cattiveria nei confronti dei pensionati e del settore sanitario. In parole povere, i pensionati salvano il rating del Paese ma non vengono premiati, bensì puniti.

Democratizzare le banche centrali

L’indipendenza delle banche centrali è l’emblema del potere dominante del capitale finanziario sulla politica e sulla democrazia. Per di più l’attuale sistema si mostra sempre più incapaci di “guidare” l’economia. C’è una sola via d’uscita, coerente con il carattere di bene pubblico del sistema monetario: coinvolgere nella sua gestione le organizzazioni dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori.