​TAV. Difendiamo la vita e la bellezza

Giovedì 10 dicembre, alla vigilia delle decisioni del Consiglio Europeo e del Senato su clima e finanziamenti della Torino-Lione, Telt ha iniziato i lavori per l’allargamento del cantiere di Chiomonte. Di nascosto, di notte, in pieno “coprifuoco”. La Valle ha risposto compatta sfidando la repressione e la disinformazione. Qui una testimonianza di Nicoletta Dosio sulla manifestazione di domenica 13.

«A testa alta», dalla Sicilia alla Val Susa

Emilio Scalzo, immigrato bambino dalla Sicilia, poi macellaio e pescivendolo, oggi vegetariano e No Tav ha scelto di essere, tra molte difficoltà, «un sanbernardo e non un lupo». La sua vicenda è importante per i tratti personali ma anche perché è la storia di una comunità, di un movimento in cammino non solo contro un treno.

Dana, i giudici e l’ordine costituito

Dana è stata ritenuta responsabile a titolo di concorso in una violenza privata non materialmente commessa, condannata a una pena esemplare, esclusa da ogni misura alternativa per «avere sfidato l’ordine costituito». Così scrivono i giudici evidenziando una cultura in cui lo scontro sociale è ridotto a questione criminale.

Lo sdegno non basta

Dana è in carcere per avere manifestato pacificamente e per non avere rinnegato la militanza No TAV. È un attacco all’intero movimento che segue alle accuse infamanti e infondate di terrorismo, al numero abnorme dei processi penali, alle pene spropositate. Occorre reagire chiamando a raccolta tutte le forze democratiche del Paese.

Dana e il nostro futuro

Dana è in carcere per aver difeso la sua, la nostra valle, il nostro ambiente, la nostra salute. Siamo preoccupati, molto preoccupati. Per Dana, ma anche per il futuro. Dovrebbero essere in molti a preoccuparsi, perché a molti capiterà in futuro di dover difendere la vivibilità della propria terra e allora diventeranno tutte e tutti Dana!