Una lettera dal carcere

Nicoletta è in carcere da oltre un mese, quasi interamente trascorso nella sezione “nuove giunte”, caratterizzata da precarietà e ridotta socialità. In una lettera riflette sul carcere: «un’istituzione finalizzata unicamente al controllo sociale, la risposta repressiva a quei diritti che tante costituzioni sanciscono, ma che restano lettera morta».

Interruzione di pubblici servizi?

Ogni giorno sull’autostrada del Frejus il traffico è paralizzato per il cambio turno degli agenti in servizio al cantiere di Chiomonte. Sabato il palazzo di giustizia di Torino è stato chiuso per “timore di manifestazione”. Intanto, Nicoletta è in carcere per interruzione di pubblico servizio. C’è qualcosa che non torna. A dir poco.

Nicoletta: pensando a Steinbeck e Bruce Springsteen

Rifiutando le misure alternative al carcere, Nicoletta si colloca in una tradizione di ribellione e coerenza tramandata da scrittori e poeti. Risuonano nel suo gesto, l’eco di Steinbeck e di Bruce Springsteen, di “Furore” e di “Ghost of Tom Joad”, e le ragioni di chi, opponendosi all’ingiustizia, viene criminalizzato.

Politica, malavita e grandi opere

Le indagini che hanno sollevato il sipario sui rapporti fra politica e malaffare in Piemonte confermano l’intreccio le tra grandi opere, il partito trasversale del cemento e la malavita organizzata. Lo sanno tutti ma nessuno interviene neppure con provvedimenti minimi come vietare il subappalto. Non è certo un caso.

Il TAV, l’ambiente, i grandi giornali

Per cercare di stroncare la lotta della Val Susa e di fronte all’imponente partecipazione anche alla marcia dell’ultimo 8 dicembre i grandi giornali ironizzano sulla “conversione ambientalista” del movimento No TAV. Ignorando che l’opposizione al TAV nasce proprio in difesa del territorio e, per questo, continua anche dopo il varo dei bandi.

TAV. Venaus 14 anni dopo

Anche quest’anno, l’8 dicembre, almeno 15.000 persone hanno sfilato da Susa a Venaus per ricordare quando, 14 anni fa, il Movimento No Tav si riprese i terreni cintati dalla polizia per consentire i carotaggi. A dimostrazione che l’opposizione alla linea Torino-Lione prosegue e fa scuola, anche tra i giovani.