Il movimento No TAV è giovane!

Al presidio dei Mulini, in Clarea, i ragazzi sfuggono alle ruspe e ai poliziotti salendo sui tetti delle baite e sugli alberi. I giovani, tantissimi, venuti su quasi all’improvviso, come funghi, si affiancano ai vecchi, tuttora attivi e determinati, in questa valle alpina per niente pacificata che continua a dire di no a un’opera inutile e assurda.

Non arrendersi

Sono passati nove anni da quando, a Chiomonte, migliaia di persone difesero per ore la “Libera Repubblica della Maddalena” dall’aggressione delle forze di polizia. Dopo nove anni la resistenza e la ribellione contro devastazioni e autoritarismo continuano: e accanto ai presidianti con i capelli bianchi ci sono centinaia di ragazzi e ragazze.

Conti, fatti e misfatti

La Corte dei Conti europea documenta l’inutilità del TAV Torino-Lione. Lo aveva già fatto nel 2018 e altrettanto hanno fatto la Corte dei Conti italiana e quella francese. Ma i dati e gli argomenti non interessano politici, imprenditori e media la cui impostazione è tutta ideologica e appiattita su un modello economico fallimentare.

Il TAV e i giornali di famiglia

Una singolare intervista dell’architetto Virano all’“Huffington Post” sulle responsabilità della burocrazia per i ritardi nella realizzazione della Torino-Lione rimette in primo piano gli interessi dei neo-proprietari della testata giornalistica nella partita per la spartizione degli agognati 1.250 miliardi dell’imminente piano infrastrutturale.

Il carcere, Nicoletta e gli altri

Da ieri, dopo tre lunghi mesi, Nicoletta è uscita dal carcere. È in detenzione domiciliare e con molti vincoli ma è a casa. C’è voluta l’epidemia per raggiungere questo risultato! Ora sono necessari – lo chiede per prima Nicoletta – provvedimenti per assicurare la scarcerazione di un più ampio numero di detenuti. Subito!

Una lettera dal carcere

Nicoletta è in carcere da oltre un mese, quasi interamente trascorso nella sezione “nuove giunte”, caratterizzata da precarietà e ridotta socialità. In una lettera riflette sul carcere: «un’istituzione finalizzata unicamente al controllo sociale, la risposta repressiva a quei diritti che tante costituzioni sanciscono, ma che restano lettera morta».