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La “via della seta” e le bugie con le gambe corte…

Due notizie recenti mostrano per l’ennesima volta il pozzo di bugie che sorregge il progetto Tav in Valle di Susa. Doveva essere un tassello fondamentale della “via della seta” da Lisbona a Pechino e un toccasana per la crisi occupazionale della zona. Oggi la “via della Seta” è archiviata e sono stati licenziati i 36 (sic!) lavoratori valsusini impegnati nell’opera. Nessun problema, si troverà qualche altra bugia…

Resistenze parallele

L’8 dicembre i No Tav hanno sfilato in corteo, come ogni anno dal 2005, per ricordare la “presa di Venaus”, tappa importante dell’opposizione contro la follia di un treno inutile e devastante. Tra gli anziani che passano il testimone e i giovani che lo raccolgono riecheggiano ricordi della Resistenza che ha attraversato la valle. Quei richiami ripropongono il valore dell’antifascismo e lanciano un invito a tutti: se non ora quando?

Tav in Valsusa: la Felicità fa rumore

Il Festival ad Alta Felicità ha compiuto otto anni. E ha fatto più rumore che mai. Decine di migliaia di persone sono arrivate a Venaus per stare insieme, per seguire concerti, per assistere e partecipare a dibattiti e, soprattutto, per dire che questo mega tunnel inutile e dannoso va fermato. L’establishment ha cercato in molti modi di fermarlo ma è riuscito solo a rendere il popolo no Tav più numeroso e determinato.

Refuse d’entrée. Vietato l’ingresso in Francia ai No Tav

Anche sul versante francese cresce l’opposizione al Tav che organizza una grande manifestazione a Saint Jean de Maurienne. Le istituzioni francesi rispondono con un surplus di repressione, che coinvolge anche gli italiani diretti alla manifestazione, ai quali è impedito, di fatto o con un foglio di via, l’attraversamento della frontiera. La motivazione? Sono no Tav e, quindi, pericolosi per l’ordine pubblico e non solo…

Il bene comune alla prova di una linea ferroviaria

«Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta». La sollecitazione di papa Francesco sta alla base di un nuovo libro (“Prendersi cura della casa comune”) curato dai Cattolici per la vita della Valle nel quale la Nuova linea ferroviaria Torino-Lione viene discussa e criticata alla luce dei principi affermati nell’enciclica “Laudato si’”.

Fulvio che detestava i funerali

Fulvio non c’è più. Se ne è andato investito da un’auto davanti al presidio di Venaus, il luogo dove aveva scelto di vivere e di accogliere tutti i no Tav che transitavano da quelle parti. Il suo funerale è stato, come lui avrebbe voluto, un incontro privo di retorica, all’insegna di ricordi, di prese in giro, di risate. Perché, come ha detto qualcuno, abbiamo la fortuna, nonostante tutto, di vivere in una comunità bella e forte.

Dalla Francia un appello: fermate il TAV Torino-Lione!

In un momento in cui bisogna fare di tutto per limitare il riscaldamento globale, il Governo sostiene di non avere i soldi per la sanità, i treni quotidiani sono degradati e le infrastrutture ferroviarie sono insufficienti, chiediamo di fermare il progetto Lione-Torino, la cui unica logica è quella di trasportare merci sempre più lontano e di mantenere questo culto energivoro e distruttivo. Questo l’appello di 150 personalità.

“La scelta”: un film sull’opera inutile e la gente comune

“La scelta” di Carlo Augusto Bachschmidt, è un film sull’alta velocità Torino-Lione. Non la storia dell’opposizione all’opera inutile, ma un resoconto a spot di quello che è accaduto in valle negli ultimi dieci anni, l’immagine di una contrapposizione insanabile: da una parte la gente comune che si batte, dall’altra le macchine, l’esercito e la politica (anche quella che promette e non mantiene).

La destra vince in Svezia e ferma l’alta velocità

Mentre in Italia il nuovo Governo prepara un’offensiva generalizzata sulle grandi opere, in Europa anche a destra è in corso un ripensamento. È il caso della Svezia dove la nuova maggioranza ferma i lavori di una linea ad alta velocità osservando, tra l’altro: «Puntare sull’alta velocità rischia di compromettere altri investimenti necessari. Gli investimenti nella rete ferroviaria devono privilegiare i treni pendolari».