Riprende la corsa agli armamenti 

La pandemia non sta insegnando nulla. Invece di una cooperazione a tutela delle diverse forme di vita riprende la corsa agli armamenti. Gli Stati Uniti si stanno preparando a installare nel Pacifico e in Europa impianti per il lancio da terra di missili ipersonici, particolarmente veloci e distruttivi. E la Russia non sta a guardare.

Regno Unito. Diritto allo studio e prostituzione

Per aiutare gli studenti in difficoltà economiche le istituzioni scolastiche ricorrono, in genere, a borse di studio, cancellazione delle tasse, assegnazione di alloggi o altri servizi. Più singolare la scelta dell’Università di Leicester: incoraggiare e tutelare gli studenti che si guadagnano da vivere con il “lavoro sessuale”, ovvero prostituendosi.

Cose turche 

La Turchia si è ritirata dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Il gesto, altamente simbolico, è l’ennesima tappa della trasformazione della Turchia in un regime autoritario che calpesta quotidianamente i diritti umani fondamentali.

Da quale pulpito signor presidente!

Biden definisce Putin un killer. Probabilmente, in senso tecnico non ha torto. Ma quando si parla di omicidi politici o di interferenza nelle elezioni altrui, non è certo dal pulpito degli Stati Uniti che si possono impartire lezioni. E tutto fa pensare che, in contrasto con le previsioni, dopo Trump si prepari una nuova guerra fredda.

Morti che ci riguardano

Nel 2020 sono state uccise nel mondo ben 331 persone che si battevano per i diritti umani e, spesso, per la salvaguardia del loro territorio, specialmente in America Latina e in Africa. Sono in buona parte “danni collaterali” del nostro sviluppo, che impone deforestazioni, apertura di nuove miniere, estrazione di altro petrolio.

Iraq. L’invito al Papa delle donne Yazidi

Mentre il Papa si accinge alla visita in Iraq è utile rilanciare l’accorata lettera indirizzatagli a gennaio dal Consiglio delle Donne Yazidi di Sinjar con l’invito a fare tappa, durante il viaggio, nella loro città distrutta e razziata dall’Isis, sede di una comunità di fede vittima di un genocidio e tuttavia intenzionata a resistere.

A dieci anni dalle “primavere arabe”

Dieci anni fa, nel mese di gennaio, massicce manifestazioni riempivano le piazze di molti paesi del mondo arabo. Gli effetti sono stati rilevanti anche se eterogenei. Le letture di tali fenomeni sono state peraltro assai spesso superficiali e incapaci di inserirli nelle dinamiche sviluppatesi negli untimi 50 anni in quella regione.

La Corte penale internazionale, Israele, la Palestina

La Pre-Trial Chamber ha riconosciuto la competenza della Corte penale internazionale a giudicare i crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Palestina. Il riferimento è ai crimini commessi «da chiunque» ma il premier israeliano Netanyahu è corso subito al riparo, bollando il fatto come «puro antisemitismo». Non è un bel segnale.