La guerra in Ucraina vista dal Brasile

La guerra in Ucraina non ha suscitato in Brasile particolari reazioni: per la distanza, per ragioni culturali ma anche per ragioni politiche di opposto segno. Per Bolsonaro e l’estrema destra, infatti, Putin è un punto di riferimento fondamentale, mentre per Lula e per la sinistra entra in gioco un forte riflesso condizionato di antiamericanismo.

guerra in casa

La guerra in casa – Il tradimento/3

L’Ucraina vissuta, infinitamente diversa dall’Ucraina madiatizzata, raccontata per Volere la luna da un imprenditore che lì ha lavorato per oltre trent’anni, dalla caotica transizione post-sovietica fino alle ultime settimane che hanno preceduto l’invasione russa. Una testimonianza preziosa per chi vuol capire, fuori da schemi ideologici e tifoserie di schieramento.

Ucraina: sempre più una “guerra di attrito”

Il conflitto in Ucraina sta diventando una guerra di posizione. Proseguendo con questo ritmo, ci saranno nei prossimi mesi decine di migliaia di morti e feriti da entrambe le parti. La prima guerra mondiale ha insegnato che in conflitti di questo genere non c’è “vittoria” e che l’unico futuro è liberare l’umanità dall’orrore di tutte le guerre. Ma la coazione a ripetere gli stessi errori sembra insuperabile.

Il pianeta in crisi: tempesta perfetta o caos sistemico?

La guerra in Ucraina va ad aggiungersi ai tanti conflitti armati sparsi nel mondo, e i conflitti si aggiungono alla crisi alimentare e a quella climatica. Gli effetti di questi tre fattori, per di più, non sono additivi ma moltiplicativi. Così i paesi simultaneamente affetti da due o tre crisi fanno registrare livelli di denutrizione fino a 12 volte maggiori di quelli dei paesi affetti da uno solo.

La guerra in Ucraina: c’è chi dice no

Mentre la guerra continua con il suo carico di morti, feriti e profughi e il mondo è percorso da inni alla guerra c’è, in Russia, in Bielorussia e in Ucraina, chi, a costo della vita, lavora per la pace: sono gli obiettori di coscienza, che disertano l’arruolamento e il campo di battaglia. Due appelli ne chiedono riconoscimento e protezione da parte dell’Europa.

C’è un’alternativa alla guerra: ora

L’unica vera alternativa alla guerra è la pace. Ma ciò è negato ogni giorno, nelle parole e nei comportamenti. E se smettessimo, almeno a sinistra, di discutere se siamo più o meno pacifisti e ci ponessimo, tutti, un obiettivo politico-economico, e diretto: non accettare la mancanza di alternative alle spese militari e lavorare per spostare le spese previste ora per il riarmo all’ambiente, alla sanità, allo ius soli?

India: l’onda lunga della guerra in Ucraina

L’onda lunga della guerra in Ucraina si abbatte anche sull’India e sui paesi del Sud del mondo. Gli aumenti dei prezzi dei cibi, infatti, aggravano la drammatica situazione di insicurezza alimentare già pesantemente segnata dalla pandemia. Intanto, si intravedono, nei mercati dei futures collegati a materie prime alimentari, attività speculative foriere di ulteriori aumenti dei prezzi.

Gaza: se gli aiuti umanitari cancellano i diritti

Nel 2022, a Gaza, i palestinesi che hanno bisogno di assistenza per sopravvivere sono 1,3 milioni (circa il 63% dei residenti). Dunque gli aiuti umanitari sono necessari. Ma occorre che avvengano nella consapevolezza che questa situazione è frutto della scelta del Governo israeliano di trasformare i palestinesi da popolo con diritti politici in una comunità indebolita dipendente dall’assistenza umanitaria.

tradimento

Il tradimento (seconda stagione) – Verso la guerra

Il tradimento (seconda stagione) completa la ricostruzione da parte di un testimone diretto delle vicende che hanno portato alla guerra attuale con particolare attenzione al ruolo svolto dagli Stati Uniti nella politica ucraina, da “Euromaiden” e conseguente “colpo di stato” alla vicenda della Crimea fino alla guerra civile strisciante nel Donbass e all’invasione russa.

Da Gerusalemme a Berlino: una settimana di passione

Il mondo sembra impazzito. Da Gerusalemme a Berlino dove, nel summit dei ministri degli esteri dei paesi della NATO, è stata annunciata la richiesta di adesione di Svezia e Finlandia. Se la richiesta venisse accolta la Russia e la NATO si fronteggerebbero lungo un confine di oltre 1300 chilometri con gravi rischi di una terza guerra mondiale. Per evitare tutto questo basterebbe che un solo leader europeo dicesse: No!