Hammamet

In “Hammamet” scorrono gli ultimi mesi di vita di Bettino Craxi. Ma sbaglierebbe chi vi cercasse una cronaca, una rilettura politica, un giudizio. Gianni Amelio sceglie una strada diversa e tratteggia il ritratto intimo di una decadenza e di un potere smarrito, di una sconfitta e di una marginalità mai accettate.

TOP 20. Un anno al cinema (e su Netflix)

Il 2019 è stato un anno intenso, un’ottima stagione cinematografica. Difficile, e inevitabilmente soggettivo, stilare una classifica dei 20 film più interessanti. Eccoli comunque – pur con qualche inevitabile omissione – da “Vice – L’uomo nell’ombra” di Adam McKay a “Burning” del coreano Lee Chang-dong.

The Irishman

“The Irishman” di Martin Sorsese, racconto di sé di un sicario di mafia, riecheggia il capolavoro di Sergio Leone “C’era una volta in America”. Entrambi sono sconsolati e pervasi da un senso di sconfitta ma “The Irishman” è più sommesso e asciutto nel decretare la fine di una storia personale e collettiva.

Torino Film Festival: Sofà

In un non esaltante Torino Film Festival spicca “Sofà” di Bruno Safadi, affresco kafkiano delle contraddizioni dell’attuale Brasile raccontate sul filo del paradossale peregrinare per le strade di Rio De Janeiro di un’insegnante e di uno strano pescatore che portano con sé un divano trovato in mare.

Parasite

Vincitore della Palma d’Oro all’ultimo festival di Cannes, e in Italia preventivamente celebre anche per la presenza nella colonna sonora di “In ginocchio da te” di Gianni Morandi, “Parasite” del coreano Bong Joon-ho è una spietata e torva farsa macabra, ricca di riferimenti alla contemporaneità e di chiari sottotesti politici.

Joker

Reduce dal Leone d’Oro di Venezia, “Joker” di Todd Phillips continua a far discutere e a dividere. In realtà è un buon film, che riflette un feeling con aspetti della contemporaneità più problematica, ma lascia forte la sensazione di una certa artificiosità e sembra voler apparire più originale e rivoluzionario di quanto in realtà sia.

C’era una volta a hollywood

Con “C’era una volta a Hollywood”, nono film di Quentin Tarantino, la drammatica vicenda del massacro di Sharon Tate ad opera di Charlie Manson e dei suoi discepoli viene riproposta nei territori del “fantastico”. A riprova della collocazione del cinema dell’autore nel campo dell’ideale, del simbolo e dell’invenzione.