«I care a lot»

Aldilà di qualche ridondanza un po’ didascalica, I care a lot è una riuscita satira in salsa thriller, inquietante e beffarda, del mito dell’intraprendenza americana priva di ogni bussola etica e morale. Come la protagonista, tutrice all’apparenza amorosa di anziani non autosufficienti in realtà sfruttati con calcolato cinismo.

«Est – dittatura last minute»

Sono gli ultimi mesi del 1989. Un viaggio da Cesena verso l’Est Europa è, per tre ragazzi, un percorso di maturazione personale e politica. La “verità” e l’onestà del racconto cinematografico non bastano a salvarlo dalle sue debolezze: su tutte la mancanza di nerbo e la difficoltà di andare oltre la superficie delle cose.

«Quella notte a Miami»

Una notte trascorsa insieme da quattro icone black come Cassius Clay, Malcolm X, Jim Brown e Sam Cooke. A confrontarsi sull’America, sul razzismo, sul loro ruolo. “Quella notte a Miami” è questo: un film intenso, anche sull’amicizia, guidato dalla regia sicura di Regina King, padrona di spazi, geometrie e profondità.

«Soul»

Film d’animazione mainstream adulta, destinato a un pubblico indifferenziato, “Soul” è bello, a tratti molto bello, che però lascia qualche dubbio sulla genuinità di fondo, e che quindi conquista e scalda cuore e mente solo a tratti, lasciando un retrogusto fastidioso da algoritmo in cabina di regia.

Torino Film Festival

Il Torino Film Festival non si lascia fermare dalla pandemia e celebra la 38ª edizione (20-28 novembre). Ovviamente su una piattaforma online ma con una ricchezza che non ha nulla da invidiare alle precedenti. La direzione è stata affidata a Stefano Francia di Celle, chiamato a dare nuova linfa a una manifestazione da ultimo un po’ bloccata.

Borat 2 – Seguito di film

Come il suo precedente del 2006, diventato un cult della satira e della comicità, Borat 2 di Jason Woliner è un “falso documentario” che, tra satira e provocazione non sempre riuscita, mette alla berlina gli atteggiamenti sociali e culturali dell’America profonda in cui l’essere libertari assume toni retrogradi e reazionari.

Roubaix – Una luce nell’ombra

“Roubaix – Una luce nell’ombra” del regista francese Arnaud Desplechin è un noir sui generis in cui il rapporto verità/finzione e il contesto di una città in bilico tra passato e presente (quasi un personaggio a sé) si intrecciano con i volti, gli stati d’animo, i sentimenti dei protagonisti in una tensione sempre più implacabile.

“Undine – Un amore per sempre”

“Undine – L’amore sommerso” del regista tedesco Christian Petzold è un complesso melodramma fiabesco magnetico e implacabile, pieno di apparizioni e visioni, di giochi di senso e di significati, sin dal nome della protagonista, Undine, che rimanda alle ondine, alle ninfe presenti nelle mitologie più ancestrali del popolo tedesco

“Miss Marx”

“Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli, è il ritratto di una donna forte, combattuta, sofferta e non allineata al proprio contesto: Eleanor “Tussy” Marx, terzogenita del pensatore tedesco. Efficace nel racconto biografico, il film è meno convincente nelle parentesi punk e nelle accelerazioni più furiose e vivaci, al limite del vezzo stilistico.