Violenza di Stato e guerra civile in Perù

In Perù il rovesciamento del presidente Pedro Castillo, reo di aver sottratto la vittoria elettorale alla leader dell’estrema destra Keiko Fujimori, ha dato la stura a una repressione violenta e indiscriminata che sta minando lo stato di diritto e facendo precipitare il Paese in una vera e propria guerra civile. Lo denuncia, in un drammatico appello, un folto gruppo di docenti, ricercatori e studiosi.

La svolta dell’Iran

In Iran sta avvenendo un fatto straordinario. L’indignazione per il femminicidio della giovane Jîna Amini da parte delle guardie del regime ha scosso il Paese e si è trasformata in una protesta di popolo (guidata dalle donne) contro l’oppressione teocratica degli ayatollah. Il regime reagisce con una repressione e una violenza inaudite fino alla esecuzione di condanne capitali. Ma è il segno di un mondo che sta finendo.

Turchia: dove la difesa di oppositori e dissidenti è un delitto

L’11 novembre, dopo 10 anni di udienze e di rinvii (e la morte di un’imputata per sciopero della fame), si è concluso a Istanbul, con condanne fino a 20 anni di carcere, il processo contro 19 avvocati accusati di propaganda sovversiva e di partecipazione ad associazioni terroristiche per la loro attività di difensori di oppositori del regime. È la vendetta di uno Stato autoritario che non tollera la difesa dei diritti.

Quando l’Europa è complice: lo sterminio dei curdi

Mentre prosegue, da parte turca, il disegno di annientamento del popolo curdo anche a mezzo di armi chimiche, l’Europa chiude gli occhi, reprime le manifestazioni di protesta dei curdi in esilio, nega il diritto di asilo ed espelle i rifugiati verso le galere turche o iraniane. Accade in Serbia, in Francia, in Germania, in Olanda e persino in Svizzera. È questa l’Europa delle libertà?

Gli anarchici e l’ordine costituito

Si susseguono gli interventi repressivi sproporzionati nei confronti di appartenenti all’area anarchica, alla quale viene anche attribuita una particolare pericolosità sociale nelle relazioni dei servizi segreti. Ma cosa sta accadendo? Gli anarchici sono davvero un pericolo per l’incolumità pubblica o non piuttosto gli apripista per una ristrutturazione in chiave autoritaria degli spazi di agibilità politica?

La nuova frontiera della repressione: i fogli di via

A luglio alcuni esponenti di Extinction Rebellion si sono arrampicati sul palazzo della Regione a Torino appendendo lo striscione: “Benvenuti nella crisi climatica: siccità, è solo l’inizio”. La Questura ha risposto con fogli di via immediatamente esecutivi. È la stategia dei decreti sicurezza, la nuova frontiera della repressione sperimentata nei confronti dei movimenti sociali a cominciare dalla Val Susa.

Isole carcere. Un atlante di pensieri sulla detenzione

Le riflessioni sul carcere abbondano ma sono per lo più limitate alla commiserazione del presente detentivo. Si sottrae a questo destino “Isole carcere. Geografia e storia”, di Valerio Calzolaio, preziosa mappatura dei luoghi di detenzione in mezzo ai mari e, insieme, originale approccio alla tematica della punizione e occasione per ragionare sulla funzione della repressione penale.

Respingere i migranti e criminalizzare la solidarietà

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: è il reato per cui sarà processato nei prossimi giorni il presidente di Baobab Experience, colpevole di aver aiutato, nel lontano 2016, otto ragazzi provenienti da zone di guerra del Sudan e del Ciad, a raggiungere il Campo della Croce Rossa di Ventimiglia. A di là della retorica, nel nostro Paese, emigrare e aiutare i migranti continua a essere un reato.

Dalla parte di studenti e studentesse

La scuola italiana non sta bene. Gli studenti e le studentesse che la abitano nemmeno. Così un’ondata di occupazioni e manifestazioni percorre le nostre città: «Ci dicono sempre che i giovani sono il futuro, ed è vero, ma noi siamo anche il presente, siamo qui, ora, facciamoci sentire». Questo è il loro tempo, questa è la loro scuola ed è giusto che se la riprendano. Finalmente.