Ora l’emergenza, e poi?

Ora, mentre si apre la fase 2 dopo il covid-19, è tempo di programmi che vadano oltre l’emergenza. Ma quali le sedi per discutere le molte ipotesi possibili al riguardo? Non c’è soluzione diversa dalla ricostruzione di partiti capaci di essere luoghi di confronto ed elaborazione. È difficile, ma non c’è alternativa.

Il Coronavirus e la questione ambientale

Cosa c’entra la questione ambientale con l’emergenza sanitaria? Quest’ultima ha più le sembianze di un evento accidentale, naturale, inaspettato, mentre la prima – com’è sempre più chiaro – è determinata dall’azione del modello economico dei paesi sviluppati. In realtà, i due eventi hanno parecchi punti in comune.

Non siamo più gli stessi

Le anticipazioni della cosiddetta fase 2 non promettono nulla di buono. La logica è ancora una volta quella della produzione che prevale su riproduzione, salute, relazioni di cura. Ma nel frattempo il virus ci ha cambiati. E si annunciano nuovi conflitti, esito di una nuova governance e di nuove consapevolezze

Sciopero e diritti nella stagione del contagio

La Commissione di garanzia per gli scioperi nei pubblici servizi ha ritenuto che un minuto di sciopero, indetto dall’USB per sollecitare la chiusura delle attività produttive, metta a repentaglio la sicurezza nazionale. La sproporzione è evidente e mostra come sia in atto una attacco durissimo ai diritti fondamentali dei lavoratori.

Il Coronavirus ci pone di fronte a un bivio

Sembra di essere proiettati in un film post apocalittico. E non sarà facile uscirne. Già si prospettano due strade: provare nuove prospettive (e, prima ancora, un nuovo modo di pensare) o insistere nel modello attuale, accelerandolo ulteriormente per recuperare il terreno perduto. Non è, evidentemente, la stessa, cosa.