Daniele Poto, giornalista sportivo e scrittore, ha collaborato con “Tuttosport” e con diverse altre testate nazionali. Attualmente collabora con l’associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Ha pubblicato, tra l’altro, Le mafie nel pallone (2011) e Azzardopoli 2.0. (2012).

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Il calcio italiano? Un Titanic allo sbando

Il calcio italiano vive in una bolla (fatta di conti in rosso, di scandali montanti, di una nazionale di nuovo esclusa dai mondiali) che lo allontana dalla dimensione del miglior football continentale giocato in Inghilterra, Spagna, Francia. Per esorcizzare questa marginalità si rilancia il mercato di gennaio, senza succo e senza nerbo, che si appoggerà a prestiti, riciclaggi e operazioni di basso profilo.

Lo tsunami Juventus affonda il calcio

La Juventus di Andrea Agnelli, travolta da indagini e intercettazioni, rischia la retrocessione. E – cosa ancor più grave – emerge, attorno al “pesce pilota” bianconero, un mondo calcistico dedito a inciuci e scambi fittizi e supervalutati. Una rete che coinvolge Sassuolo, Atalanta, Udinese, Sampdoria ed Empoli in una attività lobbistica che non poteva non avere ricadute sulla regolarità del campionato.

Paola Egonu e il razzismo da tastiera

È bastato un set ball sbagliato dopo 275 punti conquistati nel mondiale di volley perché alcuni sconsiderati si abbandonassero a insulti razzisti sui social nei confronti dell’italianissima Paola Egonu provocandone la sacrosanta reazione. È un film già visto a cominciare dai buu negli stadi di calcio. Questa volta c’è stata una diffusa solidarietà, ma non basta. Occorrono prese di distanza istituzionali nette ed esplicite.

Non solo calcio

Il calcio è scalzabile dalla graduatoria di popolarità tra gli sport nazionali? Probabilmente no, anche se, nelle competizioni mondiali, la sua stella brilla assai poco mentre sono in primo piano altri sport di squadra: dalla pallavolo al basket, dalla pallanuoto fino al baseball. Registrare questo stato di cose non vuol dire accettarlo ma rendersi conto della relatività di un primato quanto mai frangibile e contendibile.

L’Italia del nuoto vola sulle onde

I successi agli europei di nuoto confermano la poderosa crescita del movimento natatorio italiano che ha restituito prestigio al nostro sport e attirato a Roma pubblico da tutto il mondo. È una crescita diffusa sul territorio nazionale e favorita da una accorta politica della Federazione anche se la pratica natatoria resta essenzialmente sulle spalle dei privati data la cronica assenza della scuola.

Il calcio in fuga dalla borsa

Alla fine del secolo scorso sembrò aprirsi, per le società di calcio, una nuova strada: quella della quotazione in borsa. La seguirono Lazio, Roma e Juventus. Ma, nonostante le apparenze, i risultati sono stati fallimentari. Oggi è iniziata una provvidenziale marcia indietro, salvo forse per la Juventus (perché negli interessi degli Elkann & Agnelli il calcio è solo uno dei tanti addendi).

Lo sport femminile tra professionismo e ipocrisia

Dopo una lunga attesa, si è infine arrivati all’introduzione del professionismo nel calcio femminile. Il consenso è stato generale, ma le contraddizioni, nel mondo dello sport, restano intatte: con trattamenti diversi tra le diverse discipline e con il consolidarsi del finto dilettantismo. Ma l’importante è l’esaltazione del calcio, anche se i risultati sono ben inferiori alle attese.

La piccola Italia dell’Olimpiade di Pechino

L’Italia torna dall’Olimpiade di Pechino con un bottino di medaglie meno brillante di quanto appaia. 17 medaglie non sono poche ma due soltanto sono d’oro, la gran parte riguarda specialità non di primo piano e l’età dei nostri atleti è piuttosto avanzata. Ciò non autorizza ottimismo per il futuro, nel quale già si vedono rimpalli di responsabilità tra Coni e società Sport e salute.

Le Olimpiadi invernali, nonostante tutto

Le olimpiadi invernali di Pechino sono alle porte e, nonostante il Covid, nessuno ipotizza rinvii. Quanto alla spedizione azzurra, le possibilità di nuovi successi, dopo quelli dei giochi di Tokyo e degli europei di calcio dell’anno scorso, sono limitate. L’ottimismo che circola nell’ambiente sembra, dunque, esagerato, a meno di sperare nello stellone italico.

Juve e non solo: il doping della plusvalenza

Il fatto è risaputo. Le squadre di calcio di serie A spendono molto più di quanto incassano. In un solo anno la situazione debitoria complessiva accumulata è di circa un miliardo di euro. Come uscirne? Semplice. Ricorrendo alle plusvalenze, con calcoli contabili in cui il valore dei giocatori compensa e copre le perdite. Peccato che il valore dei giocatori sia spesso di pura fantasia.