Michela Chiarlo, medico, lavora nel Pronto soccorso e nel reparto di Medicina d’urgenza dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino

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L’abbandono sommesso dei giovani medici

La fuga dei medici si tocca con mano: sono medici di famiglia, “urgentisti” del Pronto Soccorso e non solo. Tutti vogliono scappare da condizioni di lavoro difficili, aggravate dalla carenza di personale e mal gestite dalle varie amministrazioni. La crisi investe tutti i livelli e non ha prospettive di miglioramento, almeno a breve termine. Così, consci della situazione, i giovani medici cercano di limitare i danni.

“Benvenuta Omicron”

Omicron ha riportato al centro dell’attenzione dei media ospedali e Pronto soccorso, con gli scenari di sempre. Occorre, ovviamente, agire ora, ma, insieme, bisogna attrezzarsi per una convivenza di medio-lungo termine con il virus. E per farlo si deve guardare seriamente alle strategie potenzialmente applicabili a future pandemie e alla prevenzione delle malattie infettive in generale.

Pandemia: le fasi del nostro sconcerto

La pandemia non dà segni di flessione. A cambiare siamo stati noi, passando da un’accettazione incredula alla depressione e poi a una speranza che rapidamente ha lasciato spazio alla rabbia e a una negazione sorda. Neppure i vaccini, per di più mal gestiti, attenuano questi sentimenti. E, intanto, ospedali e medici sono al collasso.