Nella nottata, costruire comunità

Le manifestazioni contro il nuovo (parziale) lockdown si moltiplicano. Il tutto in un contesto di rabbia, egoismi, paure, frammentazione. La sofferenza sociale non si racconta più in una storia collettiva di possibile liberazione, di «sortirne insieme». Eppure non c’è alternativa: non si esce dalla nottata senza costruire comunità.

Città, malattie e comunità

In molte parti del mondo, le risposte delle comunità non solo hanno offerto straordinarie possibilità di mutuo aiuto e di solidarietà contro la crisi provocata dal virus, ma hanno anche dato prova di funzionare meglio dell’ospedalizzazione dei malati. È accaduto e sta accadendo perfino in alcuni slum. Occorre tenerne conto.

SPOSTIAMO MARI E MONTI

L’Associazione Volere la luna, in collaborazione con il Comitato 11 giugno, organizza un campeggio diffuso nel tempo e nello spazio, per unire idealmente due confini: quello delineato dal mare sulla costa di Riace e quello dei passi di montagna tra Val di Susa e Francia. Un progetto di educazione alla pace, all’accoglienza, alla solidarietà e teso alla formazione di comunità.

Sotto la pelle dello Stato

Più che sul “quanto Stato” occorre interrogarsi sul “quale Stato”. Alla ricerca di tracce di comunità che nel mettersi in mezzo tra Stato e Mercato sappiano prendersi cura del vivente e dell’ambiente, per attraversare il deserto che ci pare “la fine di un mondo“ andando verso l’altrove, come il “pio” Enea con sulle spalle il vecchio padre Anchise.