Comunità, lotta, partecipazione: valorizzare le esperienze

Una comunità di lotta costituita per rispondere ad alcune esigenze dei suoi membri non è una monade ma un luogo di relazioni potenzialmente estensibili. Le esperienze di questo tipo non mancano nel nostro paese, dall’occupazione abitativa dello Spin Time a Roma, al movimento no Tav in Val Susa, all’esperienza della ex Gkn di Campi Bisenzio. Sono la base di un orizzonte comune capace di coniugare conflitto e partecipazione.

Per un welfare sanitario di cittadinanza

La subordinazione della sanità alla sua sostenibilità economica ha fatto sì che la salute non è più un diritto accessibile a tutti. Sanità e salute, infatti, sono concetti distinti, ma con evidenti interconnessioni e non si può garantire un benessere completo se non si organizza un sistema sanitario adeguato a tutela di tutti i cittadini a partire dai più “disuguali” (gli adolescenti, i vecchi, gli stranieri).

Carcere, dipendenze, comunità: i numeri a caso del ministro Nordio

Ci sono, in carcere, 20mila persone con problemi di dipendenza. Il Governo vara un disegno di legge che estende i casi di detenzione domiciliare e il ministro Nordio promette la scarcerazione e la cura in comunità di 10mila tossicodipendenti. In realtà, con gli stanziamenti previsti, saranno forse 500, il provvedimento presenta molte criticità e restano fermi i reati, di comprovata inefficacia, connessi con gli stupefacenti.

“Medioccidente”: una possibile via di salvezza?

“Medioccidente”, ultimo libro di Giuseppe Lupo, è il tentativo di ricreare un angolo di civiltà disegnando dei confini evocativi del nostro presente. Quella a cui guarda Lupo è un’Europa che recuperi il suo senso più profondo nella convinzione che non tutto è perduto anche se qualcosa (molto) è andato storto. La necessità della memoria e il senso del sacro sono i compagni di viaggio dell’autore (e dei lettori).

Il Teatro Settimo: da una periferia al centro del mondo

Il Teatro Settimo ha 50 anni. Nato nella cintura torinese, una periferia operaia solo apparentemente grigia, ha lavorato nel locale per poi esportare a livello nazionale e internazionale una maniera speciale di fare teatro: non solo intrattenimento ma strumento per rendere viva la comunità e creare relazioni. Con l’innovativa intuizione che il teatro può rappresentare anche un percorso artistico negli spazi urbani.

Val Susa. Avere vent’anni e avere grandi sogni

L’8 dicembre 2005, decine di migliaia di valsusini, incuranti della neve, aggirarono lo schieramento della polizia, presero possesso dei terreni di Venaus dove dovevano iniziare i lavori per la linea ferroviaria Torino-Lione e vi installarono le bandiere “no Tav”. Vent’anni dopo, anche se non tutto è facile, la ferrovia è ancora di là da venire, in Val Susa è nata una comunità coesa e il testimone sta passando a chi allora era bambino.

Ritorno alle campagne

Tra le novità del nuovo millennio ce n’è una che sa di antico. È il ripopolamento, soprattutto da parte di giovani, di campagne e montagne abbandonate negli anni dell’urbanizzazione di massa. Si assiste così al riscatto di piccole comunità con recupero di vecchi saperi e con modelli produttivi che mirano a conservare storia, ambiente, cultura. Ma la politica deve fare la sua parte nel sostenere queste esperienze.

Fare memoria

Cosa significa fare memoria in modo propositivo e non semplicemente declamatorio? Significa trasmettere un sistema di valori, di idee, di modi di agire in grado di orientare nelle scelte e di guidare a riconoscere e denunciare i carnefici e gli indifferenti nel mondo. A ciò sono funzionali esperienze di comunità che mettano in dialogo realtà e persone che provano a farlo, ogni giorno, opponendosi alla barbarie.