Giovanna Lo Presti, ricercatrice, si occupa di Letteratura italiana e del rapporto tra sistema scolastico e società.

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Perché a scuola si ride così poco?

La madre di una bambina si rivolge all’insegnante (maschio) della figlia chiamandolo “professoresso”. Meglio di un trattato di sociologia sulla composizione di genere della scuola! Ma anche un’occasione per riscoprire quel senso dell’umorismo la cui mancanza ha generato una scarsissima capacità della scuola di mandare collettivamente al diavolo, con una risata, proposte didattiche strambe, inefficaci e regressive.

23 febbraio 2024: no alla repressione, no alle guerre

Oggi non è una giornata allegra. Le immagini dei telegiornali sono inequivocabili: a Pisa e a Firenze cortei di studenti inermi e con le mani alzate sono stati respinti a suon di manganellate da poliziotti in tenuta antisommossa. I manifestanti chiedevano la fine del massacro in corso a Gaza. Mentre la guerra si fa sempre più crudele, cresce la repressione. È una brutta deriva contro cui occorre reagire.

Transizione ecologica versus transizione ideologica

Far roteare le parole e i numeri senza preoccupazioni per la loro coerenza logica ma in modo che colpiscano favorevolmente eventuali cittadini-elettori è da sempre una delle abilità retoriche di Giorgia Meloni. Oggi è la volta dell’affermazione secondo cui i cambiamenti climatici vanno affrontati con una transizione ecologica e non ideologica. Che, decodificata, significa solo che tutto deve restare com’è…

La guerra, la barbarie, le parole

L’orrore e la barbarie ci impongono di rinunciare anche alle parole. Resta la necessità di dire che la guerra è l’effetto più tragico della disuguaglianza, del fatto che il nostro mondo opulento vive e prospera grazie alla disuguaglianza planetaria, una disuguaglianza che sta crescendo in questi anni e che mina alla base quell’idea di cui il nostro Occidente va fiero, pur calpestandola a ogni pie’ sospinto: l’idea di democrazia.

Omicidi sul lavoro. Non se ne può più!

La strage sul lavoro di Brandizzo, come le molte che l’hanno preceduta nei decenni, non è una disgrazia. Molti si accontenteranno di commuoversi per servizi televisivi strappalacrime, mentre questa carneficina legalizzata dovrebbe portare a interrogarsi sugli assetti che l’hanno determinata e a valutare le parole ipocrite di chi occupa posti di potere per quello che sono: parole ipocrite (e quindi menzognere).

Valditara, le dannose banalità di un ministro per caso

Le esternazioni del Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara sono pari solo alla sua mancanza di conoscenza della scuole e di idee coerenti. Invoca l’umiliazione degli studenti, dice e disdice sull’apertura estiva delle scuole, sui concorsi per insegnanti e sulla data degli esami “di riparazione”. Una sola cosa è certa: il ministro non ha idea dei meccanismi elementari che regolano il funzionamento delle scuole.

Le nuove generazioni motore della crescita?

C’è, nel Rapporto annuale ISTAT 2023 (e nella sua edizione “in pillole”), un paragrafo intitolato “Le nuove generazioni come motore della crescita futura”. Il titolo fa ben sperare ma subito apprendiamo che «nel 2022 quasi un giovane su due mostra almeno un segnale di deprivazione e che oltre 1,6 milioni (pari al 15,5 per cento dei 18-34enni), sono multi-deprivati». Non è un segnale incoraggiante…

Il genere a scuola e la “carriera alias”

La “carriera alias”, cioè il protocollo che offre la possibilità di comparire nella burocrazia interna di un ente con il nome che corrisponde alla propria identità di genere anche se diversa da quello anagrafico, si sta diffondendo anche nelle scuole. Ma siamo davvero sicuri che sia il modo più adatto per affrontare un tema delicato e complesso come la costruzione dell’identità sessuale nell’adolescenza?