Gianni Tognoni, medico, è esperto di epidemiologia clinica e comunitaria. E' stato direttore del Consorzio Negri Sud. Attualmente opera nel Dipartimento di Anestesia-Rianimazione e Emergenza-Urgenza , Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano. E' presidente delComitato Etico, Università Bicocca, Milano.

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Rohingyas e Rojava: il crimine del silenzio    

In questa estate, in cui il dibattito pubblico è occupato dalla siccità e dalla guerra in Ucraina, ci sono alcuni grandi assenti. Tra questi i Rohingyas e i popoli del Rojava, nei cui confronti è in atto un vero e proprio genocidio ad opera del Myanmar e della Turchia nel silenzio (interrotto solo da qualche dichiarazione di facciata) e con la complicità della comunità internazionale.

C’è un’alternativa alla guerra: ora

L’unica vera alternativa alla guerra è la pace. Ma ciò è negato ogni giorno, nelle parole e nei comportamenti. E se smettessimo, almeno a sinistra, di discutere se siamo più o meno pacifisti e ci ponessimo, tutti, un obiettivo politico-economico, e diretto: non accettare la mancanza di alternative alle spese militari e lavorare per spostare le spese previste ora per il riarmo all’ambiente, alla sanità, allo ius soli?

È permesso immaginare la pace?

La guerra occupa la scena mediatica e non lascia spazio a un’idea di pace che non sia solo assenza di guerra. La nostra “civiltà” ha spazi crescenti per ricerca, produzione, glorificazione delle armi, ma riserva alla pace solo raccomandazioni svuotate di potere, credibilità, esempi. Eppure, se non si cambia paradigma, non ci sarà salvezza: né in Ucraina né nel resto del mondo.

Lo scandalo eterno della guerra

L’unica cosa “vera” e documentabile (seppur marginale nelle cronache e nelle considerazioni politiche) su quanto sta succedendo in Ucraina, sono le vittime, militari e civili, dirette e indirette. L’auspicio è che tutte le vittime “inutili” di questa guerra, unite a quelle dei tanti altri conflitti di cui è fatta la guerra mondiale per frammenti, si trasformino in un grido permanente: basta!

Uscire dalla pandemia: 10 spunti per guardare avanti

La pandemia è ancora lontana dalla conclusione ma, dopo quasi due anni, sono chiari i limiti emersi nella strategia sanitaria di contrasto e il ruolo di “paravento” che essa ha assunto rispetto a fenomeni più generali. Chiamare le cose per nome è un passo indispensabile per sapere quali sono, se ci sono, i vincitori di questa guerra che, per definizione, saranno i decisori del futuro.

No all’ipocrisia: proposte per la sanità nel PNRR

La vulgata mainstream promette un futuro radioso, grazie al PNRR, del sistema sanitario e della salute dei cittadini. In realtà c’è, in questa narrazione, molta ipocrisia come si vede dall’analisi delle questioni della trasparenza informativa (inesistente) e della cosiddetta centralità del territorio (evocativa di prossimità, cura, domiciliarità, infermieri di famiglia etc.).

Italia-mondo: il diritto non umano

Il processo e la condanna di Mimmo Lucano sono esemplari di una situazione ormai consolidata a livello internazionale. Da tempo, ormai, il diritto non è più sinonimo di garanzia delle persone e delle democrazie, ma è protagonista di una vera e propria guerra (warfare) che garantisce l’impunità dei “pochi e privilegiati” rispetto ai “più e destinati al ruolo di vittime”.

Afghanistan: la normalità e le bugie

La tragedia che si sta sviluppando in Afghanistan è un promemoria per tutti. Se la guerra rimarrà la normalità per garantire gli interessi dell’Occidente, il futuro ci riserverà un mix di narrazioni bugiarde e di poco credibili esercizi di aiuti umanitari. E i popoli, le vite individuali e collettive resteranno variabili dipendenti dalle bugie interessate degli Stati.