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Chiara Sasso vive e lavora in Val Susa ed è naturalmente impegnata nel Movimento No Tav. Attiva nel mondo dell'ambientalismo, è tra i fondatori del Valsusa Filmfest e fa parte del coordinamento della Rete dei Comuni solidali (Recosol). Presidente della Fondazione "E' Stato il Vento", è autrice di numerosi libri su temi sociali e ambientali tra cui Riace, terra di accoglienza (Edizioni Gruppo Abele, 2012), Trasite, favorite. Grandi storie di piccoli paesi. Riace e gli altri (Carta/Intra Moenia, 2009) e Le mucche non mangiano cemento. Viaggio tra gli ultimi pastori di Valsusa e l'avanzata del calcestruzzo (con Luca Mercalli, SMS, 2004).

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Riace: ricominciare!

Chi si stupisce perché a Riace ha vinto la Lega sottovaluta gli effetti della delegittimazione, dell’arresto e poi dell’“esilio” di Lucano e, soprattutto, del mancato versamento da parte dello Stato dei contributi per ben due anni di accoglienza, che ha riportato nel paese povertà, abbandono e sfiducia. Ma ora si ricomincia…

Riace: il calvario di Lemlem

Finalmente, dopo quasi sei mesi, Lemlem, la compagna di Domenico Lucano, è libera, grazie alla decisione della Cassazione che ha annullato senza rinvio la misura cautelare applicata nei suoi confronti dal gip di Locri. Resta tanta amarezza. Intanto, Lucano resta ancora soggetto al divieto di fare rientro a Riace.

Venaus: una scuola per sognare

Mentre si erigono muri volti a difendere fragili identità culturali fondate sull’intolleranza, costruire una scuola e insegnare a sognare è un atto di sfrontata apertura, un’ipotesi di speranza senza riserve in un altrove che, se desiderato e inseguito con volontà e determinazione, può risultare possibile. A Venaus si può.

Riace: il vento soffia ancora

«È stato il vento»: così iniziano spesso i racconti di Domenico Lucano sulla storia dei progetti a Riace. Il vento che ha spinto quel veliero carico di curdi sulla spiaggia del piccolo paese ionico. Ora la scommessa continua: con un Comitato e poi con una Fondazione per far ripartire i progetti, riaprire le botteghe…

Capodanno a Riace

È un capodanno triste ma non rassegnato quello di Riace. Fa freddo allo scoccare della mezzanotte. E il sindaco non c’è, ancora costretto a restare lontano. Ma in piazza, sotto i cartelli «Mimì libero» e «Riace non s’arresta» e al canto di Bella ciao, tutti pensano alla ripresa per cui c’è già una data: il 12 gennaio.

Riace non si ferma

Il colpo è stato duro ma ora sta iniziando la ripresa. In queste settimane c’è stato un grande lavoro e a breve sarà attiva, grazie all’aiuto di molti, una Fondazione di partecipazione che lavorerà su progetti di “accoglienza spontanea” e riaprirà le botteghe, il ristorante, le case del turismo. Riace continua…

Riace: sembrava ribellarsi anche il cielo

A Riace, sabato scorso, anche i fichi d’india e i vasi delle piante grasse sembravano intimoriti dal clamore, dal passaggio di tante persone. E quella casa e quella finestra da cui il sindaco si affacciava rappresentavano il centro della mobilitazione dei molti che hanno deciso di alzarsi e di scendere nelle piazze.

Alta felicità in Val Susa

Cos’è un Festival Alta Felicità nella Valle che si vorrebbe devastare con un treno ad alta velocità? Un sogno, una provocazione, un impegno, un incontro di artisti, scrittori, attori, persone venute da ogni luogo per portare qualcosa e che ritornano a casa portando con sé qualche ragione in più per sostenere una lotta popolare come quella No Tav.