Una lettura “intima” della Resistenza: Beppe Fenoglio e Ada Gobetti

La Resistenza ha avuto molti volti, molte diverse fonti per ricostruirla, molti racconti e testimonianze assai diverse. Per ricomporre questo mosaico alla ricerca di un quadro unitario che ne illumini in modo esaustivo il cuore pulsante e in grado di “parlarci” ancora oggi veramente di essa, illuminante è la lettura parallela di due romanzi: “Il partigiano Johnny” di Beppe Fenoglio e “Diario partigiano” di Ada Gobetti.

L’omologazione: un menù sterminato ma una sola cucina

L’omologazione contemporanea non prevede più una omogeneità di comportamenti. Il mercato preferisce offrire a ciascuno il privilegio di sentirsi unico, purché tutti esercitino la propria unicità nello stesso quadro prestabilito. Il sistema, però, ha delle crepe e i desideri delle persone possono uscire da quel catalogo se incontrano forme di vita da cui emerge che un altro possibile non è soltanto immaginabile, ma praticabile.

La guerra in Ucraina: retorica e realtà

Continua a circolare, a sinistra, l’idea che la guerra in Ucraina sia una nuova Resistenza, con gli europei in veste di sostenitori dei resistenti, come gli anglo-americani con i partigiani. Non è così. Questa guerra, come quasi tutte le guerre, è una tragica scelta di governi e non di popoli e l’unico insegnamento che se ne può trarre è che bisogna farla finire al più presto e che costruire la pace è l’unico obiettivo ideale.

Autistici/Inventati chiude – Restare Umani

“Autistici/Inventati chiude e sospende tutti i servizi a breve termine. Non c’è un modo facile per dirlo. Ma nella situazione che si è determinata dopo il nostro assurdo inserimento nella lista delle organizzazioni terroristiche globali continuare a offrire i nostri servizi è solo un pericolo in più per tutte le persone che fanno parte delle nostre comunità. Sono stati 25 anni bellissimi. Ora noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no”.

Le lapidi partigiane: in città e in montagna

In città come in montagna, distratti da diverse ragioni, passiamo spesso di fianco a lapidi che ricordano nomi, per lo più sconosciuti, di chi ha partecipato alla Resistenza perdendoci la vita. In genere non ci fermiamo e non le vediamo. Eppure sono la nostra storia. Fermarsi, leggere e riflettere ci può rinfrescare la memoria sulle origini della Repubblica e aiutare a reagire all’offesa alla memoria portata dai fascisti al governo.

L’umanità e la resistenza. A proposito di “Magnifica Humanitas”

Una conclusione che si può trarre dalla prima enciclica di Leone XIV è che l’orizzonte cristiano e quello socialista condividono un terreno di resistenza dell’umano, ed entrambi si sottraggono al dualismo tra catastrofismo apocalittico e apologia, che da sempre accompagna il mutamento tecnologico. È un’ottima base per dialogare sul futuro e per riappropriarci, come umanità, della domanda: “Cosa vogliamo costruire?”.

Gli sdraiati ci salveranno

Ma davvero i ragazzi e le ragazze sono disimpegnati e “sdraiati” e preferiscono il divano alla politica? I fatti, a guardarli bene, ci dicono di no. Certo, l’epoca delle forti appartenenze è finita con il Novecento e la storia dei partiti comunisti. Ma quel che i giovani disincantati rifiutano non è la politica bensì la rappresentanza. La vita politica oggi è personale oppure non è niente. E in essa fioriscono la resistenza e l’esodo.

Ci vuole un Comitato di Liberazione Nazionale

Il nostro assetto costituzionale è in pericolo e non sopravviverebbe a una vittoria della destra nelle prossime elezioni. L’entità della sfida richiede, come nella Resistenza, la costruzione di un Comitato di Liberazione Nazionale. Non a qualunque costo, peraltro, ma con un forte rinnovamento e un profondo ripensamento delle politiche perseguite inseguendo destra e liberismo e della posizione nei confronti della guerra.

2 giugno: il senso della Repubblica

Il 2 giugno 1946, con il referendum istituzionale, nasce la Repubblica e, con l’elezione dell’Assemblea costituente, si pongono le basi per la Costituzione. Ciò avviene, per la prima volta nella storia nazionale, a suffragio universale. Ed è subito chiara l’importanza della partecipazione delle donne nella definizione di un progetto che, ancora oggi, è alternativo all’esistente, contro la guerra, la disumanizzazione, la sopraffazione.