Il movimento No TAV è giovane!

Al presidio dei Mulini, in Clarea, i ragazzi sfuggono alle ruspe e ai poliziotti salendo sui tetti delle baite e sugli alberi. I giovani, tantissimi, venuti su quasi all’improvviso, come funghi, si affiancano ai vecchi, tuttora attivi e determinati, in questa valle alpina per niente pacificata che continua a dire di no a un’opera inutile e assurda.

Non arrendersi

Sono passati nove anni da quando, a Chiomonte, migliaia di persone difesero per ore la “Libera Repubblica della Maddalena” dall’aggressione delle forze di polizia. Dopo nove anni la resistenza e la ribellione contro devastazioni e autoritarismo continuano: e accanto ai presidianti con i capelli bianchi ci sono centinaia di ragazzi e ragazze.

Questo 25 aprile

Oggi festeggiamo la sconfitta dei fascisti. Ora i loro eredi, i nuovi fascisti, sembrano oscurati dalla pandemia. Ma è una illusione ottica: sono sempre lì, ad aspettare come sciacalli nell’ombra. Se ne usciremo peggiori – più ingiusti e diseguali, più schiavi del bisogno, più ignoranti – i nuovi fascisti guadagneranno terreno, torneranno al governo anche da noi.

Memoranda/ Osterei

Giannantonio Pellegrini Cislaghi aveva appena compiuto 16 anni quando decise di unirsi alla Resistenza. Combatte con i partigiani garibaldini nella zona del Tancia sui monti Sabini finché sul suo gruppo si abbatte l'”operazione Osterei” (uovo di Pasqua) nel corso della quale avverrà un feroce eccidio. Giannantonio, catturato, verrà fucilato alla periferia di Rieti.

A lezione dal Coronavirus. Prendiamo appunti / 2

Il post-pandemia sarà denso di pericoli: la “shock-economy” esaspera il peggio del sistema neoliberale e sa come sfruttare guerre e catastrofi. Oggi siamo chiamati a resistere, a manifestare pensiero critico; domani ci sarà da lottare, creando una grande coalizione, un movimento globale per il cambiamento e l’abbandono di questa «economia che uccide»

“Il potere e la ribelle. Creonte o Antigone?”

Nello Rossi e Livio Pepino, giuristi, già esponenti di Magistratura democratica, si confrontano su istituzioni, disobbedienza, ribellione. Lo fanno a partire dalla tragedia di Sofocle e sostenendo l’uno le ragioni di Creonte, l’altro quelle di Antigone. In un dialogo serrato che affronta alcune delle più delicate questioni di attualità.