Martina Franchino, libraia, è titolare della libreria La Casa dei Libri di Avigliana
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Streghe: «Noi siamo le guardiane dei boschi, siamo una porta sempre aperta tra la terra, che ci è madre, e gli uomini, che ci sono figli. Conosciamo i segreti dei torrenti e del mutare delle stagioni. Conosciamo il carattere di ogni fiore e di ogni foglia: sappiamo ciò che pensano degli uomini, se sono benigni o malevoli». Un libro che ci fa soffermare su quante morti ingiuste ha visto la storia, spesso in nome di una presunta fede.
Una storia di resistenza e di solidarietà femminile. Andina è vedova, con un figlio da crescere. Fa la libraia ambulante nell’Appennino: un mestiere difficile in un mondo dove il lavoro e l’imprenditorialità sono prettamente maschili. Poi conosce Stella, anche lei ambulante. Uniscono le forze e, al riparo di un portico di Genova, con la loro bancarella, iniziano un’attività che oggi noi portiamo avanti al caldo delle nostre librerie.
Torino, inizio ‘900. Giulia lavora alla Moriondo e Gariglio dove incarta, senza farli sciogliere, i cioccolatini. Ma, poi, arriva la guerra, un animale feroce che ha sempre fame: di uomini, animali, fucili, pallottole, divise, gavette, cibo. Le grandi fabbriche di Torino vengono riconvertite alla produzione bellica e assorbono le donne, tra cui Giulia.
Enrica Tesio torna sui nostri scaffali, sui nostri comodini, prima di spegnere la luce ed entrare nello spazio intimo del buio. In quello spazio, tra allegria e malinconia, parla ai suoi cari mentre dormono! Con ironia, questo romanzo tocca tutti i temi che ruotano intorno agli affetti e al procedere tortuoso della vita, ci fa sorridere e commuovere.
Siamo nella Russia di inizio Novecento, dove le donne contano nulla e sono spesso vittime di violenze terribili, schiave nelle loro case. Antonella Ossorio racconta in un meraviglioso romanzo, la vera storia di Alexe Popova, la sterminatrice di uomini che fu anche salvatrice di donne, simbolo della ribellione a un mondo spietatamente maschile.
Un libro in cui si parla di violenza contro le donne, di cinema, soprattutto francese, e di Torino, dove “tutti conoscono tutti”. Ma soprattutto ci si interroga su cos’è la verità, che sembra scolpita nella roccia ma che spesso scompare in un groviglio di fatti e avvenimenti che non consente di «capire come siano andate davvero le cose».
Siamo nella valle di Pragelato, nella Repubblica degli Escartons. Bertrand Guyot è un maestro che sceglie di insegnare in montagna, nelle terre alte. Non trova una società arcaica e primitiva, ma un mondo curioso, dedito alla cultura e voglioso di conoscere, abituato a condividere risorse e conoscenze, sforzi e duri inverni di freddo e neve.
Un intreccio di colpi di scena e di misteri di famiglia che poco a poco si svelano, tenendoci incollati alle pagine. Ancora una volta Valérie Perrin ci regala un romanzo in cui storie e passioni, e anche cinema, musica e calcio legano personaggi indimenticabili come Colette, la protagonista, il medico meccanico Antoine Été e il calzolaio Mokhtar.
Una storia di montagna e di vita, che coinvolge due alpinisti dalle diverse motivazioni: uno impegnato in una sfida con sé stesso e con la natura, l’altro immerso nel piacere dell’escursione. Diverse sono, ovviamente, le reazioni alle difficoltà. Una fiaba sulla nostra fragilità di fronte alla potenza della natura, tra paesaggi alpini che sembrano dipinti sulla tela e momenti di profonda solitudine.
Nata in una notte di alluvione dell’Adige, nel settembre 1882, orfana, Fumana ha qualità e poteri prodigiosi che emergono, quando da bambina diventa ragazza, grazie agli insegnamenti di Lena, maga e guaritrice. Anche lei saprà fare come Lena: curare tutti senza badare se sono briganti o galantuomini. Un romanzo affascinante che si dipana tra terra e fiume, tra storia e magia.