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Domenico Gallo, magistrato è presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia (Edizioni Gruppo Abele, 2013)

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Bolivia. Rulli di tamburo per La Paz

Le dimissioni di Evo Morales in Bolivia sono il frutto di un colpo di stato contro un governo che, in 13 anni, ha abbassato l’indice di povertà dal 38% al 18%, ha dimezzato la disoccupazione, ha portato il salario minimo da 60 a 310 dollari e ha ridato dignità alle popolazioni indigene. È un dato di fatto che nessun errore può cancellare.

Il cielo sopra Berlino

Trent’anni fa, nel corso di una notte, crollava il muro di Berlino. Fu, in Germania e nel mondo, una festa. Ci si illuse che l’epoca dei muri fosse finita e che si aprisse un futuro di libertà e uguaglianza. Non è stato così e l’avvenire promesso da quel crollo è stato riempito da nuovi muri ancora più difficili da superare.

Quando la destra si tinge di nero

In Italia e in tutta Europa la destra si colora sempre più di nero, assumendo tratti esplicitamente fascisti e razzisti, ed esce fuori dai confini della Costituzione e dalla legalità internazionale delineata nelle convenzioni sui diritti umani. Così si ripropone un dramma storico che abbiamo già vissuto, con altre modalità, nel secolo scorso.

«El pueblo unido»

Cile: di nuovo, di fronte alla protesta, i blindati dell’esercito in strada, un Presidente che decreta lo stato di emergenza e impone il coprifuoco, la violenza dei Carabineros, i morti nelle piazze. La memoria torna alla mobilitazione dei primi anni ’70 animata da una speranza che oggi sembra perduta e che occorre ritrovare.

«Non voglio vederlo!»

Di fronte alla disumanità inenarrabile che emerge in Kurdistan come di fronte a Lampedusa, risuonano le parole di Federico Garcia Lorca, il poeta ucciso dai fascisti spagnoli: «Non voglio vedere il sangue d’Ignazio!». E intanto un appello di donne ci ammonisce tutti: «Non parlateci più di valori occidentali. Non parlateci più di niente se non avete il coraggio di reagire. State zitti!».

Un venerdì per il nostro futuro

Oggi è il giorno del terzo sciopero globale per il clima. È un fatto positivo senza precedenti in questo inizio di millennio. Tutta la politica – o quasi – applaude ma, per lo più, con una adesione di comodo. Perché non ci si fermi qui è necessario ripensare un progetto di società che non si affidi al pilota automatico dell’economia.

Tempeste politiche e lampi di guerra

Le miserie della politica italiana (che ha visto nei giorni scorsi la nascita di un nuovo partito personale e altri movimenti a dir poco bizzarri) si accompagnano a una situazione internazionale piena di tensioni nella quale si sovrappongono incerte prospettive, instabilità e guerre in atto con rischi di ulteriore espansione.

Parole, pensieri e opere

Si è insediato, nel nostro Paese, un nuovo Governo. La sua maggior discontinuità, sinora, sta nel linguaggio, che il presidente del Consiglio ha promesso ispirato alla mitezza e al rispetto. È un segnale importante. Ma, per vivere, le parole devono confrontarsi con i fatti: oggi, subito, con la vicenda della nave Ocean Viking e del suo carico di naufraghi.