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Domenico Gallo, magistrato è presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013) e "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019).

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Migranti: l’ipocrisia dell’Europa

Il Patto sulle migrazioni e l’asilo adottato dall’Unione promette un salto di qualità comprensivo dell’impegno al soccorso nel Mediterraneo e alla condivisione di responsabilità di tutti gli Stati membri. Ma la promessa è tradita dalle singole disposizioni che confermano la logica del rifiuto e la costruzione di un’Europa-fortezza.

Irpinia 1980: memoria di un sisma

Il mio ricordo è, certo, il terremoto ma, insieme, la straordinaria solidarietà delle strutture sociali attive nel Paese: un esercito di volontari che invase pacificamente il cratere e stabilì relazioni forti e durature. Poi l’Italia è cambiata sino a diventare irriconoscibile, immersa nei riti di un egoismo individualista e rancoroso.

Mediterraneo: la strage continua

La foto del piccolo Joseph, di appena sei mesi, morto tra le braccia dei medici dopo il salvataggio in mare, ha rotto per un attimo il silenzio sulla strage dei migranti sulla rotta libica. Ma la strage continua, favorita dal respingimento di massa realizzato dall’Italia e dall’Europa con la delega del controllo dei flussi alla Guardia costiera libica.

Il mondo in bilico

L’esito in bilico delle elezioni americane è l’emblema della drammatica ambiguità del tempo che stiamo vivendo. Un tempo di incertezze in cui la vita stessa dell’umanità è soggetta al rischio della rovina sul piano ambientale, sul piano sanitario e su quello politico (non rimosso dall’eventuale sconfitta di misura di Trump).

Annegare nell’indifferenza

Le morti nel Mediterraneo continuano con un ritmo impressionante. Ma le autorità italiane ritirano nelle acque territoriali i mezzi navali in passato utilizzati per il salvataggio e ostacolano in ogni modo l’intervento delle navi delle organizzazioni umanitarie. La cultura del rifiuto e dell’intolleranza sembra vincente.

L’ordinanza farlocca del presidente Musumeci

Il caldo estivo e un malaccorto protagonismo hanno indotto il presidente della Regione Sicilia Musumeci ad arrogarsi poteri inesistenti e a dare ordini illegittimi ai prefetti e al Ministero degli interni. Il TAR, com’era ovvio, ha immediatamente sospeso la sua ordinanza ma resta il messaggio politico demagogico e razzista.