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Domenico Gallo, magistrato è presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia (Edizioni Gruppo Abele, 2013)

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A volte ritornano

L’attribuzione dei pieni poteri al presidente Orbán in Ungheria non realizza una “democrazia illiberale”. È la riproposizione letterale del metodo del fascismo italiano nel 1925. Forse per questo piace tanto alla destra nostrana di Salvini e Meloni. L’Ungheria è vicina: occorre esserne consapevoli per evitare che il passato ritorni.

Vita e morte a confronto

Siamo sospesi tra la vita e la morte. Tra un passato a cui non si può tornare, un presente terribile e un futuro che non sappiamo immaginare. E che potrà essere molto peggiore o molto migliore. Se vogliamo sopravvivere la politica deve finalmente ritrovare il suo ruolo di strumento di organizzazione della speranza.

L’ora più buia

Non era mai accaduto che venissero chiuse tutte le scuole, che venissero chiusi tutti i bar, che venissero chiuse tutte le chiese, che un regime di isolamento simile agli arresti domiciliari venisse imposto a tutta la popolazione italiana. Ciò ci costringe a confrontarci con l’insostenibilità dei miti che ci hanno reso così fragili.

La doppia epidemia

A Lesbo e alla frontiera tra Turchia e Grecia centinaia di migliaia di profughi sono fermati e respinti con filo spinato, bastonate e colpi di fucile. Nell’Europa colpita e ferita dal Coronavirus c’è un’altra epidemia indotta dal virus della disumanità. È un’epidemia che erode nel profondo le nostre strutture politiche e culturali.

La prescrizione vale una crisi di governo?

Sulla prescrizione il Governo rischia la crisi. Ma in modo strumentale. Rendere i reati perseguibili senza limiti di tempo dopo la sentenza di primo grado è, infatti, a dir poco eccessivo. Ma un ragionamento pacato al riguardo sarebbe ben possibile considerando che ciò accadrebbe in concreto solo a partire dal 2027…

Riduzione dei parlamentari, perché no!

In primavera, verosimilmente a maggio, ci sarà il referendum costituzionale per confermare o vanificare la riduzione dei parlamentari approvata dalla Camere. Dire di No a tale riduzione è impopolare ma necessario. La crisi della politica è indubbia ma per risolverla occorre recuperare, non azzerare, la rappresentanza.