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Domenico Gallo, magistrato è presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia (Edizioni Gruppo Abele, 2013)

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Angeli e demoni

Una volta che la politica ha istituito alcuni gruppi sociali come nemici pubblici da perseguitare, l’esperienza del disumano si insinua nei territori della democrazia accecando le coscienze e riesumando gli spettri dell’odio, dell’angoscia, del disprezzo dell’umano. In Texas come a Lampedusa e a Primavalle.

Ammainare l’unità d’Italia?

I nostri governanti, mentre suonano la tromba della difesa dei confini della Patria, stanno varando, con la cosiddetta autonomia differenziata, il più ardito progetto di decostruzione dell’unità d’Italia che sia mai stato concepito. Solo la saggezza dei costituenti ci può salvare dalla dissennatezza di questi falsi patrioti.

Il coraggio di Carola

La Sea Watch ha forzato il blocco del Governo italiano ed è ora di fronte al porto di Lampedusa con il suo “carico” di 40 migranti. Carola Rackete, la sua capitana, ha scelto di violare la legge ingiusta, incurante delle gravi sanzioni a cui va incontro. Ha detto: “Signornò”, dando una lezione a tutti. Grazie, capitana coraggiosa!

Se infuriano i venti di guerra

Un anno fa la fuoriuscita unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo del 2015 sul nucleare iraniano ha aperto il rischio di una nuova “guerra del golfo”. Oggi l’Iran, strangolato dalle sanzioni e impossibilitato a vendere il suo petrolio, agita come ultima carta la minaccia nucleare. Si apre una porta con vista sull’apocalisse.

Un nuovo “decreto sicurezza” contro i migranti

La guerra del ministro dell’interno contro i migranti e le ONG continua. Il cosiddetto “decreto sicurezza bis”, proposto al Consiglio dei ministri, rappresenta un ulteriore salto di qualità, che monetizza addirittura la vita dei migranti. In attesa delle reazioni dei partner di governo e dei vertici della Repubblica. Se ci saranno.

La corruzione e la politica malata

Sono passati 27 anni da Tangentopoli e l’impressione è che non sia cambiato nulla. La corruzione, anzi, è più diffusa di prima. Per modificare la situazione, peraltro, non basta gridare “onestà, onestà!” se non si pone mano al risanamento di una politica malata, priva di contenuti, di valori e di ideali.