image_pdfimage_print

Contro il fascismo, Torino reagisce

L’antifascismo non è un’opinione fra le altre. È il fondamento della Repubblica nata dalla Resistenza, ne esprime l’essenza, ne costituisce i pilastri portanti, attraversa tutta la Costituzione. E non è solo questo. È la costruzione di una società eguale, effettivamente libera, solidale, emancipata. Già una volta il fascismo ha tradito l’Italia: non permettiamo che accada ancora!

Quando la memoria diventa retorica

La memoria di quel che è stato, come ha denunciato Liliana Segre, sta svanendo. La ragione è semplice. Perché oggi accade che si ricordi la Shoah o si celebrino la resistenza e i valori costituzionali mentre si pratica l’opposto. Gli stessi princìpi ispiratori dell’antifascismo – l’aspirazione all’uguaglianza e alla giustizia sociale – sono tramontati nell’ideologia e nella pratica delle maggiori forze politiche.

Ucraina. L’estensione della guerra alla Crimea e il silenzio della comunità internazionale

Dopo otto mesi di guerra non ci sono avvisaglie di tregua. Anzi. Mentre la Russia riprende a bombardare Kiev e le sue infrastrutture elettriche, l’Ucraina colpisce in Crimea, attaccando la flotta russa a Sebastopoli e passando così, a sua volta, dalla resistenza contro l’invasione a una guerra di aggressione. Siamo proprio sicuri che, per fermare la guerra, non debba intervenire la comunità internazionale.

Cent’anni dopo la marcia su Roma, pensare in retromarcia

Cent’anni dopo la marcia su Roma, mentre si riaffacciano i fantasmi del passato, occorrono mobilitazioni forti, una scossa che salga dal basso e cambi il corso degli eventi. Abbiamo bisogno, come al tempo della resistenza, di pensieri nuovi, di ispirazioni utopiche; abbiamo urgenza di costruire, nelle lotte e nei comportamenti quotidiani, una società alternativa al modello dominante. Marciando in senso contrario.

Il prezzo del lavoro e della salute

Salute e lavoro sono sempre più marginalizzati. Se si vuole invertire la rotta serve anche la matita elettorale, per premiare le forze che sostengono la sanità pubblica, la scuola pubblica, l’acqua pubblica, la riduzione dell’orario di lavoro, le fonti di energia rinnovabili etc. Ma, a fianco, è necessaria una lotta che dia un chiaro segnale di inversione di rotta che ci veda “resistenti” più che “resilienti”.

Non c’è un voto utile. Ma la storia continua dopo il 25 settembre

Inutile tacerlo: non esiste, nell’immediato, un voto utile contro le destre. Non esiste per la configurazione del sistema elettorale e la mancanza di un campo largo che possa contendere collegi alla destra. Non esiste, ancor più, perché non c’è una forza politica forte di sinistra. La strada è un’altra: una costante resistenza, perché la storia cambi direzione.

Camminare l’antifascismo

Camminare nei luoghi della resistenza e delle stragi, sui sentieri dei partigiani, tra Monte Sole e Sant’Anna di Stazzema, sulla montagna fra l’Emilia e la Toscana non è solo coltivare la memoria. È un’esplorazione, uno scavo nelle profondità della storia, un’occasione per ripensare ciò che chiamiamo antifascismo, al fine di renderlo più vivo, cioè all’altezza dei tempi.

La storia, il potere, la propaganda

La prima vittima della guerra è la verità, intesa anche come verità storica. Lo si vede in maniera evidente in questi giorni nei quali una lettura non scientifica del passato (a cominciare dalla Resistenza) serve a piegare la storia alle esigenze politiche del presente. Lo stesso vale per il patrimonio culturale, dove quadri, beni artistici e musei sono spesso usati a gloria e vanto dei potenti di turno.

Il 25 aprile non è la festa del nazionalismo armato

A casa nostra si mette il tricolore alla finestra due volte l’anno: il 25 aprile per la Liberazione dai nazifascisti, e il 2 giugno per la Repubblica, il voto alle donne, l’Assemblea costituente. Ma oggi alla finestra c’è la bandiera della pace: perché un coro assordante cerca di trasformare il 25 aprile in una festa del nazionalismo armato. Non è così e i miei compatrioti sono i costruttori di pace, i miei stranieri coloro che affidano il futuro alle armi.