Nuove frontiere della repressione, fogli di via, giudici

Hai contestato pacificamente un comizio di Matteo Salvini? Sei pericoloso e non potrai tornare per tre anni sul “luogo del delitto”. I fogli di via sono sempre più la nuova frontiera della repressione. Per fortuna c’è, qualche volta, un giudice. Così il Tar Toscana annulla il provvedimento chiarendo che la sicurezza è la tutela dei diritti fondamentali di tutti e non la docile e acritica adesione ai desiderata di chi governa.

Per l’Europa le donne afghane non esistono

Una delegazione di talebani (ovviamente maschi) è a Bruxelles per “trattare” con la Commissione europea il rimpatrio forzato di migranti. In Afghanistan l’esclusione delle donne dalla vita pubblica, la violazione dei loro diritti fondamentali e la supremazia maschile sono fatti conclamati e accertati in ultimo anche dal Tribunale permanente dei popoli. Ma per l’UE le donne afghane non esistono se sono in ballo altri interessi.

CPR d’Italia: istituzioni totali

Il secondo Rapporto di monitoraggio del Tavolo asilo e immigrazione sui 10 CPR in funzione in Italia conferma il giudizio del primo rapporto. I CPR non sono una distorsione accidentale del sistema, ma un’aberrazione strutturale: un costoso dispositivo di privazione della libertà che viola i diritti fondamentali, fallisce rispetto agli obiettivi dichiarati e sperpera risorse pubbliche producendo sofferenza e degrado.

Tutela dei diritti o interessi privati?

Giustizia, immigrazione e sanità sono campi fondamentali per misurare la democrazia. In tutti tre da tempo è in atto una politica di incentivi economici legati a risultati. È un fatto devastante perché la logica del profitto applicata ai diritti rischia di produrre effetti assai negativi: non dice esplicitamente cosa e come decidere, ma suggerisce cosa convenga fare prima, cosa dopo, cosa accelerare, cosa tralasciare.

Processo Open Arms: ai confini del diritto

Il fatto è pacifico, anzi rivendicato. Salvini, da ministro dell’interno, ha impedito lo sbarco di 147 migranti salvati in mare, attentando così alle loro libertà fondamentali. Ugualmente pacifico è che, in un sistema democratico, la discrezionalità politica si ferma di fronte alla lesione di diritti tutelati dalle leggi e dalla Costituzione. Per questo non convince l’assoluzione dei giudici di Palermo, forse intimiditi dagli attacchi della destra.

La residenza è un diritto

L’articolo 5 del decreto Renzi-Lupi del 2014 impedisce a chi occupa abusivamente un immobile di chiedere la residenza e l’allacciamento a pubblici servizi e di partecipare alle procedure di assegnazione di alloggi di edilizia pubblica. Così viene escluso il riconoscimento di diritti fondamentali, come quello alla salute, a fasce consistenti di cittadini in condizioni di disagio. Dopo 10 anni è tempo che la norma venga abrogata.

Lo stato dei figli: una questione di diritti fondamentali

La richiesta della Procura di Padova di correggere gli atti di nascita di 33 figli di coppie dello stesso sesso cancellando il nome della madre non biologica e rettificando il cognome dei minori desta grande perplessità: perché in contrasto con un’ampia giurisprudenza sopranazionale e nazionale e perché il diritto deve proteggere i legami familiari che si fondano sull’affetto, sull’amore e sulla cura reciproca e non ostacolarli.

Turchia: dove la difesa di oppositori e dissidenti è un delitto

L’11 novembre, dopo 10 anni di udienze e di rinvii (e la morte di un’imputata per sciopero della fame), si è concluso a Istanbul, con condanne fino a 20 anni di carcere, il processo contro 19 avvocati accusati di propaganda sovversiva e di partecipazione ad associazioni terroristiche per la loro attività di difensori di oppositori del regime. È la vendetta di uno Stato autoritario che non tollera la difesa dei diritti.

Il Governo ritiri subito i decreti che impediscono lo sbarco dei naufraghi nei nostri porti

I decreti ministeriali che consentono lo sbarco solo ad alcuni dei naufraghi salvati da navi delle ONG e respingono gli altri fuori dalle acque territoriali nazionali sono manifestamente illegittimi. È, dunque, necessario che il Governo li ritiri subito e consenta lo sbarco a tutti i naufraghi costretti a rimanere sulle navi di soccorso.