Elogio dell’identità impura

L’identità viene spesso presentata come una statua antica da custodire e difendere dalla polvere, dal tempo, dagli stranieri. Ma le identità reali non sono mai pure. Sono sempre il risultato di sedimentazioni, incontri, conflitti, migrazioni, ibridazioni, resistenze. L’identità non è una reliquia: è una continuità in trasformazione. Non vive perché resta immobile, ma perché riesce a mutare senza diventare irriconoscibile.

2 giugno: il senso della Repubblica

Il 2 giugno 1946, con il referendum istituzionale, nasce la Repubblica e, con l’elezione dell’Assemblea costituente, si pongono le basi per la Costituzione. Ciò avviene, per la prima volta nella storia nazionale, a suffragio universale. Ed è subito chiara l’importanza della partecipazione delle donne nella definizione di un progetto che, ancora oggi, è alternativo all’esistente, contro la guerra, la disumanizzazione, la sopraffazione.

Costruire un progetto partecipato

Quale proposta può consentire alla sinistra di battere la destra? Solo un progetto che persegua l’uguaglianza generalizzata dei diritti e il soddisfacimento, per tutti, dei bisogni fondamentali e di quelli collettivi. Ma per realizzarlo e, prima ancora, per definirlo serve estendere la percezione delle urgenze, superando quelli che erano ben definiti rapporti di classe. I giovani lo hanno già capito.

L’autonomia differenziata torna in Parlamento

La possibilità per le Regioni del Nord di gestire autonomamente leve strategiche che appartengono allo Stato accentuerà le disuguaglianze territoriali e inciderà sull’unità della Repubblica. Se il Parlamento non fermerà le preintese raggiunte con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, dovranno intervenire una grande mobilitazione popolare, la Corte costituzionale o il corpo elettorale in sede di referendum abrogativo.

Noi preferiamo di NO

Tra poco si vota. Come nel 2006 e nel 2016, sulla struttura della Costituzione, che gli artefici delle riforma sottoposta a referendum vorrebbero stravolta e piegata alle “nuove” esigenze di governabilità e di controllo. Oggi tocca alla giustizia, burocratizzata e intimidita. Una lesione grave in sé, ma non solo questo. Anche una tessera fondamentale del progetto autoritario in corso. Per questo voteremo No.

Le molte ragioni del NO: contro il paradigma Meloni

Il referendum del 22-23 marzo non riguarda solo la magistratura, ma il paradigma di governo perseguito senza interruzione da Giorgia Meloni che aspetta di essere completato con il premierato e con una riforma elettorale ancora più maggioritaria. Tocca a noi decidere – il 22 e 23 marzo – se favorire la centralizzazione, le gerarchie e la privatizzazione dello Stato oppure difendere la democrazia, l’uguaglianza, il pubblico.

Che succede a Cuba?, intervista con Franco Zunino

Cuba è tuttora un paese socialista impegnato nel tentativo di assicurare a tutti condizioni di vita degne. Emblematico è il livello della ricerca e dell’assistenza sanitaria, emerso a livello internazionale durante il Covid. Oggi, peraltro, la vita nell’isola è molto dura per l’“embargo” imposto dagli Stati Uniti, condannato dall’Onu e senza uguali nel mondo, che ne strozza l’economia e provoca drastiche restrizioni su tutti i piani.

Un sindaco socialista per New York?

New York vota per il sindaco. Il candidato dem Zohran Mamdani, sostenuto da Bernie Sandres e Alexandria Ocasio Cortez ma non dall’establishment del partito, sta scalando i sondaggi con un programma di grandi interventi nel sociale (congelamento degli affitti, autobus gratuiti, assistenza all’infanzia). «Il mondo» – dichiara – «sta cambiando: non è questione del “se” ma di “chi” attuerà questo cambiamento».

Dopo Francesco: le parole, i gesti, l’ipocrisia

I potenti della terra “in divisa” d’ordinanza, fintamente compunti di fronte alle spoglie di un uomo che hanno costantemente osteggiato, tentano di trasformare il papa defunto in un santino inoffensivo. A smentirli stanno gesti e parole che chiedono pace, uguaglianza e accoglienza e invitano gli uomini e le donne di buona volontà a “fare casino” per ottenerle.