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Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto con altri autori: "Piste o peste"; "Disastro autostrada"; "Torino. Oltre le apparenze"; "Verde clandestino"; "Loro e noi. Storie di umani e altri animali"; "Il mare privato". Come unico autore: "Regole minime per sopravvivere"; “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino”; "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni". Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con Il Fatto Quotidiano.

Contenuti:

Torino e Genova: si mangia e si beve. Ma poi?

Il fronte porto a Genova e San Salvario a Torino sono un analogo pullulare di esercizi del settore terziario: in particolare locali dove si mangia e si beve. Quanto potrà durare tutto questo? Questa economia del terziario facile, e banale, in un’epoca in cui acquistiamo sempre più beni “importati” anziché “fabbricati”?

Come muore una libreria

Dopo 43 anni la storica libreria Comunardi, nel cuore di Torino, chiude per fare posto a un supermercato. In questa intervista il suo titolare di sempre ne spiega i passaggi e le ragioni. Inevitabilmente il discorso si estende alla situazione delle librerie e della cultura nel nostro Paese.

Il Bel Paese dei porti turistici

I porti turistici si moltiplicano. Nel disinteresse generale. Eppure un porto turistico significa eliminazione di una spiaggia, occupazione di una porzione di mare, colata di cemento sul fronte porto, inquinamento e alterazione dei fondali marini e del moto ondoso. E, spesso, un favore alla criminalità organizzata.

La fine del mondo è già iniziata? Forse sì

Lo scienziato Brad Lister, tornando nel 2018 nella foresta pluviale portoricana di Sierra de Luquillo 35 anni dopo la sua prima esplorazione, ha verificato che il 98 per cento degli insetti terrestri era scomparso. Eppure quella foresta è un’area protetta. Forse la la fine del mondo, per gli animali e per l’uomo, è già iniziata.

Ambientalismo e coerenza

Se tutti gli abitanti della Terra consumassero le risorse come fanno gli italiani, avremmo bisogno di 2,6 pianeti Terra. Eppure continuiamo così, anche se, con scarsa coerenza, ci diciamo ambientalisti. Proviamo almeno a pensarci, qualche volta.