Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto con altri autori: "Piste o peste"; "Disastro autostrada"; "Torino. Oltre le apparenze"; "Verde clandestino"; "Loro e noi. Storie di umani e altri animali"; "Il mare privato". Come unico autore: "Regole minime per sopravvivere"; “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino”; "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni"; "Per gioco. Voci e numeri del gioco d'azzardo". Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con Il Fatto Quotidiano.

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Sfalciare o non sfalciare? Questo è il dilemma

Alcuni Comuni hanno deciso di ridurre il taglio dell’erba nei giardini e nei parchi cittadini. Per risparmiare, certo, ma anche a tutela della biodiversità. Subito è iniziata la polemica tra opposti schieramenti: chi sostiene la scelta e chi rifiuta la “trasformazione della città in una giungla”. Eppure le soluzioni intermedie e razionali non mancano. Ma occorre partire dall’informazione e dal coinvolgimento dei cittadini.

Un angolo di paradiso in pericolo: il Vallone di Sea

C’è, in Val Grande di Lanzo, una delle ultime aree incontaminate dell’arco alpino occidentale, un angolo di paradiso e, in qualche modo di inferno, fuori dall’umano. È il Vallone di Sea. Manco a dirlo, il Comune progetta di costruirci una strada: una “bella” strada sterrata per raggiungere alcune baite abbandonate e con la prospettiva di proseguirla. La speranza è che, ancora una volta, la mobilitazione fermi lo scempio.

Il caso Toti e la sudditanza della politica all’economia

La corruzione a volte – l’ultimo scandalo ligure insegna – si sostanzia in serate a Montecarlo, borse firmate, orologi e via elencando. Ma quel che è ancora più grave è la corruzione endemica e penalmente irrilevante, cioè la sudditanza della politica all’economia che produce decisioni improvvide e inutili solo per ingraziarsi questo o quel gruppo economico e acquisire così consenso e voti. Ed è, purtroppo, la regola.

Ancora dighe. Ma sono davvero necessarie?

Invasi e dighe sono tornati di moda. La giustificazione è la necessità, conseguente all’aumento delle temperature e alla siccità, di accumulare acqua a fini idropotabili e irrigui. Incontestabile la necessità, ma vecchia, sbagliata e di grande impatto ambientale la risposta. Non servono nuove grandi opere ma occorre risparmiare sulla risorsa acqua, tappare le (enormi) falle e modificare le politiche alimentari.

“Diario Persiano”: l’Iran al di là delle apparenze

Per i nostri media l’Iran è solo un Paese in cui manca la libertà, costruttore di bombe atomiche e meritevole di sanzioni internazionali. Ma la realtà è assai più complessa e ci propone un Paese tormentato e misterioso, alla ricerca di un cambiamento che non coincide con il consumismo e l’abbandono delle proprie tradizioni. Questo e molto altro si trova nel documentario di Carlo Grande “Diario persiano”.

Il grido della Lega (e non solo): liberalizziamo la caccia!

Sparare sette giorni su sette, sparare anche di notte, divieto di impugnativa al TAR dei calendari venatori sono solo alcune delle chicche contenute nella proposta di legge leghista di liberalizzazione della caccia. Con i tempi che corrono, probabilmente passerà. Non solo per conservare i voti della lobby dei cacciatori, ma perché la caccia sembra essere il paradigma di una società egoista e schiacciata sull’oggi.

Il bob a Cortina: una vicenda esemplare

La vicenda della pista di bob di Cortina per le Olimpiadi 2026 è esemplare e ripete, a parti invertite, quella dei giochi di Torino di 20 anni prima. Allora venne costruita una nuova pista a Cesana anziché usare quella di Cortina; oggi se ne costruisce una nuova a Cortina anziché ristrutturare quella (abbandonata) di Cesana. Con una spesa più che doppia e con la prospettiva di un nuovo abbandono. Intanto sono solo soldi pubblici…