Petrolio italiano per le forze armate israeliane

Il genocidio di Gaza da parte dell’esercito israeliano non sarebbe possibile senza rifornimenti di carburante o petrolio greggio da parte di Paesi esteri. I fornitori sono, dunque, complici del genocidio. Tra loro, l’Italia che ha inviato centinaia di migliaia di tonnellate di petrolio e altri combustibili ad aziende israeliane collegate alla filiera di approvvigionamento energetico delle Forze armate di Tel Aviv.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli. Una memoria attuale?

Il 4 luglio 1976, 50 anni fa, venne approvata ad Algeri la Dichiarazione universale dei Diritti dei Popoli. Di essa è interprete il Tribunale Permanente dei Popoli con interventi tesi a sostenere il diritto dei popoli e degli esseri umani all’autodeterminazione contro l’appropriazione violenta della legalità internazionale da parte di pochi che non riconoscono né responsabilità né giudici.

La telefonata di Trump: politica e soap opera

L’inganno del nostro tempo sta nel personalizzare i giudizi politici, nel dire che sono gli umori instabili di un leader a determinare il flusso del lungo fiume della storia. È quest’ottica che va ribaltata: Trump non è un pessimo politico perché è un villano, ma perché è responsabile di genocidi, guerre e atti sociali di sadismo. Il resto è solo una soap opera di scarso interesse.

La donna che non doveva chiedere mai

La plateale umiliazione ricevuta da Donald Trump è il segnale dell’irrilevanza e del ridicolo in cui Giorgia Meloni ha precipitato il nostro Paese, che ora cerca di trascinare nella propria débâcle. Eppure è stata lei, non l’Italia, a praticare il più smaccato servilismo nei confronti di Trump e a sposarne il razzismo e il bellicismo. Ora, se avesse un po’ di decenza, dovrebbe solo chiedere scusa.

Intellettuali, complicità e dissidenza

Dal 25 al 28 maggio si è svolto il Jerusalem International Writers Festival (noto, in Italia per la professione di sionismo di Erri De Luca). Uno dei suoi ospiti di rilievo avrebbe dovuto essere il premio Nobel J. M. Coetzee, che, peraltro, ha rinunciato con una lettera in cui ha denunciato la responsabilità della comunità intellettuale e artistica israeliana per le atrocità commesse a Gaza e la conseguente necessità di dissociari.

Il paradosso di Israele, ovvero la tolleranza rovesciata

La memoria autentica non è quella che autorizza l’eccezione per sé, ma quella che impedisce di diventare ciò che si è combattuto. Nessuna identità, nemmeno quella nata dalla persecuzione più atroce, è moralmente immunizzata contro la tentazione del potere. Ed è un tragico paradosso che Israele, nato anche come risposta alla Shoah, pratichi oggi il fondamentalismo e il fanatismo più spietati spingendosi fino al genocidio.

Genocidio a Gaza, farisei a Roma

Il Governo di Israele impedisce al Patriarca di Gerusalemme di celebrare la messa della domenica della Passione del Signore al Santo sepolcro. I governanti italiani protestano. Ma se lo ‘sdegno’ contro Israele è la reazione a un odioso divieto, cosa avrebbero dovuto dire contro il genocidio? Hanno taciuto perché di quel genocidio sono complici: e le mani sporche di sangue non si lavano difendendo le pietre delle chiese.