Recosol: fare rete nei territori

A Polizzi, nel cuore del parco della Madonia, di nuovo, dopo 18 anni, l’assemblea della Rete dei Comuni Solidali. Sono arrivati da tutt’Italia: amministratori, operatori, associazioni, cittadini. Per confrontarsi e raccontare le proprie esperienze sul territorio finalizzate all’accoglienza e alla solidarietà. Con cento progetti di rigenerazione umana e urbana.

«Contro la guerra, è legittimo ribellarsi!»

«In casi come questo è legittimo ribellarsi!». Forse mai un papa si è espresso in modo così netto contro una guerra (quella in Ucraina), definita «uno scempio, dove, come al solito, pochi potenti decidono e mandano migliaia di giovani a combattere e morire»). È accaduto nel messaggio di papa Francesco alla Conferenza europea dei giovani di Praga (11-13 luglio) qui pubblicato.

Vent’anni dopo il Social Forum del 2002

Sono passati quasi vent’anni dal Social Forum fiorentino del 2002. Allora si riuscì, in pochi giorni, a ribaltare la posizione (inizialmente ostile) della città e a costruire rapporti estesi e significativi. Oggi bisogna ripetere l’operazione anche se i cambiamenti intervenuti sono profondi e il sentimento prevalente non è più la paura di chi vuole il cambiamento ma una generale e rassegnata indifferenza.

Ci sono profughi e profughi

Di fronte all’esodo dall’Ucraina l’UE ha finalmente adottato misure nuove, seppur insufficienti, per l’accoglienza dei profughi. Ma, intanto, sulle stesse frontiere proseguono respingimenti e discriminazioni, i richiedenti asilo provenienti da Afghanistan e Siria sono bloccati in Turchia e nel Mediterraneo si continua a morire. Evidentemente ci sono profughi di serie A e profughi di serie B.

Respingere i migranti e criminalizzare la solidarietà

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: è il reato per cui sarà processato nei prossimi giorni il presidente di Baobab Experience, colpevole di aver aiutato, nel lontano 2016, otto ragazzi provenienti da zone di guerra del Sudan e del Ciad, a raggiungere il Campo della Croce Rossa di Ventimiglia. A di là della retorica, nel nostro Paese, emigrare e aiutare i migranti continua a essere un reato.

La guerra e soldati che non sparano

La storia è piena di guerre, ma anche di soldati che, in varie epoche e su diversi fronti, non si sono impegnati quanto previsto nel colpire, trafiggere, scannare, squartare, massacrare altre persone. Ossia nello svolgere il mestiere per cui erano stati addestrati. È difficile crederlo in questi giorni in cui si sentono quasi solo venti di guerra eppure, a ben guardare, gli esempi non mancano.

Bussate e non vi sarà aperto

La Polonia e l’Europa cercano di arrestare le migrazioni con i muri (virtuali e reali). È singolare che un continente in crisi demografica respinga i bambini accampati al freddo nella foresta bielorussa e si cinga di filo spinato. Una rivolta morale e un’azione politica coerente sono a questo punto irrinunciabili. I profughi devono essere accolti: ne va dell’anima stessa dell’Europa.

Non è giustizia

A Locri non è stato condannato solo Mimmo Lucano. Sono state condannate l’accoglienza e il senso di umanità. Lo svelano la contestazione di associazione per delinquere e l’entità della pena inflitta. È il mondo all’incontrario in cui la solidarietà e la dignità delle persone sono degli optional e il modello è l’ottusità burocratica. L’opposto di ciò che chiede la Costituzione.