Le forze di polizia tra passato e presente

C’è, nella storia della Repubblica, un filo rosso di violenze di polizia. Non si tratta di gesti di “mele marce” ma del perpetuarsi di una cultura che viene da lontano. Occorre, dunque, modificare quella cultura. Negli anni ’70 qualcuno ci provò e nacque la sindacalizzazione della polizia. Gli esiti non sono stati quelli sperati ma da lì occorre ripartire.

​Appoggiare un ginocchio a terra

Inginocchiarsi contro il razzismo è un segnale importante. E, se è vero che il calcio è un grande fenomeno sociale, allora i calciatori devono avere coscienza dei segnali che lanciano con il loro comportamento. Non si tratta di imporre alcunché. Ma è sintomatico e preoccupante che i nostri campioni del pallone non colgano il senso di quel gesto.

Nebbia in Val Susa: tra sassi e manganelli

La notte del 12 aprile polizia e carabinieri in assetto da guerra hanno occupato l’area di San Didero destinata ad autoporto bloccando gli accessi e tentando di sgombrare il presidio No TAV. I valsusini accorsi sono stati respinti con lacrimogeni e manganelli. Ma politici e media mainstream deprecano la violenza dei No TAV.

“Il buco in testa”

“Il buco in testa” di Antonio Capuano è un film di grande intensità emotiva che esplora un incontro. A Milano, nel 1977, un vicebrigadiere di polizia viene ucciso in una manifestazione da un colpo di pistola. 30 anni dopo sua figlia sceglie di incontrare il responsabile di quella morte. E la vicenda, da individuale, diventa collettiva.

Samb Modou e Diop Mor: nove anni fa

Il 13 dicembre 2011, a Firenze, l’odio razzista uccise Samb Modou e Diop Mor, senegalesi. A quell’omicidio altri, con la stessa matrice, sono seguiti nel nostro Paese. Il razzismo ha messo radici, alimentato dalla cattiva politica. Bisogna reagire: anche per questo l’abrogazione dei decreti sicurezza è un segnale necessario.