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Assemblea di Volere la Luna 2022

L’assemblea di Volere la Luna si è svolta il 30 aprile a Torino, nella sede di via Trivero con la presenza di 58 soci mentre altri 20 erano collegati in streaming. L’assemblea ha visto un ampio e approfondito dibattito politico e ha quindi provveduto all’elezione del consiglio direttivo e del comitati dei garanti. Qui la relazione introduttiva del presidente e il verbale.

Alessandra Jatta, Foglie sparse (Voland edizioni, 2022)

Foglie sparse è il racconto della rivoluzione d’Ottobre attraverso lo sguardo di una nobildonna di Mosca che, improvvisamente, vede crollare il mondo nel quale ha sempre vissuto e il suo caparbio tentativo di salvare la sua famiglia e soprattutto la dignità. Una storia vera, i protagonisti degli eventi sono gli antenati dell’autrice, che descrive una classe sociale e il suo declino. L’utilizzo di fotografie, stralci di diari e documenti aggiungono significato all’intera narrazione.

William Dalrymple, ANARCHIA. L’inarrestabile ascesa della Compagnia delle Indie Orientali (Adelphi, 2022)

L’ascesa inarrestabile della Compagnia delle Indie Orientali, la prima multinazionale al mondo, che nel giro di due secoli diventò più forte e potente di qualsiasi nazione, ricorrendo a tutte le forme di potere possibile, compresa la guerra. Testo magnifico con documenti originali e fonti bibliografiche rare, indispensabile per chi ama la storia.

Georges Simenon, Il dottor Bergelon (Adelphi, 2022)

Il libro, scritto da Georges Simenon nel 1939 a Nieul-su-Mer, venne poi pubblicato solo nel 1941. Racconta la storia di un medico, il dottor Bergelon, sposato con una donna «apprensiva e piagnucolosa», che stringe un accordo con un noto chirurgo, il prof. Mandalin, per dirottare presso la clinica da lui gestita i propri pazienti che necessitano di un’operazione, ricevendo in cambio metà del compenso pagato dal malato. 

La pace, la scuola e un sindaco “apolitico”

È concepibile che il sindaco di un Comune faccia rimuovere delle bandiere della pace dalle ringhiere di una scuola? Evidentemente no. Per tutti, salvo che per il primo cittadino di un piccolo centro del torinese, impegnato in una impari lotta contro il buon senso e le stesse disposizioni di legge. Più saggi di lui maestre e bambini sostituiscono le bandiere con disegni di pace.