Torino. Il rovescio delle “zone rosse”

Le “zone rosse” e l’intensificazione dei controlli di polizia dovrebbero, secondo le intenzioni dichiarate dal Governo, arginare il degrado delle città e dare sicurezza ai cittadini. Il realtà il loro effetto è spesso opposto. Lo dimostra un intervento di militari a volto coperto in un giardino torinese che ha cercato di intimidire gli operatori presenti e impaurito, allontanandoli definitivamente dall’area, bambini, mamme e nonni.

Torino: chi specula sull’“area grigia”

Perché manca nel Paese una protesta pacifica e matura, senza residui violenti, come quella di Minneapolis? E ora di discuterne senza reticenze. Ma anche senza strumentalizzazioni. Invece va di moda, non solo in Italia, un umore antisociologico per il quale è connivenza ogni sforzo di capire, spiegare, discutere e adoperarsi per tutelare la coesione sociale e prevenire la violenza. Ragionare pare richieda troppo sforzo.

Intifada a Torino

La manifestazione nazionale di Torino per Askatasuna ha evidenziato l’esistenza, nel mondo antagonista, di due culture del conflitto, quella della ricomposizione e quella che ha come modello l’intifada, che non riescono a convivere. L’intifada, in particolare, non prevede un processo di crescita né ha orizzonti di vittoria. È una testimonianza, un urlo di rabbia e di dolore. Ma le proteste di piazza se la porteranno dietro ancora a lungo.

Urbanistica: cosa hanno in comune Milano e Torino?

Lo scandalo urbanistico di Milano presenta alcune analogie con la situazione torinese. Certo, a Torino non ci sono palazzi costruiti nei cortili o grattacieli fatti passare per ristrutturazioni. Ma c’è una trentennale pratica di alienazione di beni comuni: in centro, in periferia e anche in precollina. Nessuna ipotesi di corruzione, almeno per ora. Ma la mano pubblica ha abdicato al proprio ruolo di governo del territorio.

Torino. La banche, il Comune, il segreto

Nei primi anni 2000 il Comune di Torino sottoscrisse un gran numero di derivati, che hanno comportato perdite ammontanti, a fine 2023, a 180 milioni di euro. Ora il Comune ha iniziato, al riguardo, una causa contro Dexia, JP Morgan e Intesa San Paolo. Ma tutto è circondato dal massimo segreto. Peccato, perché la causa potrebbe gettare una qualche luce sui rapporti, non sempre chiari, tra banche e Comune.

Torino, tangenziale est

C’è chi vuole resuscitare, sulla collina torinese, una tangenziale accantonata qualche anno fa per manifesta inutilità e insostenibilità economica e ambientale. La prospettiva è sempre la stessa: nuove strade, ponti, gallerie, tangenziali. Possibile che nessuno si chieda cosa sarà di questa infrastruttura nel 2050 quando il trasporto su gomma di massa sarà solo il ricordo di persone ormai anziane?

Le sponde del Po e un sentiero dimenticato

Il Po è sempre stato una presenza viva e importante nella vita dei torinesi. Nei secoli le sue rive sono state costellate di opere e parchi fluviali che hanno avuto grande sviluppo soprattutto in anni recenti fino a realizzare un percorso ciclo-pedonale tra i più affascinanti d’Italia. Non tutti gli amministratori dei comuni interessati sono ugualmente attenti ma, quando mancano, ci pensano i cittadini.