Alfio Mastropaolo, politologo, è professore emerito di Scienza Politica nell'Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo “La mucca pazza della democrazia. Nuove destre, populismo, antipolitica” (Bollati Boringhieri, 2005), “Il parlamento. Le assemblee legislative nelle democrazie contemporanee” (con L. Verzichelli, Laterza, 2006), “La democrazia è una causa persa? Paradossi di un'invenzione imperfetta” (Bollati Boringhieri, 2011) e "Fare la guerra con altri mezzi. Sociologia storica del governo democratico" (Il Mulino, 2023).

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Spetta sempre alla sinistra salvare la democrazia

La propensione di moderati e liberali a ritrovarsi con la destra reazionaria è una costante. Lo abbiamo visto, in Italia, con Berlusconi ma lo stesso sta accadendo in gran parte d’Europa. In Svezia, in Olanda e oggi in Francia. Qui, peraltro, c’è una novità: la costituzione del Nuovo Fronte Popolare, con un programma comune riformatore. A salvare la democrazia deve pensarci sempre la sinistra…

È tornata l’estrema destra

Batti e ribatti lo schieramento reazionario, egemonizzato dagli eredi del fascismo, è tornato al potere. E appare abbastanza solido. Ma qualsiasi azione di dominio dipende dalle resistenze che incontra, nelle istituzioni e nel paese. Quel che capita in Francia, in Gran Bretagna, in Germania mostra che l’opposizione possono farla anche i cittadini. Che un giorno o l’altro non capiti pure nel Bel paese?

La trappola del centrodestra

Si annuncia, per il Paese, un avvenire inquietante all’insegna del populismo affaristico di Berlusconi, di quello razzista della Lega e di quello di diretta matrice fascista che, insieme ai grandi poteri economici e finanziari, hanno giocato bene le loro carte. Le alternative sul piano politico sono assai fragili. Converrà che i cittadini si attrezzino per difendere loro il regime democratico.

La vittoria di Pirro di Monsieur Macron

Nelle presidenziali e nelle legislative francesi, chi ha perso di più è chi ha vinto. Macron ha perso un numero significativo di voti e, soprattutto, ha visto sconfitta la sua pretesa di governare senza ingombri e senza compromessi con le opposizioni. Ora dovrà venire a patti sia con Marine Le Pen che con Mélenchon che, pur senza sfondare, hanno aumentato il loro consenso. E ciò cambierà la politica del paese.