Usa-Israele: interessi sempre più divergenti

C’è qualche cosa di paradossale in questa quarta guerra Golfo. Mente gli obiettivi dell’Iran sono chiari (la sopravvivenza del regime e la tutela del Libano degli Hezbollah e del Mar Rosso degli Houthi), l’alleanza tra Usa e Israele proietta messaggi sempre più contraddittori e tra Netanyahu e la Casa bianca c’è una frattura evidente. E, forse, la guerra e pace dipendono anche dalle contorsioni di un leader ormai imbarazzante.

Stati Uniti, Cina, Europa: gli imperi e i cittadini

La logica imperiale di Trump e Xi Jinping è la stessa che Draghi invoca per l’Europa: riarmarsi, sacrificare quel poco di universalismo dei diritti rimasto per far crescere e valorizzare le imprese eccellenti e monopolistiche, le nuove testuggini della potenza europea. Da un lato gli imperi reali o presunti, dall’altra i cittadini sempre più oppressi. È questa la realtà che la geopolitica e i suoi alfieri cercano di occultare.

I manifesti dei padroni dell’intelligenza artificiale

La “pericolosa adolescenza” dell’intelligenza artificiale minaccia le basi del patto sociale all’origine della democrazia. Orientarsi nella discussione programmatica sull’uso politico dell’IA richiede consapevolezza circa una questione così sensibile. Anche perché, pur nell’auspicabile ipotesi di una caduta di Trump, il pensiero – e le aziende – dei padroni dell’intelligenza artificiale resteranno pesantemente sulla scena.

Farmaci: la crisi che parte dallo Stretto di Hormuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Il protrarsi della crisi potrebbe, per questo, determinare ritardi negli approvvigionamenti e aumento dei costi.

Europa sotto assedio: non è solo una questione di dazi

I diktat di Trump sui dazi obbligano Bruxelles a scegliere tra subire passivamente o rilanciare una strategia di autonomia economica e geopolitica. L’Europa, infatti, è anche un fornitore essenziale per l’economia Usa e ha, dunque, carte da giocare. E, poi, ci sono aperture possibili alle economie emergenti dei Brics. Ma le imbelli leadership europee non sembrano in grado di giocare questa partita.

Le olimpiadi tra sport e geopolitica

Le olimpiadi appena concluse (senza la Russia) sono state, oltre che una manifestazione sportiva, un’occasione per incidere su controversie internazionali. Ciò, insieme all’ostentazione della forza “nazionale” di fronte a interlocutori planetari, accade da tempo e vale sia in caso di partecipazione che in caso di ballottaggio, elemento spesso rivelatosi decisivo per influenzare o rovinare i giochi organizzati da altri.