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Elisabetta Grande insegna Sistemi giuridici comparati all’Università del Piemonte orientale. Da oltre un ventennio studia il sistema giuridico nordamericano e la sua diffusione in Europa. Ha pubblicato, da ultimo, Il terzo strike. La prigione in America (Sellerio, 2007) e Guai ai poveri. La faccia triste dell’America (Edizioni Gruppo Abele, 2017)

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Da Saigon a Kabul: il declino del sogno americano

Dopo il rovinoso ritiro delle truppe Usa da Kabul sono in molti a pronosticare la fine del “sogno americano”. È vero che le analoghe previsioni fatte dopo la caduta di Saigon sono state smentite dai fatti. Ma allora, nel 1975, c’era nella società statunitense una speranza di giustizia e di cambiamento che oggi, sull’onda di una crisi sociale gravissima, sembra definitivamente tramontata.

Alabama: la vittoria di Amazon

A Bessemer ha vinto Amazon. La consultazione tra i lavoratori per ottenere il diritto a organizzarsi in sindacato ha visto la vittoria del no. I lavoratori della gig economy sono la nuova classe operaia ma mancano oggi di una capacità di reagire e di far rete tra loro. È un segno dei tempi che potrà essere invertito solo dal basso.

Usa. I lavoratori dell’Alabama contro Amazon

È in atto, in Alabama, uno scontro di grande importanza per il futuro delle condizioni dei lavoratori negli Stati Uniti. I dipendenti di Amazon hanno infatti indetto, nonostante le intimidazioni, una consultazione per ottenere il diritto a organizzarsi in sindacato. Sembra poca cosa ma può essere il punto di partenza per una nuova stagione della working class.

USA. Le elezioni e la democrazia appesa a un filo

Ancora una volta i sondaggi sono stati smentiti e le elezioni presidenziali degli Stati Uniti si stanno giocando all’ultimo voto. Ciò avrà strascichi pesanti e, con ogni probabilità, chiamerà in causa una Corte Suprema già delegittimata dalle forzature di Trump. Qualunque sia l’esito, la democrazia (non solo americana) ne uscirà indebolita.

USA. Scenari di fantapolitica

Trump, in caduta libera nei sondaggi, dichiara di voler posticipare le elezioni presidenziali. Il rinvio è all’apparenza impossibile essendo rimesso al Congresso, a maggioranza democratica. Ma la situazione è più complessa. E si affaccia il rischio, evocato da Michael Moore, che sia abbandonata l’elezione con voto popolare del presidente.