Luigi Pandolfi, laureato in scienze politiche, giornalista pubblicista, scrive di politica ed economia su vari giornali, riviste e web magazine, tra cui "Il Manifesto", "Micromega", "Economia e Politica". Tra i suoi libri più recenti: "Metamorfosi del denaro" (manifestolibri, 2020).

Contenuti:

Siamo alla canna del gas: ma Putin, per ora, non c’entra

Il prezzo del metano è fuori controllo. La responsabilità peraltro, almeno per ora, non è di Putin ma delle imprese importatrici. Infatti, il prezzo del gas per imprese e famiglie non è determinato dall’entità della domanda e dell’offerta ma dai meccanismi speculativi che intervengono nel passaggio tra approvvigionamento e vendita al dettaglio. Solo regole rigorose sul punto possono risolvere il problema.

Il cuneo fiscale e l’oca dalle uova d’oro

I salari sono troppo bassi e l’inflazione ne sta erodendo il potere d’acquisto? Tranquilli, si può sempre fare un “taglio shock” al cuneo fiscale. Parola di Enrico Letta, segretario del Partito Democratico. Basta cioè che lo Stato si accolli una parte degli oneri previdenziali in capo all’impresa e una parte dell’IRPEF a carico dei lavoratori: 16 miliardi di euro che nessuno sa dove prendere!

Verso un’economia di guerra

Nessuno, due mesi fa, immaginava che la guerra avrebbe sconvolto, in poche settimane, anche le prospettive della nostra economia. Invece, è tornato lo spettro della recessione, con l’inflazione mai così alta da 30 anni a questa parte, e il PNRR già superato nella sua impostazione di fondo. Purtroppo, siamo solo all’inizio e ormai si parla apertamente di economia di guerra.

Vita reale, bollette, inflazione

L’inflazione e, soprattutto, le bollette di luce e gas galoppano. È una questione di approvvigionamenti e di geopolitica ma non solo. C’è anche la finanza, con le sue dinamiche speculative e le sue aspettative di breve e brevissimo periodo, a guidare i processi economici reali. E c’è il rischio elevato che, ancora una volta, l’aumento dei prezzi faccia crescere il numero degli indigenti.

Draghi è il garante della società che non vogliamo

Contrastare l’attuale modello di società passa per l’opposizione al Governo Draghi, che vuole “ammodernare il sistema” ma lasciarne inalterati gli equilibri. Ciò che occorre è, invece, un fisco ridistributivo, un piano di assunzioni pubbliche, la riduzione della precarietà lavorativa, il rilancio del pubblico in settori strategici, una sanità pubblica e gratuita, un vero reddito di base. Un programma, non un’utopia.

Calabria. Per immaginare un futuro

Domenico Lucano, ex sindaco di Riace, scende in campo nelle elezioni per il Consiglio regionale della Calabria. In un dialogo con Luigi Pandolfi ne spiega le ragioni e le speranze, sintetizzate nella volontà di contribuire a sconfiggere rassegnazione e fatalismo. In continuità con l’esperienza di Riace degli anni scorsi.

La vita e il mercato

Siamo, almeno a parole, alla vigilia della transizione verde e digitale. Forse essa aiuterà a uscire dalla crisi. Ma ciò può avvenire con l’economia in equilibrio (e più verde) e la società a pezzi, oppure con una nuova economia capace di tenere insieme piena occupazione e dignità/stabilità/libertà del lavoro. E non è la stessa cosa…