Petrolio italiano per le forze armate israeliane

Il genocidio di Gaza da parte dell’esercito israeliano non sarebbe possibile senza rifornimenti di carburante o petrolio greggio da parte di Paesi esteri. I fornitori sono, dunque, complici del genocidio. Tra loro, l’Italia che ha inviato centinaia di migliaia di tonnellate di petrolio e altri combustibili ad aziende israeliane collegate alla filiera di approvvigionamento energetico delle Forze armate di Tel Aviv.

“Quella notte su una nave della Flotilla”

Elettra, ferrarese di 29 anni, è una dei 22 italiani sequestrati dall’esercito israeliano la notte tra il 29 e il 30 aprile a bordo di una nave della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza: “Ci hanno minacciati e fatti inginocchiare, con le mani sopra la testa. Alcune donne sono state trascinate via e hanno dei lividi, i visi gonfi; ho visto anche delle tumefazioni a pochi centimetri dai genitali o traumi cranici, nasi e costole rotte”.

Il Maggio musicale fiorentino e il senso dell’arte

Due opere del Maggio musicale fiorentino stanno provocando polemiche: “The Death of Klinghoffer” di John Adams, contestata per la sua proposizione mentre è in corso il genocidio del popolo palestinese, e “Macbeth” di Giuseppe Verdi, fischiato per la scelta del regista Mario Martone di inserire un riferimento a Gaza. Sullo sfondo c’è una domanda: l’arte deve essere politica e disposta davvero a sconvolgerci?

Genocidio a Gaza, farisei a Roma

Il Governo di Israele impedisce al Patriarca di Gerusalemme di celebrare la messa della domenica della Passione del Signore al Santo sepolcro. I governanti italiani protestano. Ma se lo ‘sdegno’ contro Israele è la reazione a un odioso divieto, cosa avrebbero dovuto dire contro il genocidio? Hanno taciuto perché di quel genocidio sono complici: e le mani sporche di sangue non si lavano difendendo le pietre delle chiese.

Giornali e giornalisti

I giornalisti sono nell’occhio del ciclone. 247 sono stati uccisi a Gaza da esecuzioni, missili e droni israeliani, solo perché cercavano di informare. Ma, allo stesso tempo, sono scomparsi gli inviati di guerra e, con loro, le notizie vere e verificate su guerre e aggressioni. E da noi, spesso, i giornalisti si autocensurano e si adeguano: subiscono il clima e, al tempo stesso, lo creano. Con qualche eccezione, significativa ma rara.

Sotto il cielo dell’Iran, del Libano, di Gaza

“Stella stellina”, cantata al festival di Sanremo da Ermal Meta, racconta la vita spezzata di una bambina a Gaza. A volte, sotto alcuni cieli, può capitare che tra le stelle si nascondano degli intrusi come missili e droni e che il cielo notturno non sia teatro di meraviglie, ma di dolore. Succede in Iran, in Libano, a Gaza. Anche le canzoni possono raccontarlo, pur se poi gli interessi commerciali fanno sì che siano presto dimenticate.

Essere donna a Gaza

“Sognavo di diventare una pioniera della scienza, come Marie Curie o Zaha Hadid. Ma poi ho capito che ero nata in uno degli angoli più difficili del mondo, dove anche solo esprimere i propri sogni è sufficiente per seppellirli. Come donna di Gaza, nessuno mi ha mai chiesto cosa volessi. Essere una donna a Gaza significa partorire sotto i bombardamenti o fuggire con i propri figli mentre si sanguina”.