Esiste davvero un “pericolo anarchico”?

A margine dello sciopero della fame di Alfredo Cospito i media e la politica si sono rincorsi nella denuncia di un incombente “pericolo anarchico”. Ma esiste davvero questo pericolo? È lecito dubitarne posto che negli ultimi decenni il solo fatto di violenza alle persone rivendicato da anarchici è stato il ferimento dell’ingegner Adinolfi. Altri sono i veri pericoli per la nostra democrazia.

Morire di 41 bis?

C’è un anarchico, Alfredo Cospito, in sciopero della fame da oltre un mese per protesta contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo. La sua è una scelta estrema che interpella le coscienze e le intelligenze di tutti e che dovrebbe indurre la politica e l’amministrazione penitenziaria a rivedere una situazione carceraria insostenibile. È improbabile che ciò accada ma non è una buona ragione per accettarlo acriticamente.

Gli anarchici e l’ordine costituito

Si susseguono gli interventi repressivi sproporzionati nei confronti di appartenenti all’area anarchica, alla quale viene anche attribuita una particolare pericolosità sociale nelle relazioni dei servizi segreti. Ma cosa sta accadendo? Gli anarchici sono davvero un pericolo per l’incolumità pubblica o non piuttosto gli apripista per una ristrutturazione in chiave autoritaria degli spazi di agibilità politica?

Oulx. Le “verità nascoste” delle migrazioni

L’alta Val Susa è la rotta alpina per i migranti che cercano di raggiungere la Francia. E lì c’è Oulx, luogo di transito e di sosta. E anche di un’accoglienza nella quale si integrano, in un mix inedito e virtuoso, Caritas, Rainbow4Africa, No TAV, Soccorso Alpino, anarchici e antagonisti italiani e stranieri, cattolici e valdesi, volontari e cittadini.

Quella sera in piazza Fontana

«Secondo te ‒ mi chiese Italo Pietra ‒ chi le ha messe queste bombe?» e aggiunse: «Mi ha telefonato il prefetto, secondo lui sono stati gli anarchici». Cominciava così l’umiliante operazione di copertura dei veri mandanti dell’eccidio, la serie delle indagini manovrate, dei depistaggi, dall’arresto di Valpreda alla morte di Pinelli.