verità

La verità che fa male

La Russia è stata espulsa dal Consiglio che si occupa dei diritti umani, e se l’è meritato per l’aggressione all’Ucraina. Ma altri paesi dalle politiche altrettanto inumane vi sono rimasti, a cominciare dall’Arabia Saudita che addirittura lo presiede e si macchia di crimini orrendi. Non possiamo chiudere gli occhi solo perché è nostro alleato. E massacra con armi prodotte da noi.

Stalin e Ivan il terribile: le bugie della guerra

A fronte della scellerata invasione dell’Ucraina, i media occidentali continuano a presentare Putin come un figlioccio di Stalin e dell’Urss. Non è così: i riferimenti del presidente russo stanno, a ben guardare, nella cultura imperiale zarista. La guerra è, in ogni caso un crimine, ma l’alterazione della verità e le bugie interessate viziano le analisi e l’individuazione delle prospettive.

Al centro del Natale c’è la vita

Se il Natale – al di là della menzogna collettiva che siano denaro, consumo e mercato a garantire la felicità – sarà quello che intende il Vangelo, anche letto al di fuori della fede, ci sentiremo ricordare che l’esistenza umana ha un valore incalcolabile. In questo momento storico non c’è idea più sovversiva, più urgente, più di conforto e resistenza di questa.

Arte è liberazione

“Arte è liberazione”, è un libro di splendide immagini e parole nel quale Tomaso Montanari e Andrea Bigalli (rispettivamente storico dell’arte e prete dei poveri e teologo) leggono e interpretano 20 opere d’arte. È un viaggio affascinante, insieme estetico e politico, un’immersione commossa nell’infinito sentimento della dignità dell’uomo.

Ibsen o dell’impotenza della verità

Dramma estremamente moderno “Un nemico del popolo” di Ibsen. In esso va in scena l’incapacità della verità di affermarsi dinanzi alle forze del contesto sociale in cui si manifesta, forze anche politiche in cui coesistono ambiguamente idealità e retorica, progresso e falsificazione, verità e chiacchiera, libertà e slogan.

I giornalisti e i discorsi d’odio

I discorsi d’odio si avvalgono ovunque della amplificazione giornalistica. Non prendere le distanze dal politico che parla di miliardi (sic!) di africani pronti a partire vìola i doveri del giornalista. Una corretta informazione deve ancorare il racconto delle migrazioni alla verità sostanziale dei fatti. È anche una questione di dignità del giornalista.