Ciao Tav: necrologio di un progetto nato morto

Della Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, dopo oltre trent’anni dal primo progetto, abbiamo migliaia di chilometri di parole scritte sulla carta e nemmeno un centimetro di binari realizzati. Oggi, poi, è ufficiale che anche gli stanziamenti europei, miraggio dei sì TAV, languono. La Torino-Lione è in piena agonia, è venuto il momento di chiudere una volta per tutte questo progetto fallimentare.

La “via della seta” e le bugie con le gambe corte…

Due notizie recenti mostrano per l’ennesima volta il pozzo di bugie che sorregge il progetto Tav in Valle di Susa. Doveva essere un tassello fondamentale della “via della seta” da Lisbona a Pechino e un toccasana per la crisi occupazionale della zona. Oggi la “via della Seta” è archiviata e sono stati licenziati i 36 (sic!) lavoratori valsusini impegnati nell’opera. Nessun problema, si troverà qualche altra bugia…

Tav in Valsusa: la Felicità fa rumore

Il Festival ad Alta Felicità ha compiuto otto anni. E ha fatto più rumore che mai. Decine di migliaia di persone sono arrivate a Venaus per stare insieme, per seguire concerti, per assistere e partecipare a dibattiti e, soprattutto, per dire che questo mega tunnel inutile e dannoso va fermato. L’establishment ha cercato in molti modi di fermarlo ma è riuscito solo a rendere il popolo no Tav più numeroso e determinato.

Il bene comune alla prova di una linea ferroviaria

«Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta». La sollecitazione di papa Francesco sta alla base di un nuovo libro (“Prendersi cura della casa comune”) curato dai Cattolici per la vita della Valle nel quale la Nuova linea ferroviaria Torino-Lione viene discussa e criticata alla luce dei principi affermati nell’enciclica “Laudato si’”.

Dalla Francia un appello: fermate il TAV Torino-Lione!

In un momento in cui bisogna fare di tutto per limitare il riscaldamento globale, il Governo sostiene di non avere i soldi per la sanità, i treni quotidiani sono degradati e le infrastrutture ferroviarie sono insufficienti, chiediamo di fermare il progetto Lione-Torino, la cui unica logica è quella di trasportare merci sempre più lontano e di mantenere questo culto energivoro e distruttivo. Questo l’appello di 150 personalità.

“La scelta”: un film sull’opera inutile e la gente comune

“La scelta” di Carlo Augusto Bachschmidt, è un film sull’alta velocità Torino-Lione. Non la storia dell’opposizione all’opera inutile, ma un resoconto a spot di quello che è accaduto in valle negli ultimi dieci anni, l’immagine di una contrapposizione insanabile: da una parte la gente comune che si batte, dall’altra le macchine, l’esercito e la politica (anche quella che promette e non mantiene).

La destra vince in Svezia e ferma l’alta velocità

Mentre in Italia il nuovo Governo prepara un’offensiva generalizzata sulle grandi opere, in Europa anche a destra è in corso un ripensamento. È il caso della Svezia dove la nuova maggioranza ferma i lavori di una linea ad alta velocità osservando, tra l’altro: «Puntare sull’alta velocità rischia di compromettere altri investimenti necessari. Gli investimenti nella rete ferroviaria devono privilegiare i treni pendolari».

La Procura di Torino alle crociate (contro l’arte)

La Procura di Torino non lo sa ma Blu è uno dei migliori street artist mondiali e il suo murale dedicato al Tav realizzato su un sottopasso ferroviario a Chiomonte non “imbratta” né “deturpa” alcunché ma «va piuttosto a recare ornamento, visibilità e valore a un’opera pubblica grigia e anonima». È un’ovvietà, ma ci sono voluti sette anni per vederlo scritto in una sentenza del Tribunale di Torino!

Te lo do io il TAV!

Il TAV Torino-Lione è parcheggiato su un binario morto, anche se, per non perdere i finanziamenti europei, di tanto in tanto viene assegnato qualche appalto e vengono eseguiti alcuni lavori preliminari. Intanto diventa chiaro anche il forte impatto climatico dell’opera e le ragioni per abbandonarla definitivamente sono più forti rispetto a quelle di trent’anni fa.