Cosa intendiamo quando parliamo di crisi?

Oggi il compito da affrontare è demistificare la narrazione che il neoliberalismo ha prodotto negli ultimi quarant’anni. È evidente che la politica deve tornare a esercitare un ruolo preponderante, ma il modello a cui aspirare non è il semplice ritorno al welfare state keynesiano: il consumismo e l’idea di sviluppo forsennato su cui si fonda rischiano di gettarci in un tunnel senza uscita.

Nemmeno le auto elettriche sono pulite…

“Transizione energetica” è un mantra che evoca un futuro al riparo dall’inquinamento. Non è così. I costi del passaggio a uno sviluppo basato sulle energie rinnovabili sono enormi. E non sono pulite le auto elettriche o i monopattini elettrici. Il silenzio dei loro motori qui da noi è a costo di scoppi, morti, inquinamenti altrove.

Il mondo si è ingolfato

La gabbia neoliberista, potenziata dalla rivoluzione elettronica, rivela le sue pulsioni suicide. E sembrerebbe arrivata al capolinea la pretesa di regolare il globo asservendolo a una supposta razionalità del capitale. Ci resta il detto spagnolo Mal de todos consuelo de tontos, tanto più lucido e realistico del nostro Mal comune mezzo gaudio. O, più seriamente, la resilienza.

Conte bis: per l’ambiente nessun buon segnale

Sul tema dell’ambiente il programma di governo del Conte bis è ancor più carente del contratto gialloverde. L’acceleratore è sempre, comunque, sul pedale dello sviluppo (con l’immancabile frusto richiamo alla green economy). Insomma, ancora una volta una coalizione con i piedi ben piantati nel cemento e nell’asfalto.

Le sette madamin che di TAV nulla sanno

Le sette signore che il 10 novembre hanno organizzato la manifestazione torinese pro TAV dichiarano allegramente di non conoscere gli aspetti tecnici dell’opera. Per questo ben rappresentano quel partito trasversale convinto a priori e senza dati che il progresso passi per le grandi opere e i grandi eventi…